OLIO D’OLIVA: COLDIRETTI, ETICHETTA NECESSARIA CONTRO FRODI

(AGI) – Roma, 28 feb. – I carabinieri del Nas di Milano hanno scoperto un traffico di falso olio extravergine ed hanno sequestrato 15mila litri di olio destinato ai ristoranti. I sequestri confermano la validita’ della scelta fatta dall’Italia con l’introduzione dell’obbligo di indicare la provenienza delle olive in etichetta. E’ quanto afferma la Coldiretti commentando la notizia che la Commissione europea ha inviato all’Italia, come atto dovuto, una lettera con la richiesta di chiarimenti sulla decisione italiana dell’obbligo di indicare l’origine in etichetta per l’olio d’oliva. L’operazione condotta dai Nas e’ una ragione in piu’ – sottolinea la Coldiretti – per applicare con severita’ la normativa a livello nazionale e di valorizzarla con vigore in Europa dove gli interessi delle lobby non possono prevalere sulla necessita’ di tutelare la salute dei cittadini. L’Italia, che ha il primato della qualita’ nell’Unione Europea, ha il dovere di svolgere – precisa la Coldiretti – un ruolo di avanguardia a livello comunitario nelle norme sulla trasparenza a tutela delle imprese e dei consumatori. Il rischio di frodi denunciato dal nucleo dei carabinieri – continua la Coldiretti – dimostra che occorre anche attivare i controlli negli stabilimenti per assicurare che sulle confezioni di tutti gli extravergini etichettati dopo il 17 gennaio 2008, come previsto dalla nuova normativa, siano indicati obbligatoriamente lo Stato nel quale le olive sono state raccolte e dove si trova il frantoio in cui e’ stato estratto l’olio, mentre se le olive sono state prodotte in piu’ paesi, questi devono essere tutti indicati in ordine di quantita’ decrescente. Secondo una indagine della Coldiretti sono inspiegabilmente ancora troppo poche le confezioni di oli vergini ed extravergini in vendita etichettate nel rispetto della nuova normativa con il rischio concreto che vengano spacciate come Made in Italy miscugli di olio spremuto da olive spagnole, greche e tunisine, senza alcuna informazione per i consumatori. L’obbligo di indicare l’origine delle olive impiegate in etichetta e’ – conclude la Coldiretti – un contributo alla trasparenza se si considera che si e’ verificato un aumento record del 25 per cento degli arrivi di olio di oliva estero proveniente soprattutto da Spagna, Tunisia e Grecia, nei primi nove mesi del 2007, mentre la produzione nazionale e’ stimata in calo del 15 per cento rispetto all’anno precedente su valori di poco superiori ai 5 milioni di quintali, secondo le stime della Coldiretti. (AGI)

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