CLASS ACTION: I CONSUMATORI INSORGONO, NO AL RINVIO
(AGI) – Roma, 16 giu. – No al rinvio della legge sulla class action. I consumatori insorgono di fronte all’ipotesi che la misura venga modificata come chiesto piu’ volte da Confindustria. A mettere sul piede di guerra le associazioni per i diritti dei cittadini, una dichiarazione del ministro Scajola, che ha definito la legge sulla class action, cosi’ come e’ stata formulata, “impraticabile”.
“Gli aspetti attualmente piu’ controversi e meno definiti della normativa sulla class action, possono essere migliorati in Parlamento senza necessariamente bloccare l’entrata in vigore della legge” commenta Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo. Anche per Adiconsum la misura varata dal Parlamento “non e’ delle piu’ efficaci”, ma, proprio per questo, l’associazione sostiene che verra’ usata “cautela” nell’avviare pratiche di azione collettiva. Dunque, sono “del tutto infondate e strumentali” le informazioni secondo le quali, alla vigilia dell’entrata in vigore della class action, sarebbe in arrivo una valanga di azioni collettive. “Informazioni finalizzate – dice Adiconsum – a giustificare una richiesta dirinvio al governo dell’entrata in vigore della normativa”. Sulla stessa lunghezza d’onda Codici, che “invita il governo a non cedere alle pressioni delle lobby di potere che vogliono contrastare l’entrata in vigore di una norma di grande civilta’ giuridica”. Ancora piu’ esplicita nel suo attacco agli imprenditori, Federconsumatori. “Noi non ci stupiamo, anche se ce ne sarebbe ben d’onde, che Confindustria, banche e assicurazioni siano nettamente contrarie all’introduzione della Class Action nel nostro Paese – dichiara il presidente Rosario Trefiletti – Vorremmo almeno, pero’, che i responsabili di queste organizzazioni parlassero solamente per i loro interessi, lasciando alle Associazioni dei Consumatori l’interesse dei consumatori”. Trefiletti ne ha anche per Scajola: “stupisce la dichiarazione del ministro – dice – che, anche qui, con le solite motivazioni di miglioramento, tende una mano a chi vuole affossare una legge straordinaria, non solo per i cittadini, ma per il mercato stesso”. Secondo l’Adoc infine, non spetta “a Confindustria decidere chi debba difendere i consumatori. La palese pressione operata dalle principali lobby imprenditoriali rischia di privare i consumatori di uno strumento fondamentale per la tutela dei loro diritti, qual e’ la class action”.
Fuori dal coro la parlamentare radicale Donatella Poretti (Aduc), secondo la quale “non ha torto il ministro Claudio Scajola quando dice che l’attuale normativa sulla class action e’ impraticabile per certi aspetti e questi ultimi vanno rivisti a tutela del consumatore”. Ma attenzione, il Governo dovra’ indicare “una scadenza entro la quale le nuove norme devono diventare operative, altrimenti -dice Poretti – c’e’ poco da fidarsi”.(AGI)
Sas