VITICOLTURA: ITALIA LEADER IN QUELLA BIOLOGICA
(AGI) – Modena, 16 giu. – L’Italia guida con 34 mila ettari la classifica europea dei paesi produttori di vino biologico. Seguono la Francia (19 mila ettari), la Spagna (16 mila ettari), la Germania (2.800 ettari) e l’Austria (2.500 ettari), per una superficie totale in Europa, appunto, di circa 80 mila ettari. Un primato anche per la provincia di Modena: 320 gli ettari di vitigni biologico, pari al 4 per cento degli 8 mila ettari totali, una percentuale superiore all’1,7% della California, tra i primi paesi al mondo per produzione vinicola. Ma a fronte delle dimensioni di un settore che – per livelli di produzione e di esportazione – e’ parte importante della bioagricoltura europea, la viticoltura biologica e’ ancora oggi priva di una regolamentazione comunitaria. I dati sono stati diffusi oggi in occasione della prima giornata del congresso mondiale di agricoltura biologica in corso fino al 20 giugno a Modena e dove, a proposito di vino biologico, si e’ discusso della mancanza di norme adeguate. “Se oggi in Europa il vino di ribes si puo’ etichettare come biologico – spiega l’agronoma Cristina Micheloni dell’Aiab (Associazione italiana per l’agricoltura biologica) -, lo stesso non si puo’ fare per il vino, anche se l’uva e’ bio e i metodi di coltivazione e di produzione sono improntati a criteri di sostenibilita’ ambientale. E’ una situazione paradossale, il settore c’e', e’ forte, ma non puo’ giovarsi di un sistema di certificazione condiviso, indispensabile per crescere e non confondere i consumatori”. Per far fronte alla mancanza di una regolamentazione comunitaria, i principali produttori europei di vino biologico sono impegnati dal 2006 nel progetto di ricerca Orwine. Cofinanziato dalla Ue e coordinato dall’Aiab, per il 2009 Orwine consentira’ di definire, con solide basi scientifiche e attraverso la discussione tra produttori e consumatori, i contenuti del futuro regolamento europeo sulla vinificazione biologica. (AGI)
Mir