CARNE BOVINA: ALLARME UNICEB,DIPENDIAMO DALL’ESTERO PER IL 50%
(AGI) – Cremona, 31 lug – Fossato ricorda inoltre che all’inizio del secolo scorso l’alimentazione pesava per circa il 50% (e a volte piu’) sui bilanci. “Una ventina di anni – sottolinea – fa eravamo al 33%. Adesso siamo sotto il 20 e, in alcuni centri, si tocca a malapena il 17%. In termini relativi si spende meno di ieri per l’alimentazione ma in termini assoluti disponiamo di piu’ soldi per mangiare. L’espansione dei redditi ha risolto una contraddizione piu’ apparente che reale. Quel 20 o 17% di oggi consente di acquistare piu’ cose. Di piu’ e di meglio. E in questo meglio la bistecca si e’ ritagliata nuovo spazio. L’espansione del reddito ha orientato i consumatori verso prodotti alimentari di qualita’ e fra questi prodotti va considerata la carne bovina. Almeno fino all’altro ieri. Da una quindicina d’anni (vedi la recente relazione del governatore della Banca d’Italia, Draghi, all’assemblea dell’ABI) stipendi e pensioni sono praticamente fermi. E a farne le spese sono gli alimenti piu’ qualificati. Carne bovina compresa. A fronte di un consumo annuo di 1.400.000 tonnellate, le vacche macellate forniscono circa 130.000 tonnellate. L’importazione di vitelli da ingrasso e’ fondamentale per non essere deficitari di oltre il 50% e comporta una produzione di carni rosse di circa 400.000 tonnellate, dovute all’incremento del peso dei giovani vitelli importati. Ma il problema del reperimento dei vitelli a prezzi “possibili” diventa sempre piu’ difficile, tanto che disperiamo di poter trovare la quantita’ necessaria in Europa. Nonostante cio’, il consumo di carni bovine non e’ diminuito e non pensiamo che la domanda nel prossimo futuro sia piu’ debole, anche se constatiamo un aumento del consumo delle carni di pollame. Occorre, pertanto, disporre di una strategia del settore che consideri tutti gli aspetti del problema”.
La decisione di CremonaFiere di aprire un grande centro mercantile sulla carne bovina ha trovato molte adesioni. Per il 2009, e’ in programma infatti MeatItaly (22-25 ottobre), rassegna che riunira’ a Cremona l’intera filiera. “C’era bisogno in Italia di un centro mercantile che si facesse carico di tutti i complessi problemi che il comparto della carne bovina si tira dietro in un paese che vede crescere i consumi e che per soddisfarli, non disponendo di grandi pascoli, dove trovare altre vie per riuscire a soddisfare la domanda. La decisione di CremonaFiere – afferma il Presidente dell’Uniceb – va incontro a un’esigenza generale. D’altra parte, nel comparto la Fiera di Cremona dispone di una lunga e apprezzata esperienza. L’internazionale del bovino da latte ne ha fatto una delle manifestazioni piu’ importanti a livello mondiale. Legittimo, quindi, chiudere il cerchio con una grande manifestazione sulla carne bovina. Ecco perche’ tutti faremo del nostro meglio per la buona riuscita di MealtItaly”.(AGI)
Red/Ale