INFLAZIONE: FIPPA, DA GENNAIO INCREMENTI MODESTI PER PANE
(AGI) – Roma, 31 lug – Il dato provvisorio ISTAT sull’andamento dei prezzi al consumo relativo al mese di luglio conferma la sostanziale normalizzazione dell’andamento dei prezzi al consumo del pane a partire da gennaio 2008. Lo afferma la Federazione italiana panificatori (Fippa) a commento delle numerose dichiarazioni allarmistiche sull’aumento del prezzo del pane. Infatti, l’incremento del 13 per cento su base annua comunicato dall’Istituto di statistica fa riferimento al periodo 2007 nel quale non si era ancora verificata la fortissima impennata dei prezzi delle materie prime che tra agosto e novembre hanno esplicitato il loro massimo effetto sui prezzi del pane. Viceversa – prosegue la Fippa – da gennaio assistiamo ad una graduale ma costante normalizzazione dell’andamento del prezzo, che a luglio segna un modesto +0,2 4.447045e-309 circa un 2per cento di incremento complessivo da gennaio a giugno. Tutto cio’ a fronte di un’impennata di tutti costi aziendali oltre alle materie prime. Infatti nel corso del primo semestre le aziende di panificazione stanno pagando salato non solo gli effetti degli aumenti energetici ma anche quelli legati al contratto nazionale di lavoro rinnovato a fine 2007. Commentando le dichiarazioni del presidente dell’Antitrust, Antonio Catricala’ e del ministro Claudio Scajola, la Federazione panificatori sottolinea anche la necessita’ di distinguere, relativamente all’andamento dei prezzi di vendita, tra panificatori artigiani che producono e rivendono direttamente il pane al consumatore finale e aziende commerciali, come nel caso della Grande Distribuzione, che si limitano a commercializzarlo. Acquistando il pane dal fornaio i consumatori non pagano alcun costo distributivo aggiuntivo. Ma, non si continui a considerare come automatica una variazione dei prezzi del pane in funzione dell’andamento dei mercati del grano come insistono a fare le organizzazioni agricole : infatti in primo luogo i fornai acquistano farina e non grano ( e le fatture di acquisto della farina sono a disposizione di chiunque le voglia vedere), in secondo luogo le materie prime sono solo una delle voci di costo nella produzione del pane ed incidono , nel caso artigianale, per una percentuale variabile tra il 15 e il 18 mentre il costo del lavoro e’ compreso tra il 45 e il 50 , quello dell’energia e’ stimabile dal 5 all’8 4.447045e-309 gli ammortamenti in oltre il 10 Pertanto, prosegue la Fippa, se oggi il costo del pane nei forni artigiani e’ sostanzialmente stabile da oltre sei mesi lo si deve non certo ad un rallentamento dei costi ma solo e soltanto al senso di responsabilita’ delle 25mila aziende artigianali dell’arte bianca. Rinnoviamo percio’ la richiesta di un incontro urgente tra gli Stati generali della filiera e il Governo , a salvaguardia dei consumatori e di un settore che impiega oltre 300mila addetti. Per questo gia’ da un mese abbiamo sollecitato un incontro ai ministri Scajola e Zaia, per ora senza alcun riscontro’.(AGI)
Red/Ale