PREZZI: AGRINOTE, NON CALANO A LIVELLO UE NE’ ITALIANO

(AGI) – Roma, 31 mar. – “La rapida e consistente caduta delle quotazioni all’origine delle materie prime agricole di base che si è riscontrata negli ultimi mesi, avrebbe dovuto trascinare verso il basso anche i prezzi pagati dai consumatori per l’acquisto degli alimenti e delle bevande, ma questo non è ancora avvenuto, né a livello europeo, né a livello italiano”. E’ quanto emerge da una indagine di Agrinote, il centro studi ed informazioni sulle dinamiche del settore agricolo ed agro-alimentare, basata sui dati della Direzione Generale agricoltura della Commissione europea.

Agrinote prende in esame due classi di prodotto molto importanti nell’ambito del paniere della spesa alimentare in Europa: il pane, insieme agli altri prodotti a base di cereali ed il latte e relativi derivati.

Questa è la situazione che emerge. Nel mese di gennaio 2009, il prezzo del frumento a livello europeo è diminuito del 46% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente; di contro il prezzo al consumo del pane e degli altri prodotti a base di cereali è aumentato del 5,3% nello stesso intervallo di tempo.

Un analogo fenomeno, spiega Agrinote, si verifica nella filiera lattiero-casearia. Da gennaio 2008 a gennaio 2009, il prezzo medio europeo del latte crudo alla stalla è diminuito del 23,4%; mentre i consumatori hanno pagato lo 0,8% in più per i loro acquisiti quotidiani di latte alimentare, formaggi e uova.

Per 10 anni, dal 1997 al 2007, evidenzia Agrinote, la variazione fatta registrare dai prezzi al consumo dei prodotti alimentari, a livello di Unione europea, è rimasta in linea con quella di tutti gli altri prodotti. Dal 2007, da quando è iniziata la fase di instabilità del mercato globale delle materie prime, l’inflazione alimentare è circa il doppio rispetto a quella generale. A gennaio 2009, a livello europeo, i prezzi al consumo complessivi sono aumentati dell’1,7%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; mentre i prodotti alimentari hanno registrato un incremento del 3,6%. Tale fenomeno è confermato anche a livello italiano, con i dati Istat sull’indice provvisorio dei prezzi al consumo riferiti al mese di marzo 2009. A fronte di un incremento dell’1,2% dell’indice generale rispetto al mese di marzo 2008, i prodotti alimentari e le bevande analcoliche hanno registrato un aumento del 3%.

Come è stato messo in evidenza di recente dalla Commissione europea, la filiera alimentare presenta qualche anomalia e distorsione (restrizioni normative, scarsa concorrenza e speculazione) che le istituzioni comunitarie intendono correggere, come dimostra la recente Relazione del Parlamento europeo sui prezzi dei prodotti alimentari in Europa.(AGI)

Bru