INFLAZIONE: OK BERLUSCONI A 20 MILA MERCATI COLDIRETTI
(AGI) – Roma, 30 apr – A seguito dell’influenza messicana un sondaggio Coldiretti ha rilevato che un italiano su dieci sta rinunciando, senza ragione, a consumare carne suina. Il prodotto agricolo ‘cento per cento italiano’ senza trucchi, firmato dagli agricoltori, sara’ offerto – ha spiegato Marini – attraverso la piu’ estesa rete commerciale nazionale che coinvolge duemila mercati di campagna amica e duemila punti di vendita delle cooperative, mille dei consorzi agrari, cinquemila agriturismi e diecimila aziende agricole, ma coinvolgera’ anche la rete della ristorazione a chilometri zero e la distribuzione che intendera’ partecipare. Un impegno per combattere le inefficienze e le speculazioni che nel 2008 – ha continuato Marini – sono costate alle tasche degli italiani 4 miliardi di euro con l’aumento dei prezzi per i prodotti alimentari che e’ stato in media del 5,4 per cento superiore al 3,3 per cento dell’inflazione generale, con un differenziale del 2,1 per cento che tende ad allargarsi nel 2009 (2,2 per cento a gennaio) nonostante il forte calo dei prezzi delle materie prime agricole. All’attuazione del progetto presentato da Coldiretti prenderanno parte diversi attori. Le imprese agricole innanzitutto, ‘il cui obiettivo – ha sottolineato Marini – e’ quello di far aumentare quei 17 centesimi che oggi finiscono nelle loro tasche su un euro di spesa, senza gravare sulle tasche del consumatore’. L’effetto della riduzione dei passaggi e delle intermediazioni con un rapporto piu’ diretto tra agricoltori e consumatori – ha sostenuto Marini – garantisce maggiore efficienza per assicurare acquisti convenienti alle famiglie e sostenere il reddito degli agricoltori in un momento di difficolta’ economica. Riducendo la forbice dei prezzi che oggi aumentano in media quasi cinque volte nel passaggio da campo alla tavola. Con il ‘piano spesa sicura’ della Coldiretti vengono smascherati – ha affermato Marini – gli inganni del finto Made in Italy con 2/3 dei prodotti alimentari che arrivano sulle tavole che non contengono materia prima agricola proveniente dagli allevamenti o dai campi italiani, all’insaputa dei consumatori. Un inganno purtroppo legale che – ha concluso Marini – riguarda due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all’estero, ma anche quattro cartoni di latte a lunga conservazione su cinque che sono stranieri senza indicazione in etichetta, oltre un terzo della pasta che e’ ottenuta da grano che non e’ stato coltivato in Italia all’insaputa dei consumatori e la meta’ delle mozzarelle non a denominazione di origine che sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere. (AGI)
Red/Ale