VINO: COLDIRETTI, MADE IN ITALY TEME PIU’ INGANNI CHE CRISI
(AGI) – Roma, 30 mag. – Al vino Made in Italy piu’ della crisi fanno male gli inganni legalizzati con la recente riforma di mercato comunitaria: dal vino senza uva a quello senza alcol fino al taglio del bianco con il rosso per ottenere il rosato. E’ quanto ha affermato il Presidente della Coldiretti Sergio Marini nel suo intervento all’apertura del 64/mo Congresso nazionale di Assoenologi, a Colli del Tronto in provincia di Ascoli Piceno. “Per effetto della disastrosa riforma di mercato del settore vitivinicolo approvata in Europa sono gia’ presenti sugli scaffali dei supermercati comunitari – ha denunciato Marini – vini ottenuti dalla fermentazione di frutti diversi dall’uva come lamponi e ribes, mentre dal primo agosto permesso di chiamare vino anche quello in cui e’ stato eliminato parte dell’alcol naturalmente contenuto attraverso determinate pratiche enologiche”. “E alla stessa data – ha precisato Marini – sara’ incredibilmente in vendita anche il vino rose’ ottenuto miscelando vini bianco e rosso senza alcuna indicazione in etichetta, invece della tradizionale vinificazione in bianco le uve rosse”. 2Si tratta della legalizzazione di pratiche che – ha sottolineato il presidente della Coldiretti – consentano di chiamare con lo stesso nome prodotti profondamente diversi con un inganno nei confronti del consumatori e degli imprenditori, come quelli italiani, che sono impegnati nel garantire la qualita’ delle proprie produzioni”. “E’ il caso – ha continuato Marini – del via libera all’invecchiamento artificiale del vino attraverso l’utilizzazione di pezzi di legno al posto della tradizionale maturazione in botti di legno o ancora peggio della possibilita’ di vendita nell’Unione Europea nei negozi, o attraverso internet, di kit per la preparazione casalinga in meno di un mese di vini come il Chianti, il Barolo o il Valpolicella, per effetto di una curiosa interpretazione della legislazione vigente”. “L’ Italia ha conquistato la leadership europea nella qualita’ e nella sicurezza alimentare e ha il dovere di condurre in Europa una battaglia per la trasparenza e la verita’ sui prodotti che si portano in tavola, per aiutare i cittadini a fare scelte di acquisto consapevoli – ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini – nel denunciare che la grande distribuzione commerciale fa business giocando sull’ambiguita’ dell’informazione al consumatore mentre sarebbe opportuno tenere separati sugli scaffali i prodotti originali dai cloni di minor qualita’”. (AGI)
Red