SALDI: 240 EURO SPESA PER FAMIGLIA, I CONSIGLI CONFCOMMERCIO
(AGI) – Roma, 30 giu. – Luglio tempo di saldi e la prima citta’ a partire, domani, sara’ Campobasso. Ogni famiglia, secondo le stime dell’ufficio Studi Confcommercio, spendera’ in media poco piu’ di 240 euro, per un valore complessivo di circa 3,6 miliardi di euro (il 12% circa del fatturato totale annuo del settore abbigliamento). A seguire, tra le grandi citta’, i ribassi a Napoli il 2 luglio, e a Bari, Bologna, Milano, Palermo, Roma, Torino, Venezia il 4. Ultima, Bolzano dove si dovra’ attendere il 15 luglio. Interessante, fa sapere Confocommercio, anche per capire come reagiranno il mercato e i consumatori, e’ il ‘test’ di Trento dove, grazie a una recente legge Provinciale, per la prima volta i saldi estivi partono con le nuove regole di liberalizzazione e con periodi stabiliti dagli stessi commercianti. “Le vendite estive”, ha detto Renato Borghi, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Federmoditalia, “non stanno andando bene sia per una generalizzata crisi dei consumi, che interessa tutti i settori e, in maniera particolarmente pesante, il comparto abbigliamento, accessori e calzature, sia per fattori legati a condizioni climatiche poco favorevoli. Un parziale recupero potra’ avvenire grazie ai saldi estivi che rappresentano, indubbiamente, un’importante occasione per le famiglie di poter acquistare articoli con sconti che in media saranno superiori al 30%. C’e’ comunque una aspettativa ottimistica derivante dai dati Isae, che confermano come la fiducia delle famiglie sia in ripresa”. Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio ricorda alcuni principi di base: 1. Cambi: la possibilita’ di cambiare un capo dopo che lo si e’ acquistato e’ generalmente lasciata alla discrezionalita’ del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme alla legge. In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso cio’ risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore e’ pero’ tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. 2. Prova dei capi: non c’e’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. 3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate dal negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione. 4. Prodotti in vendita: i capi proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso. 5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale. (AGI)
Red/Ral