SALDI: FISMO-CONFESERCENTI, OTTIMISMO DOPO STAGIONE CRITICA
(AGI) – Roma, 30 giu. – “La verita’ – sottolinea Roberto Manzoni, presidente della Fismo – e’ che di fatto i saldi, come momento catalizzatore dell’attenzione della clientela, dei consumi e di affari a costo contenuto, non esistono piu’ . L’attuale disciplina delle vendite di fine stagione ha scatenato di fatto una corsa tra regioni e citta’ a chi parte prima ed ha svuotato le vendite promozionali del loro contenuto. Per questo, si rende sempre piu’ urgente una normativa nazionale, una data unica per non affidare alle sole regioni un comparto cosi’ significativo per l’economia nazionale come quello del commercio e per evitarne la regionalizzazione. Quanto alle regole da seguire per non sbagliare saldo, valgono quelle riproposte ogni anno per tutelare consumatori ed esercenti. Controllare bene i capi in saldo, verificare la correttezza dello sconto applicato rispetto a quello esposto nel periodo precedente alla vendita speciale, diffidare di sconti eccessivi, fare attenzione ai negozi che nascono all’improvviso solo per intercettare la clientela dei saldi e che poi scompaiono”. In valore assoluto la spesa delle famiglie per vestiario e calzature ammonta a circa 72.341 milioni di euro. Si tratta dell’8% del totale della spesa per consumi delle famiglie italiane. Nei bilanci delle famiglie italiane la spesa destinata all’acquisto di vestiario e calzature e’ in media di 156 euro al mese (2007). La famiglia tipo (coppia con 1 o 2 figli; 38% delle famiglie italiane) spende ogni mese per vestiti e scarpe 224 €, mentre un anziano o anziana che vive da solo/a spende per abbigliamento 45 € al mese. I saldi peraltro rappresentano ancora una quota importante – in media il 26% – del fatturato annuo degli esercizi al dettaglio di abbigliamento e calzature. Attualmente i negozi di abbigliamento e accessori sono in Italia 129.663, quelli di calzature 27.851. (AGI)
Red/Ila