ORTOFRUTTA: COPAGRI EMILIA-ROMAGNA, SERVE AIUTO NAZIONALE
(AGI) – Roma, 31 lug. – Il Copagri lancia un grido d’allarme ed un appello, affinche’ le istituzioni competenti intervengano a sostegno di una via d’uscita dalla grave crisi del settore ortofrutticolo nel territorio emiliano romagnolo.
“Non si discute l’impegno delle istituzioni locali e regionale – afferma il presidente della Copagri Emilia Romagna, Pietro Minelli – ma a questo punto, anche in considerazione di cio’ che significa l’ortofrutta emiliano romagnola per l’intera economia agricola ed agroalimentare italiana, appare sempre piu’ inevitabile il sostegno dell’Amministrazione centrale”.
Copagri non chiede neo assistenzialismo – aggiunge Minelli – la produzione ortofrutticola di questa regione si e’ sempre distinta per standard di qualita’ apprezzati in Italia e sui mercati esteri che negli anni le hanno conferito un profilo economico autonomo, ovvero senza fare ricorso al sostegno dell’intervento pubblico. Ora, tuttavia, serve la legittima presa di coscienza che la congiuntura e’ davvero grave e amplificata da una crisi economica generale che sta riducendo sensibilmente il potere d’acquisto delle famiglie, incidendo negativamente sui consumi e per il proliferare di manipolazioni e contraffazioni”.
Vari gli elementi negativi che hanno condotto il comparto sull’orlo di un possibile precipizio. Tra questi la contrazione dei consumi e la sempre piu’ serrata concorrenza di Spagna e Grecia. Tra gli interventi necessari c’e’ senza dubbio il bisogno di una profonda riorganizzazione dell’offerta, della concentrazione, della logistica e della distribuzione della nostra ortofrutta, puntando in particolare allo snellimento dei passaggi.
“Non si parte da zero – sostiene il presidente regionale Copagri – ma l’impianto delle Organizzazioni di Prodotto va sostenuto con una strategia ad hoc ed a piu’ ampio raggio, a partire dal rifinanziamento del fondo di solidarieta’, caduto ora nel dimenticatoio, ma strumento che negli anni ha permesso alle aziende di programmare ed investire, sapendo di poter contare su una sufficiente copertura assicurativa.
Occorre maggiore valorizzazione dei prodotti del territorio, qualita’, dunque, certificazione, ma anche comunicazione. Serve vera sinergia con la grande distribuzione, intervenire sulla cultura alimentare dei consumatori, rilanciando la dieta mediterranea.
“Fondamentale a tal fine – conclude Minelli – sara’ la disponibilita’ di tutti gli attori della filiera a fare vero gioco di squadra, comprendendo come da questa situazione tutti hanno da rimettere e solo uniti si puo’ uscire”.(AGI)
Bru