ISTAT:CONSUMATORI,CALANO PREZZI PRODUZIONE MA NON AL DETTAGLIO
(AGI) – Roma, 28 ago. – “E’ inspiegabile e inaccettabile come, nonostante il calo dei prezzi alla produzione industriale del 7,5%, i prezzi dei beni di largo consumo, quali pane, pasta e latte, rimangano a livelli elevati o addirittura, come nel caso della pasta (+7%), riprendano a registrare aumenti del tutto ingiustificati”. E’ quanto affermano in una nota Federconsumatori e Adusbef, dopo la pubblicazione dei dati Istat sui prezzi alla produzione dell’industria a luglio. “Non possiamo tollerare speculazioni di questo genere – sostengono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori ed Adusbef – come non possiamo accettare che il Governo non si decida ad intervenire sulla situazione economica del Paese e sulla condizione delle famiglie, avviando innanzitutto un serio piano di controlli su prezzi e tariffe. Se non si interverra’ al piu’ presto, infatti, le conseguenze per le famiglie, gia’ colpite dalle ricadute della crisi in atto, dovute a licenziamenti e cassa integrazione, saranno estremamente drammatiche”. “Ai maggiori costi di 564 euro – precisano le associazioni dei consumatori – che le famiglie, solo per i prodotti alimentari, si trascinano dietro, dal 2008, infatti, si andranno ad aggiungere le pessime previsioni delle ricadute per il 2009, che, se il tasso di inflazione annuale si confermera’ attorno all’1%, si attesteranno a 300 euro in piu’ a famiglia. Alla luce di questi dati e del forte crollo dei consumi, anche quelli agro-alimentari, e’ quindi indispensabile che, oltre ad intervenire per razionalizzare l’intera filiera per eliminare gli elementi speculativi presenti, il Governo, per avviare un rilancio dell’economia, si decida a varare delle manovre economiche a sostegno del potere di acquisto delle famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati, attraverso una detassazione di almeno 1.200 euro annui”. (AGI)
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