INFLAZIONE: ISAE, AUMENTO LARGAMENTE PREVISTO

(AGI) – Roma, 30 nov. – La risalita dell’inflazione, italiana e non solo, nell’ultima parte del 2009 “era un evento largamente previsto, poiche’ la dinamica risente di un effetto statistico particolarmente sfavorevole dovuto alle significative cadute registrate sul piano congiunturale nei mesi autunnali dello scorso anno”. E’ questo il commento dell’Isae secondo cui a novembre, l’evoluzione mensile dell’indice nazionale “e’ risultata infatti estremamente moderata e analoga a quella di ottobre scorso (+0,1%). Movimenti al rialzo dei prezzi hanno interessato poche voci ed in particolare – sottolinea l’analisi – i derivati del petrolio; non vi e’ evidenza di aumenti di rilievo tra le altre principali componenti dei bilanci delle famiglie, ma viceversa si e’ in presenza di ribassi per diverse voci, sintomo di una ancora scarsa vivacita’ della domanda di consumo”. L’Isae evidenzia che “il capitolo che ha subito i maggiori rincari e’ quello relativo ai trasporti (+0,5%), condizionato dagli sviluppi dei prezzi petroliferi sui mercati internazionali. Dopo la veloce ascesa di ottobre (quando e’ aumentato di circa 10 dollari a barile, raggiungendo i 75 dollari), in novembre la quotazione del Brent si e’ portata su livelli ancora un po’ piu’ elevati, oscillando intorno ai 77 dollari. Il prezzo in euro e’ cresciuto relativamente meno (circa 7 euro ad ottobre e 2 euro a novembre), grazie all’apprezzamento del cambio della moneta europea sul dollaro. Come conseguenza, i prezzi degli energetici dovrebbero aver registrato nell’ultimo mese aumenti rilevanti, intorno all’1,5% mensile, con un impatto sulla variazione dell’indice generale pari a circa un decimo di punto”. La maggioranza dei restanti capitoli di spesa ha registrato una “crescita estremamente moderata (0,1%), tre hanno evidenziato variazioni negative tra il -0,1% e -0,5%”. Tra i beni, ribassi consistenti hanno interessato ancora i prodotti telefonici e dell’elettronica di consumo in genere; tra i servizi, riduzioni sensibili si sono registrate per quelli relativi al turismo e al tempo libero. Le aspettative sull’andamento dell’inflazione relative ad un orizzonte temporale piu’ lontano “cominciano a segnalare qualche recupero della dinamica”. Dalle inchieste dell’ISAE emerge che le politiche di prezzo delle imprese che producono beni di consumo, pur continuando a rimanere estremamente moderate, da qui ai primi mesi del 2010 cominceranno a fornire minori pressioni deflazionistiche: il saldo destagionalizzato tra la quota di imprenditori che prevede aumenti dei propri prezzi di vendita e quanti intendono ridurli e’ rimasto negativo anche in novembre, ma leggermente inferiore rispetto ai due mesi precedenti”.

Una dinamica analoga si delinea anche per le aspettative inflazionistiche dei consumatori: “Continuano infatti a prevalere coloro che si aspettano prezzi stabili o in diminuzione, anche se la loro quota si va progressivamente riducendo”. (AGI)

Red