DIPENDENZE: CONSUMATORI TRA I 15 E I 64 ANNI
(AGI) – Torino, 1 dic – Quello delle dipendendenze e’ un problema, che non riguarda solo i giovani o i giovanissimi o i soggetti considerati fragili, ma coinvolge un’ampia fetta della popolazione senza discriminanti economiche o sociali. E’ quanto emerge dai dati resi noti, oggi, sulla diffusione dei consumi in Italia, nel corso di un convegno nazionale, apertosi a Torino, organizzato dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome. Tra i soggetti di eta’ compresa tra i 15 e i 64 anni le sostanze piu’ diffuse sono la cannabis, la cocaina e gli allucinogeni. In particolare, 270mila persone hanno fatto uso, almeno una volta, nel 2008 di allucinogeni. Tra questi 17 mila sono consumatori abituali. La classe d’eta’ maggiormente esposta e’ quella tra i 15 ed i 34 anni, con una prevalenza di maschi rispetto alle femmine. Principali luoghi di acquisto della sostanza sono la discoteca, i bar, i parchi e le piazze, la casa dello spacciatore o di amici, la rete internet e la scuola. Ed ancora dall’indagine, frutto di due ricerche realizzate dall’Istituto di Fisiologia clinica del CNR, emerge che fa uso di allucinogeni l’1,3% di artigiani e commercianti, l’1,2% di imprenditori e dirigenti, l’1% di studenti, lo0,9% dei disoccupati e la stessa percentuale dei militari. Ed ancora, tra gli studenti di eta’ compresa tra i 15 ed i 19 anni, l’uso degli allucinogeni, almeno una volta nell’ultimo anno, riguarda il 3%. Mentre nelle regioni del Nord Italia sembra essere piu’ diffuso il consumo occasionale, in quelle del sud e’ piu’ alto quello dei consumatori abituali. Tra gli allucinogeni piu’ diffusi vi e’ la ketamina, in particolar modo tra gli studenti. Il 3,2% dei maschi diciannovenni ne ha fatto uso almeno una volta nel 2008 ed in Piemonte, tra i giovani di 15-19 anni, la ketamina e’ consumata dal 2% circa. La cannabis viene maggiormente consumata, invece, nella fascia d’eta’ tra i 15 ed i 34 anni (25% circa dei maschi e 15% circa delle femmine) e nel 2008 ne hanno fatto uso, almeno una volta, 5 milioni e 600mila italiani, dei quali 500mila ne consumano giornalmente. Aprendo i lavori l’assessore regionale alla salute del Piemonte Eleonora Artesio ha lamentato l’assenza di esponenti del Governo: “la mancanza di rappresentanti del Governo oggi – ha detto – ci stupisce, perche’ le rispettive competenze sono molto chiare: le regioni devono concretizzare sul territorio i livelli essenziali di assistenza (Lea) definiti dal Governo. E’ importante – ha aggiunto – continuare a lavorare in un clima istituzionale, capace di tutelare e comprendere il ricco patrimonio di esperienze sul tema del contrasto alle dipendenze che offrono le singole regioni”.(AGI)
Chc