MERCATI RIONALI: RAPPORTO MDC, 70% BANCHI SENZA ETICHETTE

(AGI) – Roma, 17 dic – L’origine del prodotto e’ invece indicata nel 61% dei casi, mentre l’informazione piu’ diffusa e’ la denominazione della specie con l’83%. Il fatto che il metodo di produzione sia raramente indicato in etichetta fa pensare che i venditori possano giocare molto sul prezzo di un prodotto spacciando un pesce di allevamento per un pescato. Un’orata o una spigola allevate costano poco piu’ di 10 euro al chilo contro le 30 euro della stessa specie pescata in mare. Anche le altre informazioni sono altrettanto importanti. Spacciare un pesce italiano (pesce persico nostrano o sogliola nostrana) per una specie estera (pesce persico africano o Pangasio proveniente dal sud-est asiatico) puo’ avere altrettante ripercussioni sul prezzo e sulla qualita’ del prodotto. Per quanto riguarda i contenuti delle etichette,

e la Lombardia la regione piu’ virtuosa: tutti i banchi visitati dai nostri rilevatori esponevano tutte le informazioni previste dalla normativa sui prodotti ittici. Segue il Piemonte con il 74% dei banchi in regola e la Liguria con il 55%. Anche quest’anno va alla Calabria la maglia nera: solo il 5% dei banchi in regola (lo scorso anno nessuno dei venditori esponeva tutte e tre le indicazioni). Migliora la situazione del Lazio che nella classifica delle regioni va al terzultimo posto con un 20% dei banchi in regola contro lo 0% del 2008. “Secondo la normativa europea e italiana – ha dichiarato Silvia Biasotto del Dipartimento Sicurezza alimentare del Movimento Difesa del Cittadino – e’ obbligatorio indicare in etichetta le seguenti informazioni: varieta’, origine e categoria per i prodotti ortofrutticoli e denominazione della specie, metodo di produzione e provenienza per il pesce. I risultati dell’indagine forniscono un’immagine di diffusa irregolarita’ nei mercati rionali: un dato grave visto che si tratta di norme in vigore da circa 7 anni. A cosa valgono le battaglie delle associazioni di consumatori sull’indicazione dell’origine se poi le norme in materia non vengono rispettate?”

- “E’ necessario – ha aggiunto Antonio Longo, presidente del Movimento Difesa del Cittadino – aumentare i controlli in quei canali di vendita dove e’ piu’ diffusa l’illegalita’, come nei mercati rionali. Alle associazioni dei consumatori il compito di denunciare queste situazioni e di informare i consumatori. Alle istituzioni il compito di vigilare sul rispetto della legge”. “Ci sono pero’ – ha concluso Longo – esempi virtuosi: come Milano dove sia nel caso dell’ortofrutta che dei prodotti ittici la totalita’ dei banchi monitorati e’ risultata in regola, ovvero esponeva tutte le informazioni previste dalla normativa”.(AGI) Ale