PASQUA: ABBACCHIO, AGNELLONE O CASTRATO? I CONSIGLI DELL’ADUC
(AGI) – Roma, 2 apr. – E’ tradizione: a Pasqua si mangia l’abbacchio. Attenzione, pero’, perche’ la scarsa conoscenza del ‘prodotto’ puo’ dar luogo a fregature. Il monito arriva dall’Aduc, l’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori.
L’agnello ha diverse caratteristiche in relazione all’eta’. Ne riportiamo le tipologie: 1) abbacchio o agnello leggero: ha un mese di vita ed e’ alimentato con latte materno. Ha valore nutritivo inferiore all’agnellone per il minor contenuto percentuale di proteine. Lo spezzato ha una percentuale di scarto del 60%, il coscio del 35%. Rappresenta il 70% delle carni ovine consumate; 2) agnellone o agnello bianco o pesante: ha 3-4 mesi di vita. Meno costoso e piu’ nutritivo dell’abbacchio. Lo spezzato ha una percentuale di scarto del 50%, il coscio del 30%; 3)agnello adulto o castrato: ha piu’ proteine e grassi dei due precedenti. Considerato che il consumo dell’abbacchio aumenta nel periodo pasquale, i consumatori dovrebbero stare attenti a non pagare un agnellone per abbacchio: gli elenchi sopra riportati hanno in comune il nome agnello, che ha prezzi e gusti diversi in relazione all’eta’. Di fronte ad un cartello con la scritta ‘agnello’ sarebbe utile chiedere se e’ abbacchio, agnellone o castrato. Informarsi e’ sempre utile, soprattutto per tutelare il proprio portafoglio e non farsi turlupinare. Tra l’altro prezzi piu’ bassi possono indicare una provenienza estera, per esempio Paesi dell’Est europeo, Nuova Zelanda e Australia. (AGI) red