ENERGIA: IN SICILIA IL FORUM DISTRIBUZIONE, MESSAGGIO DI RIFKIN

(AGI) – Palermo, 14 dic. – Se solo il 6,5% dei tetti siciliani fossero dotati di pannelli fotovoltaici si produrrebbe quasi il 50% dell’energia che viene oggi consumata in Sicilia. Si generebbe anche un giro d’affari per le Pmi siciliane di circa 6 miliardi e un reddito supplementare per le famiglie e le imprese tra i 25 e i 35 miliardi in vent’anni. Sono dati emersi nel corso della conferenza del “Forum regionale per l’energia distribuita”, costituito dalla Cgil Sicilia e dal Circolo europeo per la terza rivoluzione industriale” (Cetri -Tires) con l’adesione di associazioni imprenditoriali e dei consumatori, e tenuto a battesimo oggi col placet di Jeremy Rifkin. E’ dell’economista statunitense, infatti, il video-messaggio che ha aperto la conferenza e che ne riassume il senso politico: “Quello che sta accadendo in Sicilia e che trovo interessante- ha detto Rifkin- e’ che questo Forum, cioe’ sindacati, imprese, cooperative hanno smesso di aspettare l’aiuto dall’alto. E’ venuto il momento di una rapida transizione verso uno scenario di crescita dell’economia della Sicilia – ha aggiunto- con nuove opportunita’ per le imprese e la creazione di decine di migliaia di posti di lavoro”. I promotori del Forum, che gode di un comitato scientifico di tutto rispetto, con componenti dell’Enea, del Dream (Universita’ di Palermo) e del Cnr di Messina, si pongono l’obiettivo di fare diventare i consumatori e le piccole imprese produttori di energia e protagonisti di una rivoluzione dal basso che deve innescare appunto sviluppo, impresa e occupazione. Hanno dunque stilato un decalogo delle azioni che vanno fatte e si sono dati un calendario di marcia che prevede un’opera di informazione sugli incentivi disponibili per il fotovoltaico, la predisposizione di uno studio preliminare, un registro delle imprese che possono operare nel settore. Per l’informazione e’gia’ attivo un sito web all’indirizzo www.fred_sicilia.it. Uno studio del Cetri-tires conferma peraltro che per impianti sotto i 200 KWp con un giro d’affari stimato in 900 milioni di euro in vent’anni, l’80% delle risorse resterebbe in mani locali. Al contrario, sopra i 200 KWp, per un giro d’affari stimabile in 700 milioni in 20 anni, il 90% andrebbe fuori dalla Sicilia. “La logica in cui ci muoviamo- ha detto Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil Sicilia- e’ opposta a quella dei mega impianti. Noi puntiamo a ripartire dal basso colmando inadempienze, ritardi e opponendoci alle cattive politiche energetiche, con un progetto che possa realmente essere utile a cittadini, imprese, economia”. (AGI) Mrg/Mzu (Segue)