CONSUMI: CONSUMATORI, AGIRE SERIAMENTE PER RILANCIARE DOMANDA

(AGI) – Roma, 10 gen. – “Continuano a giungere notizie estremamente preoccupanti sulla situazione economica del Paese: Confcommercio, oggi, attesta una contrazione media annua dei consumi del -2,1% nel biennio 2008-2009″. E’ quanto sottolineano in una nota Federconsumatori e Adusbef evidenziando che si tratta di “dati che, finalmente, cominciano ad avvicinarsi alla realta’, confermando quanto prospettato dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori relativamente al pessimo andamento dei consumi registrato negli ultimi anni”. Per la precisione, prosegue la nota, “secondo quanto emerge dalle nostre rilevazioni, si e’ verificato una continua contrazione rispettivamente del -1,5% nel 2008, del -2,5% nel 2009 e del -2% nel 2010, per una caduta complessiva del -6% negli ultimi 3 anni”.
“A questo drammatico andamento non sono sfuggiti neppure i consumi relativi alle festivita’ natalizie, che hanno registrato un crollo del -12% solo del 2010 (per non parlare del 2009, anno in cui tale caduta era stata di oltre il -23%). Inoltre”, spiegano le associazioni, “da quanto emerge dalla nostra indagine a campione sull’andamento dei saldi, appare evidente che nemmeno questi ultimi saranno risparmiati dall’ondata negativa che ha investito il mercato interno”. “Non condividiamo per nulla il cauto ottimismo di Confcommercio relativamente ai prossimi anni: di questo passo, e in assenza di interventi mirati a risollevare i bilanci e le prospettive delle famiglie, la situazione non potra’ che aggravarsi. – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef – E, quel che e’ peggio, si continuera’ ad alimentare, in tal modo, la pericolosa spirale di sfiducia e contrazione della domanda che, come tutti sappiamo, determina pesantissime ricadute sull’intera economia.” Per questo, lo ribadiamo ancora una volta, e’ ora di intervenire per invertire tale tendenza, attraverso una detassazione per le famiglie a reddito fisso di almeno 1200 Euro anni e avviando un serio piano di investimenti sullo per lo sviluppo e la ricerca, fondamentali per non perdere terreno in campo internazionale”. (AGI)
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