ZOOTECNIA: COLDIRETTI, A RISCHIO CHIUSURA ALLEVAMENTI E.ROMAGNA
(AGI) – Bologna, 10 feb. – Prodotti Dop e Igp che hanno reso famosa l’Emilia Romagna nel mondo, come il prosciutto di Parma, i salumi piacentini e lo zampone di Modena, in futuro non saranno piu’ prodotti con carni di maiali allevati in Emilia Romagna? A porre l’interrogativo e’ Coldiretti Emilia Romagna che rileva come gli allevamenti emiliano romagnoli sono passati dai 4.500 del 2000, agli attuali 1.500. La causa – afferma l’organizzazione agricola – va ricercata nella profonda crisi degli allevamenti suinicoli non solo regionali, ma nazionali, che da anni si trovano a far fronte a prezzi dei suini in costante calo, al punto che il prezzo attuale della carne di maiale, 1,25 euro/Kg, e’ inferiore all’1,45 euro (2.880 lire) pagato agli allevatori una decina di anni fa. “Nello stesso periodo – commenta il presidente regionale di Coldiretti, Mauro Tonello – i costi di produzione sono quasi raddoppiati a causa degli aumenti energetici e dei mangimi. Il problema grave e’ che ad una diminuzione del prezzo alla produzione non ha corrisposto nessuna diminuzione del prezzo pagato dai consumatori”. Tutto cio’ e’ l’effetto – secondo Coldiretti – anche delle importazioni di carne suina, che ha ormai raggiunto il 40% del fabbisogno nazionale, con prodotti che provengono spesso da Paesi che non hanno le nostre stesse garanzie di qualita’ e sanit�. Visto che certi costi, come quelli dei mangimi – commenta Coldiretti – sono aumentati in tutto il mondo, non si comprende come possa continuare ad arrivare in Italia carne di suino a prezzi cosi’ concorrenziali, a meno di pensare a vicende come i mangimi alla diossina emersi in Germania. In assenza di qualsiasi indicazione dell’origine delle carni di maiale – sottolinea Coldiretti – fino ad oggi non c’e’ stata nessuna informazione al consumatore rispetto al luogo di produzione e macellazione delle carni. “E’ necessario – afferma Tonello -che venga dato il via al piu’ presto all’applicazione della recente legge italiana sull’etichettatura obbligatoria, per evitare che il consumatore si ritrovi a comprare salumi che dietro a nomi tipo ‘prosciutto nostrano’ nasconda carni provenienti da chissa’ dove. Nell’attesa che entri in vigore la normativa – conclude il presidente Tonello – consigliamo a tutti i cittadini di acquistare solo prodotti a denominazione d’origine, che prevedono l’uso di carni provenienti da allevamenti italiani”. (AGI) Mir