EXPORT: PROMETEIA, CORRE QUELLO MANUFATTURIERO (+17% IN 5 MESI)
(AGI) – Bologna, 1 ago. – Prosegue la fase di recupero del fatturato manifatturiero italiano, aumentato dell’11.1% nei primi 5 mesi dell’anno in corso, grazie anche ai rialzi dei listini di vendita. La vivacita’ delle esportazioni – rileva l’Analisi di luglio di Prometeia-Intesa San Paolo sull’export -ha consentito infatti al fatturato manifatturiero di sperimentare un andamento positivo (+11.1% nei primi cinque mesi del 2011), sostenuto anche dai rialzi nei prezzi. In quasi tutti i settori manifatturieri, la crescita del fatturato estero si e’ mostrata piu’ dinamica rispetto a quella interna, testimoniando la debolezza della domanda nazionale che continua a risentire della prudenza dei consumatori e delle imprese nelle decisioni di spesa, specie quelle d’importo piu’ elevato.
Nel complesso dei primi cinque mesi del 2011 solo pochi settori sono riusciti a riportare il fatturato sui livelli dello stesso periodo del 2008. Fra questi figurano, in particolare, i settori produttori di beni di consumo meno comprimibili: alimentare, farmaceutica e largo consumo. Recuperano, poi, gli intermedi chimici, che hanno potuto beneficiare della ricostituzione delle scorte a livello mondiale e del rialzo dei prezzi internazionali delle commodity e l’elettronica, principalmente per l’effetto statistico del confronto con una prima parte del 2008 gia’ molto depressa.
L’evoluzione positiva del fatturato potrebbe, pero’, rallentare nella seconda parte del 2011 – avvertono gli analisti di Prometeia – scontando anche l’elevata incertezza che sta caratterizzando i mercati internazionali, che rende difficile la costruzione di piani e visioni a medio lungo termine.
L’impatto delle manovre di correzione del debito, in Italia come in altri paesi industrializzati, e il fisiologico rallentamento del ciclo anche nei paesi emergenti, creeranno minori opportunita’ di crescita anche per le imprese italiane nei prossimi mesi. Le attese delle imprese manifatturiere mostrano, infatti, nelle ultime rilevazioni un peggioramento diffuso del sentiment rispetto all’inizio dell’anno, con poche eccezioni settoriali. L’avvicinarsi di una fase di crescita piu’ contenuta sembra peraltro confermata dal fatto che il deterioramento delle attese e’ maggiore per i comparti a monte delle filiere produttive (intermedi chimici, metallurgia, vetro, gomma e plastica, etc.) i primi solitamente a percepire i segnali di rallentamento del ciclo.
A un quadro di maggiore incertezza sulle prospettive della domanda, si aggiunge anche il rischio indotto dalle tensioni che attualmente caratterizzano i mercati finanziari e quelli delle materie prime, che rendono particolarmente difficile la definizione dei listini di vendita e l’attuazione di piani a medio-lungo termine necessari per consentire alle imprese di fornire risposte strategiche adeguate alle forti trasformazioni in atto. (AGI) Mir/Red