Archivio per la Categoria 'altroconsumo'

RADIO ANCH’IO: REGALI DI NATALE IN TEMPO DI CRISI

giovedì, dicembre 22nd, 2011

(AGI) – Roma, 22 dic. – La puntata di “Radio Anch’Io” in onda su Radio1 venerdi’ 23 dicembre alle 9.05 sara’ dedicata alla flessione dei consumi in questo periodo prenatalizio di crisi. Parteciperanno i rappresentanti delle categorie interessate e gli esperti del settore. Quanti italiani rinunciano a spese anche importanti temendo un futuro incerto, su che cosa si orientano gli acquisti, quali le strategie commerciali per non soccombere? Ruggero Po, in conduzione, lo chiedera’ ai suoi ospiti: il direttore generale del Censis Giuseppe Roma, il segretario della CGIA di Mestre Giuseppe Bortolussi, il direttore dell’ufficio studi di Confcommercio Mariano Bella, il presidente di Assoviaggi (Confesercenti) Amalio Guerra, il vice direttore del Cermes-Bocconi Andrea Ordanini e Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo. (AGI) Com/Pgi/Clo

RADIO1: A RADIO ANCH’IO, IL NATALE DELLA CRISI

mercoledì, dicembre 21st, 2011

(AGI) – Roma, 21 dic. – Giro d’orizzonte sulle spese di Natale, nella puntata di Radio Anch’Io in onda giovedi’ 22 dicembre alle 9.05 su Radio1, con i rappresentanti delle categorie interessate e gli esperti del settore. Quanti italiani rinunciano a spese anche importanti temendo in un futuro incerto, su che cosa si orientano gli acquisti, quali le strategie commerciali per sopravvivere. Partecipano alla trasmissione il direttore generale del Censis, Giuseppe Roma; il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi; il direttore dell’ufficio studi di Confcommercio, Mariano Bella; il presidente di Assoviaggi (Confesercenti) Amalio Guerra e Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo. Conduce Ruggero
Po. (AGI) Com/Gav/Dml

SALUTE: ALTROCONSUMO, CANCEROGENI E SOLVENTI IN FARMACI ONLINE

giovedì, novembre 24th, 2011

(AGI) – Roma, 24 nov. – Chi acquista farmaci sulla Rete vuole aggirare, sbagliando, la necessita’ della prescrizione del medico e pensa di risparmiare. I siti che li vendono puntano, mentendo, su qualita’ del prodotto, confidenzialita’, prezzi piu’ bassi. Alla prova dei fatti non e’ cosi’. Lo afferma Altroconsumo che ha voluto vedere piu’ chiaro nella giungla delle vetrine online dal finto camice bianco e con il Q-tech Research and Study Centre dell’Universita’ degli studi di Brescia ha condotto analisi in laboratorio dei farmaci acquistati online, venduti senza aver inviato la ricetta medica, pur essendo necessaria per il tipo di farmaco scelto: un generico a base di fluoxetina, il principio attivo del Prozac, un antidepressivo che agisce sul sistema nervoso centrale, con controindicazioni e effetti collaterali. In 64 prove totali di acquisto solo 19 sono giunti a una transazione commerciale ma in ben sei occasioni (il 31% dei casi) denaro e tempo buttati via: la merce non e’ mai arrivata a destinazione, e dei soldi piu’ nessuna traccia. In 19 casi di acquisto online si e’ speso piu’ che in farmacia (in media 1,40 euro per pillola contro i 30 centesimi dell’acquisto tradizionale) e la qualita’ di quelli arrivati a destinazione era scadente: in otto casi presenti tracce di solventi classificati come possibili cancerogeni; in sette campioni trovati metalli pesanti e in altrettanti impurezze che dovrebbero essere assenti secondo la farmacopea europea. A titolo di confronto e’ stato acquistato lo stesso generico in farmacia e analizzato come tutti gli altri: era perfetto. Per ricevere il prodotto la pazienza deve essere infinita: l’attesa e’ andata da un minimo di tredici a un massimo di ottantatre giorni. I farmaci non hanno superato la prova del laboratorio. Oltre alla sostanza anche la forma ha lasciato a desiderare: blister sciolti senza confezione e nessun foglietto illustrativo se non in un caso; peccato che fosse scritto solo in lingua turca. Dunque – conclude Altroconsumo – comprare senza ricetta online e’ un espediente che costa caro al portafogli e alla salute. L’associazione ha segnalato i risultati al ministero della Salute e all’Aifa. (AGI) Eli

SUPERMERCATI: ALTROCONSUMO, RISPARMI SINO A 1.300 EURO ALL’ANNO

giovedì, settembre 22nd, 2011

(AGI) – Roma, 22 sett. – Ogni famiglia spende in media 6.300 euro all’anno per fare la spesa, ma dove esiste la concorrenza tra punti vendita si risparmiano in media 700 euro. La competizione tra insegne e’ eclatante ad Alessandria: scegliendo gli stessi prodotti al prezzo piu’ competitivo e’ possibile ritrovarsi 1.310 euro nel portafogli. Bene anche Firenze, Pesaro, Modena, La Spezia, Arezzo e Milano, tutte con possibilita’ di risparmio oltre i 1.000 euro all’anno. Ristagna invece Aosta, che chiude la classifica a 164 euro.
Il consueto appuntamento annuale con l’indagine su supermercati, ipermercati e hard discount di Altroconsumo ha fotografato le dinamiche concorrenziali in 61 citta’, registrando 887.000 prezzi di 108 categorie merceologiche in 949 punti vendita. Numeri che disegnano la mappa dell’offerta agli italiani per la spesa in un anno di alimentari, freschi e confezionati, prodotti per l’igiene personale e per la casa.
La novita’ e’ che quasi nessuna insegna offre piu’ gli stessi prezzi su tutto il territorio nazionale. Maggiore e’ la dinamica concorrenziale, piu’ numerose fioccano le offerte per il consumatore. Verona conquista la palma della citta’ piu’ conveniente d’Italia, dove e’ possibile trovare il supermercato dove fare la spesa-tipo al prezzo piu’ contenuto in assoluto. Seguono Pisa e Firenze. Interessante balzo in avanti rispetto alle precedenti rilevazioni di Napoli, tredicesima in classifica e prima citta’ del sud per risparmio, territorio che si conferma comunque avido di dinamiche concorrenziali e con livelli di prezzo piu’ cari della media per Calabria, Sardegna e Sicilia.
E’ utile prestare attenzione all’interno del singolo punto vendita. Le offerte promozionali sui prodotti di marca consentono di risparmiare in media il 23%, percentuale che sale al 38% se si scelgono confezioni a marchio commerciale, sino al 42% per quelli a primo prezzo. Supera anche il 50% il risparmio possibile se si sceglie l’hard discount.
La sfida delle insegne disegna un quadro interessante per il consumatore; si affacciano nuove catene in testa alla classifica della convenienza, come per esempio Galassia, presente a Verona, territorio fertile per la concorrenza, e U2, dell’Unes. La novita’ che rende la competizione piu’ frizzante sono loro: supermercati anche di piccole e medie dimensioni, con una strategia di prezzi competitivi soprattutto sul prodotto di marca.La formula distributiva del futuro forse sara’ un ritorno al punto vendita di vicinato: piu’ agile, piccola, facilmente accessibile perche’ interna al centro urbano, capace di andare incontro alle esigenze del consumatore di mobilita’ sostenibile e soprattutto di convenienza – con offerte allettanti sul prodotto di marca.(AGI) Bru

CONSUMI: NEI SUPERMERCATI IN CALABRIA SI RIPARMIA DI MENO

giovedì, settembre 22nd, 2011

(AGI) – Catanzaro, 22 set. – Ogni famiglia spende in media 6.300 euro all’anno per fare la spesa, ma dove esiste la concorrenza tra punti vendita si risparmiano in media 700 euro. La competizione tra insegne e’ eclatante ad Alessandria: scegliendo gli stessi prodotti al prezzo piu’ competitivo e’ possibile ritrovarsi 1.310 euro nel portafogli. Bene anche Firenze, Pesaro, Modena, La Spezia, Arezzo e Milano, tutte con possibilita’ di risparmio oltre i 1.000 euro all’anno. Ristagna invece Aosta, che chiude la classifica a 164 euro. “Il consueto appuntamento annuale con l’indagine su supermercati, ipermercati e hard discount di Altroconsumo – spiega una nota – ha fotografato le dinamiche concorrenziali in 61 citta’, registrando 887.000 prezzi di 108 categorie merceologiche in 949 punti vendita. Numeri che disegnano la mappa dell’offerta agli italiani per la spesa in un anno di alimentari, freschi e confezionati, prodotti per l’igiene personale e per la casa. La novita’ e’ che quasi nessuna insegna offre piu’ gli stessi prezzi su tutto il territorio nazionale. Ogni punto vendita si adatta all’offerta dei concorrenti piu’ diretti. Maggiore e’ la dinamica concorrenziale, piu’ numerose fioccano le offerte per il consumatore. Verona conquista la palma della citta’ piu’ conveniente d’Italia, dove e’ possibile trovare il supermercato dove fare la spesa-tipo al prezzo piu’ contenuto in assoluto. Seguono Pisa e Firenze. Interessante balzo in avanti rispetto alle precedenti rilevazioni di Napoli, tredicesima in classifica e prima citta’ del sud per risparmio, territorio che si conferma comunque avido di dinamiche concorrenziali e con livelli di prezzo piu’ cari della media per Calabria, Sardegna e Sicilia. E’ utile prestare attenzione all’interno del singolo punto vendita. Le offerte promozionali sui prodotti di marca consentono di risparmiare in media il 23%, percentuale che sale al 38% se si scelgono confezioni a marchio commerciale, sino al 42% per quelli a primo prezzo. Supera anche il 50% il risparmio possibile se si sceglie l’hard discount. La sfida delle insegne disegna un quadro interessante per il consumatore; si affacciano nuove catene in testa alla classifica della convenienza, come per esempio Galassia, presente a Verona, territorio fertile per la concorrenza, e U2, dell’Unes. Le novita’ che rendono la competizione piu’ frizzante – si legge – sono loro: supermercati anche di piccole e medie dimensioni, con una strategia di prezzi competitivi soprattutto sul prodotto di marca. La formula distributiva del futuro forse sara’ un ritorno al punto vendita di vicinato: piu’ agile, piccola, facilmente accessibile perche’ interna al centro urbano, capace di andare incontro alle esigenze del consumatore di mobilita’ sostenibile e soprattutto di convenienza – con offerte allettanti sul prodotto di marca.” (AGI) Adv

SCUOLA: NUTRIZIONISTA, PESTICIDI A MENSA? A CASA E’ PEGGIO

venerdì, settembre 9th, 2011

(AGI) – Roma, 9 set. – Pesticidi e antiparassitari nei cibi serviti nelle mense scolastiche? “Non c’e’ da stupirsi. A casa e’ anche peggio, perche’ i prodotti sono gli stessi e i controlli sono inferiori a quelli della grande distribuzione”. Lo sottolinea Michele Carruba, nutrizionista dell’Universita’ di Milano, che commentando il rapporto di Altroconsumo sulle mense scolastiche, che ha rilevato tracce di pesticidi e fungicibi su alcuni cibi, invita alla cautela: “Non bisogna fare inutili allarmismi. Capisco che quando si parla di mense scolastiche, come di mense ospedaliere o in generale di servizi pubblici, si pretenda la perfezione. Ma posso assicurare che il cibo servito nelle scuole e’ molto piu’ sicuro e controllato di quello che gli stessi bambini mangiano a casa. Consideriamo – spiega Carruba – che i pesticidi sono in tutti i cibi, se si esclude l’agricoltura biologica: solo che mentre a casa mangiamo quello che capita, un’economia di larga scala come quella delle mense ha controlli serrati e regolari da parte delle autorita’ pubbliche, ma anche degli stessi commercianti all’ingrosso, che certo non rischiano di perdere appalti milionari per qualche mela bacata o ricoperta di fungicidi. Certo, i pesticidi bene non fanno, ma oggi sappiamo che in dosi minime non hanno alcun effetto sulla salute, altrimenti con tutto quello che assorbiamo avremmo tutti seri problemi”. Per il nutrizionista, insomma, non c’e’ dubbio: “Tutti i piu’ gravi incidenti alimentari succedono in famiglia, e la qualita’ di cibo servito nelle mense scolastiche e’ mediamente superiore di quello a casa”. In ogni caso, “Altroconsumo avrebbe fatto bene a segnalare la cosa ai Nas, che sono gli unici deputati a intervenire, invece di creare allarmismo sui giornali”. (AGI) Pgi

SCUOLA: INCHIESTA SHOCK ALTROCONSUMO SU MENSE, PESTICIDI NEI CIBI

venerdì, settembre 9th, 2011

(AGI) – Roma, 9 set. – Pesticidi nel pane, antiparassitari sul piatto, funghicida nelle mele. Lo rivela un rapporto shock di ‘Altroconsumo’ sulle condizioni delle mense scolastiche italiane; l’associazione ha messo sotto i riflettori dieci scuole primarie in cinque citta’ alla prova del laboratorio per verificare la sicurezza dei pasti. Il risultato e’ allarmante: piu’ di un terzo dei piatti analizzati contiene antiparassitari. A rischio frutta e pane. Miglior risultato per le scuole di Roma: nessun pesticida trovato nei piatti. A Milano, Napoli e Torino riscontrati invece antiparassitari nei limiti di legge.
A Genova la sorpresa: in due scuole, la Andersen e la Cantore, e’ risultato presente il Diclorvos, un pesticida il cui utilizzo e’ vietato in Europa. L’indagine, si legge in una nota, e’ stata realizzata alla luce del sole, con la collaborazione indispensabile delle societa’ di refezione scolastica e le amministrazioni locali. A luglio, referti del laboratorio alla mano, Altroconsumo ha immediatamente segnalato il problema della sostanza fuorilegge al Comune di Genova. A oggi tuttavia, denuncia l’associazione, nessun passo formale e’ stato ancora annunciato per garantire che la sicurezza del prodotto sia stata ripristinata all’apertura del nuovo anno scolastico.
L’inchiesta ha coinvolto un campione di dieci scuole di primo grado a Genova, Milano, Napoli, Roma e Torino. Lo scorso aprile per una settimana sono stati prelevati porzioni di pasto dai primi piatti, dai contorni, dalla frutta e dal pane. Sui 40 gruppi di pietanze sono stati cercati 253 pesticidi. I risultati delle lunghe analisi sono arrivati tre mesi piu’ tardi, a scuole chiuse. Il caso piu’ preoccupante emerso, quello di Genova, secondo Altroconsumo segnala due problemi: “Il primo, la carenza di controlli puntuali e ricorrenti che possano fotografare l’anomalia e risalendo nella catena delle forniture, eliminarla alla fonte; il secondo, la carenza di informazione alla cittadinanza, pur non essendo in una situazione di reale allarme per la salute pubblica. I genitori hanno il diritto di sapere”. E continua: “Segnalata tempestivamente all’amministrazione genovese, la denuncia ha prodotto solo una risposta interlocutoria ad Altroconsumo, dove si confermava che il fornitore di pane era lo stesso per entrambe le scuole, pur gestite da due societa’ di refezione scolastica diverse, Compass e Cir”. L’associazione chiede quindi “per l’anno scolastico che comincia che la refezione scolastica riprisitni e mantenga queste caratteristiche di qualita’”. (AGI) Pgi

SCUOLA: INCHIESTA SHOCK ALTROCONSUMO SU MENSE, PESTICIDI NEI CIBI

venerdì, settembre 9th, 2011

(AGI) – Roma, 9 set. – Pesticidi nel pane, antiparassitari sul piatto, funghicida nelle mele. Lo rivela un rapporto shock di ‘Altroconsumo’ sulle condizioni delle mense scolastiche italiane; l’associazione ha messo sotto i riflettori dieci scuole primarie in cinque citta’ alla prova del laboratorio per verificare la sicurezza dei pasti. Il risultato e’ allarmante: piu’ di un terzo dei piatti analizzati contiene antiparassitari. A rischio frutta e pane. Miglior risultato per le scuole di Roma: nessun pesticida trovato nei piatti. A Milano, Napoli e Torino riscontrati invece antiparassitari nei limiti di legge.
A Genova la sorpresa: in due scuole, la Andersen e la Cantore, e’ risultato presente il Diclorvos, un pesticida il cui utilizzo e’ vietato in Europa. L’indagine, si legge in una nota, e’ stata realizzata alla luce del sole, con la collaborazione indispensabile delle societa’ di refezione scolastica e le amministrazioni locali. A luglio, referti del laboratorio alla mano, Altroconsumo ha immediatamente segnalato il problema della sostanza fuorilegge al Comune di Genova. A oggi tuttavia, denuncia l’associazione, nessun passo formale e’ stato ancora annunciato per garantire che la sicurezza del prodotto sia stata ripristinata all’apertura del nuovo anno scolastico.
L’inchiesta ha coinvolto un campione di dieci scuole di primo grado a Genova, Milano, Napoli, Roma e Torino. Lo scorso aprile per una settimana sono stati prelevati porzioni di pasto dai primi piatti, dai contorni, dalla frutta e dal pane. Sui 40 gruppi di pietanze sono stati cercati 253 pesticidi. I risultati delle lunghe analisi sono arrivati tre mesi piu’ tardi, a scuole chiuse. Il caso piu’ preoccupante emerso, quello di Genova, secondo Altroconsumo segnala due problemi: “Il primo, la carenza di controlli puntuali e ricorrenti che possano fotografare l’anomalia e risalendo nella catena delle forniture, eliminarla alla fonte; il secondo, la carenza di informazione alla cittadinanza, pur non essendo in una situazione di reale allarme per la salute pubblica. I genitori hanno il diritto di sapere”. E continua: “Segnalata tempestivamente all’amministrazione genovese, la denuncia ha prodotto solo una risposta interlocutoria ad Altroconsumo, dove si confermava che il fornitore di pane era lo stesso per entrambe le scuole, pur gestite da due societa’ di refezione scolastica diverse, Compass e Cir”. L’associazione chiede quindi “per l’anno scolastico che comincia che la refezione scolastica riprisitni e mantenga queste caratteristiche di qualita’”. (AGI) Pgi

SALUTE: FEDERSALUS, SU INTEGRATORI ALIMENTARI MOLTA CONFUSIONE

venerdì, aprile 8th, 2011

(AGI) – Roma, 8 apr. – Sugli integratori alimentari vi e’ molta confusione. Federsalus, la Federazione nazionale produttori prodotti salutistici interviene riguardo all’indagine fatta da Altroconsumo sugli integratori alimentari contenenti mirtillo nero. “Fatta salva la liberta’ di sottoporre ad autonome verifiche sperimentali – scrive Federsalus – l’effettiva corrispondenza tra la composizione dei prodotti in commercio e le indicazioni salutistiche riportate sulle confezioni, cosi’ come il diritto a esprimere opinioni e giudizi sulle risultanze ottenute, Federsalus non puo’ esimersi dal ravvisare errori e forzature in una trattazione orientata a dimostrare l’insufficienza delle evidenze scientifiche a supporto dell’efficacia degli integratori alimentari, nonche’ la loro sostanziale inutilita’. Innanzitutto – sottolinea -, la tesi secondo cui gli integratori alimentari sono inutili in quanto non hanno alcun comprovato effetto nutrizionale e/o fisiologico contrasta con le verifiche condotte da una autorita’ scientifica super partes qual e’ l’agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che di recente ha valutato scientificamente una lista di sostanze-effetti presenti in alimenti e integratori, dando parere positivo proprio sulla scorta di evidenze scientifiche. Inoltre, negli articoli viene proposta a piu’ riprese, anche con il supporto del parere della biologa nutrizionista Laura Rossi, la tesi che non esista una correlazione dimostrata tra assunzione di supplementi di mirtillo e benefici alla vista. Tale affermazione appare incongrua alla luce di un dibattito scientifico che sul punto e’ particolarmente ricco, vivace e tutt’altro che esaurito, come dimostra la bibliografia di cui dispone FederSalus: 60 studi di primaria importanza sugli effetti del Vaccinium mytillus pubblicati tra il 2001 e il 2008. Al di la’ delle inesattezze, FerderSalus ravvisa – si legge ancora nella nota – nei rilievi mossi agli integratori contenti mirtillo nero la presistente confusione di ruoli e finalita’ tra farmaci e integratori alimentari. Per dovere di chiarezza, FederSalus ricorda che i farmaci sono definiti dalla Direttiva 2001/83 come sostanze o composizioni somministrate per ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche dell’uomo, esercitando un’azione farmacologica, immunologica o metabolica, ovvero per stabilire una diagnosi medica, e presentate come aventi proprieta’ curative o profilattiche delle malattie umane. Di converso, gli integratori alimentari sono definiti dalla Direttiva UE 2002/46, recepita con il D. Lgs 169/04, come alimenti destinati a integrare la dieta normale, costituenti una fonte concentrata di sostanze nutritive o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico”. FederSalus e’ chiamata a confrontarsi “quasi quotidianamente con gli effetti di questa erronea sovrapposizione di funzioni che finisce per confondere proprio il consumatore”. (AGI) Red/Eli

SALUTE: ALTROCONSUMO,INTEGRATORI ALIMENTARI INUTILI MEGLIO FRUTTA

giovedì, aprile 7th, 2011

(AGI) – Roma, 7 apr. – Gli integratori alimentari a base di frutta spesso sono dei ‘bluff’: non contengono il frutto dichiarato e anche gli antiossidanti sono molto meno di quanto riportato in etichetta. Conclusione: non c’e’ partita con la frutta vera. E’ quanto emerge da un’indagine di Altroconsumo, che ha effettuato un test comparativo sugli integratori al mirtillo nero. Risultato: tre prodotti su quattordici non contengono proprio il frutto dichiarato, e in generale la presenza di antiossidanti e’ piu’ bassa rispetto a quella indicata in etichetta. La legislazione sugli integratori e’ blanda, ricorda Altroconsumo, e nessuno verfica il rispetto dei vincoli per la veridicita’ delle affermazioni contenute in etichetta. Un’opacita’ nelle informazioni che marca tutto il settore degli integratori, un mercato in espansione esponenziale che si appoggia su falsi miti e l’aura di attendibilita’ medica, fornita dall’essere distribuiti soprattutto attraverso il canale delle farmacie, dove nel 2010 sono state vendute 100 milioni di confezioni per un valore di 1.418 milioni di euro. Nonostante diversi studi affermino il contrario, non esiste evidenza scientifica, lo sottolinea anche l’Istituto nazionale della nutrizione, che assumere vitamine, minerali, antiossidanti attraverso integratori abbia gli stessi effeti benefici sull’organismo che produce l’assunzione regolare di frutta e verdura. Al contrario, chi consuma integratori puo’ pensare erroneamente di non dover variare la propria dieta, assumendo gia’ le sostanze attraverso pillole, soluzioni idroalcoliche o quant’altro. Soprattutto quando questi non contengono le sostanze promesse, risultando inutili, oltre che costosi. Gli integratori sono stati testati da due punti di vista: qualitativo, per vedere se al loro interno c’e’ davvero la varieta’ appropriata di mirtillo, ossia il Vaccinium myrtillus, e quantitativo, per misurare quanto “principio attivo” e’ veramente presente; quando e’ stato possibile, l’esito delle analisi e’ stato inoltre confrontato con le dichiarazioni in etichetta. I risultati parlano chiaro: un semplice succo di mirtillo e’ notevolmente migliore, sia per qualita’ che per quantita’, di qualsiasi integratore. (AGI)
Pgi

SALUTE: ALTROCONSUMO,INTEGRATORI ALIMENTARI INUTILI MEGLIO FRUTTA

giovedì, aprile 7th, 2011

(AGI) – Roma, 7 apr. – Gli integratori alimentari a base di frutta spesso sono dei ‘bluff’: non contengono il frutto dichiarato e anche gli antiossidanti sono molto meno di quanto riportato in etichetta. Conclusione: non c’e’ partita con la frutta vera. E’ quanto emerge da un’indagine di Altroconsumo, che ha effettuato un test comparativo sugli integratori al mirtillo nero. Risultato: tre prodotti su quattordici non contengono proprio il frutto dichiarato, e in generale la presenza di antiossidanti e’ piu’ bassa rispetto a quella indicata in etichetta. La legislazione sugli integratori e’ blanda, ricorda Altroconsumo, e nessuno verfica il rispetto dei vincoli per la veridicita’ delle affermazioni contenute in etichetta. Un’opacita’ nelle informazioni che marca tutto il settore degli integratori, un mercato in espansione esponenziale che si appoggia su falsi miti e l’aura di attendibilita’ medica, fornita dall’essere distribuiti soprattutto attraverso il canale delle farmacie, dove nel 2010 sono state vendute 100 milioni di confezioni per un valore di 1.418 milioni di euro. Nonostante diversi studi affermino il contrario, non esiste evidenza scientifica, lo sottolinea anche l’Istituto nazionale della nutrizione, che assumere vitamine, minerali, antiossidanti attraverso integratori abbia gli stessi effeti benefici sull’organismo che produce l’assunzione regolare di frutta e verdura. Al contrario, chi consuma integratori puo’ pensare erroneamente di non dover variare la propria dieta, assumendo gia’ le sostanze attraverso pillole, soluzioni idroalcoliche o quant’altro. Soprattutto quando questi non contengono le sostanze promesse, risultando inutili, oltre che costosi. Gli integratori sono stati testati da due punti di vista: qualitativo, per vedere se al loro interno c’e’ davvero la varieta’ appropriata di mirtillo, ossia il Vaccinium myrtillus, e quantitativo, per misurare quanto “principio attivo” e’ veramente presente; quando e’ stato possibile, l’esito delle analisi e’ stato inoltre confrontato con le dichiarazioni in etichetta. I risultati parlano chiaro: un semplice succo di mirtillo e’ notevolmente migliore, sia per qualita’ che per quantita’, di qualsiasi integratore. (AGI) Pgi

INTERNET: ASS.UTENTI CONTRO PROPOSTE AGCOM SU DIRITTO D’AUTORE

giovedì, febbraio 24th, 2011

(AGI) – Roma, 24 feb. – Impedire l’accesso a siti all’estero e rimuovere contenuti sospettati di violazione del diritto d’autore “presumendo illeciti senza prima accertarli attraverso l’intervento dell’autorita’ giudiziaria e’ un criterio barbaro e anacronistico”. Le associazioni Adiconsum, Agora’ Digitale, Altroconsumo, Assonet, Assoprovider e lo Studio Legale Sarzana hanno inviato un documento all’Agcom in cui contestano il procedimento “sommario” con cui l’Autorita’ garante per le Comunicazioni interverrebbe in caso di sospetto di violazione del diritto d’autore. Documento inviato anche ai presidenti del Senato e della Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, e al Commissario europeo per l’Agenda digitale, Neelie Kroes. “L’approccio proposto dall’Agcom nella consultazione su diritto d’autore e internet”, si legge in una nota congiunta delle associazioni degli utenti, “contrasta col diritto comunitario ed e’ gia’ stato messo in discussione e considerato non percorribile perche’ contrario al rispetto di diritti Costituzionali, o attinenti agli ambiti legislativo e giudiziario, non di competenza dell’Authority”. La lettura che l’Agcom propone dei propri poteri, insistono le associazioni, “va ben oltre quanto richiesto dal Decreto Romani. In nome del diritto d’autore si stravolgono le esigenze di sviluppo e apertura del patrimonio culturale, costrette cosi’ a piegarsi alla cultura del sospetto e della chiusura”. Da qui l’invito a sostenere l’azione delle organizzazioni su www.sitononraggiungibile.it. Secondo le organizzazioni, sono gia’ quasi 4.000 i cittadini che hanno lasciato la loro firma. (AGI) Com/Gav

TRENI: ALTROCONSUMO, IN RITARDO 57% DI QUELLI A LUNGA PERCORRENZA

mercoledì, febbraio 23rd, 2011

(AGI) – Roma, 23 feb. – Piu’ di meta’ dei treni a lunga percorrenza che attraversano il Paese, per l’esattezza il 57%, arriva in ritardo. E’ il dato emerso da un’inchiesta di Altroconsumo, che ha monitorato 510 treni, dalle ore 07:00 alle ore 20:00, in periodi a ridosso delle festivita’ a dicembre e gennaio scorsi. L’Italia ne esce spaccata a meta’, con ritardi medi di 13 minuti. Le corse che partono da nord verso sud, infatti, si fanno attendere piu’ spesso (nel 65% dei casi). I treni che da sud verso nord ritardano sono il 48%. Ma gli utenti e la puntualita’, sottolinea Altroconsumo, hanno di frequente la peggio ovunque sia la partenza. Il record del ritardo piu’ elevato va a Milano Centrale, oltre le due ore per un convoglio. Ci sono le tratte a maggior rischio, come l’IC Milano-Bari (52 minuti di ritardo medio), il Frecciabianca sulla stessa tratta (46 minuti di ritardo in media) e l’Espresso Torino-Palermo (con 39 minuti di ritardo medio). Nella classifica dei ritardi cronici Palermo conquista il primo posto, col l’en plein dei treni non in orario: il 100%. Seguono Roma Termini, Bari Centrale, Reggio Calabria. Con la campagna ‘Siamo uomini o pendolari?’ Altroconsumo raccoglie video-denuncia su disservizi su www.ultimotreno.com. L’associazione mette a disposizione dei viaggiatori che hanno subito disservizi gravi sulle tratte Piacenza-Milano e Bergamo-Carnate-Milano i propri legali per richiedere il risarcimento danni. Compilando il form sul sito www.altroconsumo.it sara’ possibile accedere alla consulenza gratuita dell’associazione e i casi piu’ eclatanti di evidente e ripetuta lesione dei diritti di utente del servizio ferroviario si tradurranno in causa di fronte al Giudice di Pace. (AGI)
Pgi