Archivio per la Categoria 'altroconsumo'

INTERNET: ASS.UTENTI CONTRO PROPOSTE AGCOM SU DIRITTO D’AUTORE

giovedì, febbraio 24th, 2011

(AGI) – Roma, 24 feb. – Impedire l’accesso a siti all’estero e rimuovere contenuti sospettati di violazione del diritto d’autore “presumendo illeciti senza prima accertarli attraverso l’intervento dell’autorita’ giudiziaria e’ un criterio barbaro e anacronistico”. Le associazioni Adiconsum, Agora’ Digitale, Altroconsumo, Assonet, Assoprovider e lo Studio Legale Sarzana hanno inviato un documento all’Agcom in cui contestano il procedimento “sommario” con cui l’Autorita’ garante per le Comunicazioni interverrebbe in caso di sospetto di violazione del diritto d’autore. Documento inviato anche ai presidenti del Senato e della Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, e al Commissario europeo per l’Agenda digitale, Neelie Kroes. “L’approccio proposto dall’Agcom nella consultazione su diritto d’autore e internet”, si legge in una nota congiunta delle associazioni degli utenti, “contrasta col diritto comunitario ed e’ gia’ stato messo in discussione e considerato non percorribile perche’ contrario al rispetto di diritti Costituzionali, o attinenti agli ambiti legislativo e giudiziario, non di competenza dell’Authority”. La lettura che l’Agcom propone dei propri poteri, insistono le associazioni, “va ben oltre quanto richiesto dal Decreto Romani. In nome del diritto d’autore si stravolgono le esigenze di sviluppo e apertura del patrimonio culturale, costrette cosi’ a piegarsi alla cultura del sospetto e della chiusura”. Da qui l’invito a sostenere l’azione delle organizzazioni su www.sitononraggiungibile.it. Secondo le organizzazioni, sono gia’ quasi 4.000 i cittadini che hanno lasciato la loro firma. (AGI) Com/Gav

TRENI: ALTROCONSUMO, IN RITARDO 57% DI QUELLI A LUNGA PERCORRENZA

mercoledì, febbraio 23rd, 2011

(AGI) – Roma, 23 feb. – Piu’ di meta’ dei treni a lunga percorrenza che attraversano il Paese, per l’esattezza il 57%, arriva in ritardo. E’ il dato emerso da un’inchiesta di Altroconsumo, che ha monitorato 510 treni, dalle ore 07:00 alle ore 20:00, in periodi a ridosso delle festivita’ a dicembre e gennaio scorsi. L’Italia ne esce spaccata a meta’, con ritardi medi di 13 minuti. Le corse che partono da nord verso sud, infatti, si fanno attendere piu’ spesso (nel 65% dei casi). I treni che da sud verso nord ritardano sono il 48%. Ma gli utenti e la puntualita’, sottolinea Altroconsumo, hanno di frequente la peggio ovunque sia la partenza. Il record del ritardo piu’ elevato va a Milano Centrale, oltre le due ore per un convoglio. Ci sono le tratte a maggior rischio, come l’IC Milano-Bari (52 minuti di ritardo medio), il Frecciabianca sulla stessa tratta (46 minuti di ritardo in media) e l’Espresso Torino-Palermo (con 39 minuti di ritardo medio). Nella classifica dei ritardi cronici Palermo conquista il primo posto, col l’en plein dei treni non in orario: il 100%. Seguono Roma Termini, Bari Centrale, Reggio Calabria. Con la campagna ‘Siamo uomini o pendolari?’ Altroconsumo raccoglie video-denuncia su disservizi su www.ultimotreno.com. L’associazione mette a disposizione dei viaggiatori che hanno subito disservizi gravi sulle tratte Piacenza-Milano e Bergamo-Carnate-Milano i propri legali per richiedere il risarcimento danni. Compilando il form sul sito www.altroconsumo.it sara’ possibile accedere alla consulenza gratuita dell’associazione e i casi piu’ eclatanti di evidente e ripetuta lesione dei diritti di utente del servizio ferroviario si tradurranno in causa di fronte al Giudice di Pace. (AGI)
Pgi

TRENI: ALTROCONSUMO, IN RITARDO 57% DI QUELLI A LUNGA PERCORRENZA

mercoledì, febbraio 23rd, 2011

(AGI) – Roma, 23 feb. – Piu’ di meta’ dei treni a lunga percorrenza che attraversano il Paese, per l’esattezza il 57%, arriva in ritardo. E’ il dato emerso da un’inchiesta di Altroconsumo, che ha monitorato 510 treni, dalle ore 07:00 alle ore 20:00, in periodi a ridosso delle festivita’ a dicembre e gennaio scorsi. L’Italia ne esce spaccata a meta’, con ritardi medi di 13 minuti. Le corse che partono da nord verso sud, infatti, si fanno attendere piu’ spesso (nel 65% dei casi). I treni che da sud verso nord ritardano sono il 48%. Ma gli utenti e la puntualita’, sottolinea Altroconsumo, hanno di frequente la peggio ovunque sia la partenza. Il record del ritardo piu’ elevato va a Milano Centrale, oltre le due ore per un convoglio. Ci sono le tratte a maggior rischio, come l’IC Milano-Bari (52 minuti di ritardo medio), il Frecciabianca sulla stessa tratta (46 minuti di ritardo in media) e l’Espresso Torino-Palermo (con 39 minuti di ritardo medio). Nella classifica dei ritardi cronici Palermo conquista il primo posto, col l’en plein dei treni non in orario: il 100%. Seguono Roma Termini, Bari Centrale, Reggio Calabria. Con la campagna ‘Siamo uomini o pendolari?’ Altroconsumo raccoglie video-denuncia su disservizi su www.ultimotreno.com. L’associazione mette a disposizione dei viaggiatori che hanno subito disservizi gravi sulle tratte Piacenza-Milano e Bergamo-Carnate-Milano i propri legali per richiedere il risarcimento danni. Compilando il form sul sito www.altroconsumo.it sara’ possibile accedere alla consulenza gratuita dell’associazione e i casi piu’ eclatanti di evidente e ripetuta lesione dei diritti di utente del servizio ferroviario si tradurranno in causa di fronte al Giudice di Pace. (AGI) Pgi

TELEFONIA: DENUNCIA ALTROCONSUMO AD ANTITRUST, NO TRASPARENZA

giovedì, febbraio 3rd, 2011

(AGI) – Roma, 3 feb – Chi acquista una Sim telefonica stipula un contratto con un operatore. Un acquisto che avviene di frequente, in Italia ci sono piu’ carte Sim che abitanti: oltre 150 ogni 100 abitanti, piu’ degli inglesi (130 per 100 ab.) e degli USA (un cellulare a testa). Ma negozi specializzati ed esclusivi e rivenditori Sim di operatori virtuali non consegnano al consumatore le condizioni di vendita nell’86% dei casi, ne’ la documentazione controfirmata (51%), ne’ le informazioni corrette sui piani tariffari e opzioni sul credito disponibile (22% dei casi), ne’ l’informativa sulla privacy (62%). Questo il quadro che emerge dall’inchiesta di Altroconsumo in 9 citta’ italiane sulla trasparenza e correttezza nell’offerta, vendita e attivazione di carte Sim. Visitati i negozi esclusivi degli operatori standard (come centri Tim , Vodafone One) acquistando carte telefoniche Tim, Vodafone, Wind e Tre. Coinvolti anche sette operatori virtuali (non proprietari di rete): Noverca, Coop Voce, A-Mobile, Uno mobile, Poste mobile, Mtv mobile ed Erg mobile, e i relativi punti vendita. I risultati dell’indagine sono stati inviati al Garante della concorrenza e del mercato: e’ inammissibile che i negozianti adottino pratiche di scarsa trasparenza, non conoscenza delle condizioni di vendita, assenza di contratto sottoscritto, dunque garanzia, silenzio sui costi restituzione del credito residuo, abitudine a vendere Sim senza confezione originale, in una semplice bustina di plastica. La segnalazione all’Antitrust e’ dovuta: chi compra una Sim sta di fatto sottoscrivendo un contratto con un operatore telefonico. Ma non ne conosce il contenuto perche’ il negoziante stesso ignora le condizioni di vendita, oppure non le comunica agli utenti.(AGI) Mal

TLC: ALTROCONSUMO AD ANTITRUST,POCA ASSISTENZA PER CHI COMPRA SIM

mercoledì, febbraio 2nd, 2011

(AGI) – Roma, 2 feb. – Contratti non riconsegnati, poche informazioni, nessun consiglio sulle tariffe: acquistare una carta Sim significa a volte muoversi in una giungla. A testimoniarlo e’ un’ inchiesta condotta da Altroconsumo in 9 citta’ italiane sulla trasparenza e correttezza nell’offerta, vendita e attivazione di carte Sim. Visitati i negozi esclusivi degli operatori standard (come centri Tim, Vodafone One) acquistando carte telefoniche Tim, Vodafone, Wind e Tre. Coinvolti anche sette operatori virtuali (non proprietari di rete): Noverca, Coop Voce, A-Mobile, Uno mobile, Poste mobile, Mtv mobile ed Erg mobile, e i relativi punti vendita
Il quadro e’ scoraggiante. L’86% dei negozi oggetto dell’indagine non consegna al consumatore le condizioni di vendita, ne’ nel 51% dei casi la documentazione controfirmata. A non fornire informazioni corrette sui piani tariffari e opzioni sul credito disponibile e’ il 22%, l’informativa sulla privacy e’ celata dal 62%.
I risultati dell’indagine, afferma una nota dell’associazione, sono stati inviati all’Antitrust. “E’ inammissibile”, fa sapere Altroconsumo in una nota, “che i negozianti adottino pratiche di scarsa trasparenza, non conoscenza delle condizioni di vendita, assenza di contratto sottoscritto, dunque garanzia, silenzio sui costi restituzione del credito residuo, abitudine a vendere Sim senza confezione originale, in una semplice bustina di plastica. La segnalazione all’Antitrust e’ dovuta: chi compra una Sim sta di fatto sottoscrivendo un contratto con un operatore telefonico. Ma non ne conosce il contenuto perche’ il negoziante stesso ignora le condizioni di vendita, oppure non le comunica agli utenti”. (AGI) Mau

RC AUTO: ALTROCONSUMO, IN UN ANNO AUMENTI A DUE CIFRE

mercoledì, settembre 29th, 2010

(AGI) – Roma, 29 set. – Aumenti record a due cifre che colpiscono indistintamente tutti gli automobilisti italiani, ben oltre l’inflazione. E’ il bilancio, da un anno all’altro, del mercato delle polizze Rc auto a Milano, Roma, Napoli e Palermo, analizzato da Altroconsumo. Un esempio per tutti: per i neopatentati la variazione percentuale dei premi Rc da settembre 2009 a settembre 2010 va dal +16,64% di Milano al +26,05% di Napoli. Un salasso, da sommare agli aumenti dell’anno scorso quando la variazione era stata del 7-8% per tutte e quattro le citta’ prese in esame. Rincari ben superiori al tasso d’inflazione, che nel periodo agosto 2009-agosto 2010 e’ stato pari all’1,53%.
Lo studio ha seguito l’andamento dei premi medi delle polizze Rc nelle quattro citta’ italiane per diverse tipologie di utilizzatori. Dai risultati emerge che le categorie maggiormente penalizzate sono sempre le stesse: il diciottenne neoassicurato (indipendentemente dalla citta’ in cui risiede) e in generale gli automobilisti del sud Italia. Anche i guidatori piu’ esperti non sono stati risparmiati dal caro polizza: il ventottenne, il trentacinquenne e il quarantenne hanno visto lievitare il premio delle loro polizze in modo considerevole.
“L’aumento dei massimali minimi di legge, entrato in vigore a dicembre 2009″, sottolinea una nota di Altroconsumo, “non puo’ certo essere una spiegazione plausibile per aumenti di questa entita’. Calcoli fatti a settembre dello scorso anno indicavano infatti una differenza percentuale tra i premi calcolati col massimale vecchio e nuovo intorno al 3,5-4%”. (AGI) Mau

ALTROCONSUMO: IN SUPERMARKET CAGLIARI E SASSARI SI SPENDE DI PIU’

giovedì, settembre 16th, 2010

(AGI) – Cagliari, 16 set. – Per una famiglia fare la spese a Cagliari e Sassari costa piu’ della media italiana, pari a 6.300 euro l’anno, secondo un inchiesta dell’associazione “AltroConsumo” in 926 punti vendita di 62 citta’. Se Verona, Firenze e Treviso sono risultate le piu’ economiche, con possibilita’ di risparmio di oltre mille euro fra il supermercato piu’ caro e quello con prezzi piu’ bassi, Sassari compare a fine classifica, al quint’ultimo posto: le famiglie sassaresi spendono in media 6.646 euro l’anno e anche scegliendo il punto vendita piu’ economico riuscirebbero a risparmiare al massimo 386 euro. In pratica, i supermercati di Sassari sono risultati piu’ cari fra il 19 e il 26% rispetto a quelli visitati da AltroConsumo nella citta’ piu’ conveniente, in questo caso Verona.

La spesa media e’ stata calcolata in base ai dati Istat sui consumi delle famiglie. A Cagliari va un po’ meglio, ma si spendono in media 6.498 euro l’anno, cioe’ fra il 15 e il 30% in piu’. D’altra parte le possibilita’ di risparmio sono piu’ ampie: scegliendo il punto vendita piu’ conveniente, a una famiglia cagliaritana possono restare in tasca fino a 827 euro l’anno.

Altro Consumo, che ha visitato 635 supermercati, 138 ipermercati e 153 hard discount ha verificato, inoltre, che comprare prodotti in offerta permette un risparmio medio del 21% pari a 1.300 euro. Scegliere quelli con un marchio commerciale (con il logo dell’insegna del punto vendita) sulla confezione, porta a un risparmio del 41%, cioe’ 2.500 euro l’anno. Nell’hard discount la spesa annuale puo’ scendere dalla media di 6.300 euro a 2.500 euro. (AGI) Red-Rob

SKY: ALMUNIA, REGOLE GARA DIGITALE SIANO IN LINEA CON UE

sabato, settembre 4th, 2010

(AGI) – Cernobbio, 4 set. – Sul possibile ingresso di Sky nel digitale terrestre la Commissione Ue ha preso una decisione chiara, ora l’Italia adotti regole per la gara per l’assegnazione dei canali in linea con quanto stabilito. Lo ha affermato Joaquin Almunia, vice presidente della Commissione europea e commissario alla concorrenza, in una conferenza stampa in occasione del forum Ambrosetti di Cernobbio.

“C’e’ stata una decisione presa e annunciata pubblicamente – ha affermato, riguardo alla possibilita’ concessa a Sky di entrare subito nel digitale – le regole della gara dovranno essere in linea con le regole Ue”. Tocchera’ ora all’Agcom elaborare queste regole, in vista della gara per l’assegnazione di cinque canali multiplex.

Esiste anche un residuo problema, avverte Almunia, ma in via di risoluzione. “C’e’ ancora un caso pendente – afferma – dobbiamo chiudere il caso Altroconsumo che ha presentato un ricorso, ma siamo molto vicini auna soluzione positiva”. (AGI) Gla

COMMERCIO: ALTROCONSUMO, INCHIESTA “LA TRAPPOLA DELLE RATE”

giovedì, settembre 2nd, 2010

(AGI) – Roma, 2 set. – Comprare a rate un elettrodomestico, un attrezzo sportivo, dei mobili e’ una scommessa al buio e a vincere sono la cattiva informazione e i tassi salatissimi e nascosti del pagamento dilazionato. E’ quanto emerge dall’inchiesta condotta da Altroconsumo in 284 negozi di 9 citta’ italiane: Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino e Verona. Bankitalia, si legge nella nota di Altroconsumo, scrive all’associazione recependo l’indagine nell’attivita’ di vigilanza.

Nell’inchiesta sono state analizzate 323 offerte di rateizzazione, valutati trasparenza su costi e condizioni del prestito (foglietti informativi, indicazioni TAEG) e studiate anche le carte fedelta’ (promozioni e raccolte punti) offerte dalle catene commerciali con funzione revolving.

L’opacita’ delle informazioni, denuncia Altroconsumo, e’ la nota dolente che emerge dall’inchiesta: pur essendo un obbligo normativo, nei 284 punti vendita sono stati consegnati solo 10 foglietti informativi con indicazioni della rateizzazione. Per ben 274 volte sono stati consegnati al consumatore solo dei volantini pubblicitari. Sul TAEG, il tasso annuo effettivo globale che da’ al consumatore l’idea del costo complessivo dell’acquisto, ben oltre la meta’ degli esercizi commerciali sono fuorilegge: il 63% non ha fornito l’informazione corretta; di questi il 39% ha fornito un TAEG sbagliato (rispetto alle rate e alle spese comunicate) e il 24% non ne ha fornito alcuno.

Nonostante il richiamo della Banca d’Italia a non utilizzare il contesto del punto vendita per far adottare le carte revolving (quelle che accendono una linea di credito da pagarsi a rate con tassi salatissimi) nel corso dell’inchiesta sono state offerte 12 carte fidelity revolving il cui tasso medio, se utilizzate fuori dalla catena dell’insegna, era del 18,47% con punte del 21,56%.

Urgono elementi strutturali, dice Altroconsumo, che migliorino la trasparenza dell’offerta nel credito al consumo: dall’indagine balza all’attenzione la scarsa trasparenza che caratterizza le offerte nel 63% dei casi. E la situazione e’ stagnante nel tempo: da indagini omologhe nel 2007 e nel 2009 gli operatori peccavano in chiarezza e correttezza nel 72% e nel 69% delle volte. Auspichiamo adesso che Bankitalia passi dalle parole ai fatti, non solo invitando i soggetti del credito al consumo a un maggiore sforzo organizzativo, ma individuando meccanismi sanzionatori. Aspettiamo al varco l’applicazione effettiva nel 2011 della legge di recepimento della direttiva europea 2008/48 sul credito al consumo, che responsabilizzera’ maggiormente l’intermediario e spostera’ l’attenzione sulla leva della trasparenza dal bene che si acquista, il prodotto stesso, al fruitore, il consumatore.(AGI) Red

TRASPORTO PUBBLICO: A CAGLIARI I PASSEGGERI MENO INSODDISFATTI

martedì, agosto 31st, 2010

(AGI) – Roma, 31 ago. – Cagliari e’ la citta’ in cui il costo dell’abbonamento mensile nominativo, prima degli aumenti che scatteranno domani, risulta piu’ basso: 25 euro, contro i 48 euro di Palermo, la citta’ dove questa voce e’ piu’ cara. I bus cagliaritani, inoltre, assieme a quelli di Padova, sono anche quelli in cui i passeggeri si dichiarano piu’ sicuri e al riparo dai borseggiatori: il timore di essere derubati sugli autobus a Cagliari riguarda solo il 33% degli interpellati, contro l’80% dei passeggeri di Napoli e il 77% di quelli di Palermo. Il capoluogo sardo si segnala anche per una delle piu’ elevate percentuali di controlli dei biglietti sui mezzi, pari al 45%, contro il 15% di Roma e il 27% di Torino, le citta’ dove si registrano le verifiche meno frequenti.

In media nelle citta’ in Italia solo l’11,6% degli spostamenti avviene sui mezzi pubblici. Le percentuali salgono nei grandi centri – 47% a Milano e 32% a Roma – ma sono ben lontane dalle scelte nella mobilita’ urbana compiute dagli utenti in altre citta’ in Europa: 67% a Barcellona; 63% a Parigi e Madrid. Tra le ragioni addotte dagli intervistati per esprimere la loro insoddisfazione, emerge la costrizione nella scelta: si sale in tram o in metropolitana perche’ non si puo’ prendere l’auto per mancanza di parcheggi (in media per il 30% del campione) o perche’ non si hanno mezzi propri (il 20%). Pochissimi coloro che scelgono il trasporto pubblico urbano per risparmiare denaro, tempo, o per rispetto dell’ambiente. Manca la cultura dello scegliere il mezzo pubblico urbano, conclude Altroconsumo, e il rapporto causa-effetto diventa un circolo vizioso, da cui escono sconfitte qualita’ del servizio e soddisfazione degli utenti. (AGI) Red/Dos

TRASPORTI PUBBLICI LOCALI: ITALIANI MOLTO INSODDISFATTI

martedì, agosto 31st, 2010

(AGI) – Roma, 31 ago. – Andando alle cifre, si vede come nella puntualita’ i migliori risultano essere i bus e la metro a Milano, i tram a Padova e i vaporetti a Venezia. I peggiori, invece, sono risultati i bus a Catania (23 min. di ritardo in media), i tram a Firenze (9 min.) e la metro a Bari (8 min.). In media nelle citta’ in Italia solo l’11,6% degli spostamenti avviene sui mezzi pubblici. Le percentuali salgono nei grandi centri – 47% a Milano e 32% a Roma – ma sono ben lontane dalle scelte nella mobilita’ urbana compiute dagli utenti in altre citta’ in Europa: 67% a Barcellona; 63% a Parigi e Madrid. Tra le ragioni addotte dagli intervistati per esprimere la loro insoddisfazione, emerge la costrizione nella scelta: si sale in tram o in metropolitana perche’ non si puo’ prendere l’auto per mancanza di parcheggi (in media per il 30% del campione) o perche’ non si hanno mezzi propri (il 20%). Pochissimi coloro che scelgono il trasporto pubblico urbano per risparmiare denaro, tempo, o per rispetto dell’ambiente. Manca la cultura dello scegliere il mezzo pubblico urbano, conclude Altroconsumo, e il rapporto causa-effetto diventa un circolo vizioso, da cui escono sconfitte qualita’ del servizio e soddisfazione degli utenti. (AGI)

Red/Dos Red/Dos

TRASPORTI:CAMPANIA, UDEUR TEME ‘SVENDITA’ SCALO AEREO CAPODICHINO

lunedì, giugno 7th, 2010

(AGI) – Napoli, 7 giu. – Fare chiarezza sulle sorti di Capodichino e dotare la Campania di un altro aeroporto a vocazione internazionale che, in armonia con quelli esistenti, costituisca un volano per l’occupazione e lo sviluppo della regione. La segreteria regionale dei Popolari Udeur richiama l’attenzione delle istituzioni locali e dell’opinione pubblica sulle sorti del sistema aeroportuale, chiedendo soluzioni urgenti. “Su Capodichino – dice il segretario regionale del partito, Giulio Di Donato – assistiamo a un silenzio assordante degli enti locali. Apprendiamo dalla stampa che la societa’ spagnola Ferrovial, che detiene il 65% delle quote, sarebbe intenzionata a vendere per 155 milioni di euro a una cordata di imprenditori italiani. Cosi’ potrebbero fare anche il Comune e la Provincia di Napoli, che insieme posseggono il 25%. Anche la Regione deve fare il suo, visto che lo statuto prevede che entri a pieno titolo nella gestione”. In caso contrario, prosegue Di Donato, c’e’ il pericolo di “una nuova ’svendita’, come e’ successo con il Banco di Napoli o l’Alfasud, proprio quando lo scalo attraversa un momento negativo”. Un’inchiesta recente del mensile Altroconsumo, infatti, lo colloca al 126mo posto sui 136 aeroporti monitorati in tutto il mondo, dopo essere stato in 106ma posizione nel 2009. In Italia, invece, negli ultimi anni e’ sceso dal terzo al settimo posto. “Si vocifera – prosegue il generale Franco Bianco, della segreteria del partito – che vogliano aumentare il traffico passeggeri annuo da 5,5 a 10 milioni di unita’. Potrebbe essere una buona notizia, ma servono garanzie sulla sicurezza di una struttura che, nelle procedure di atterraggio e decollo, interessa una zona abitata da 3.900 persone”. Di qui la possibile scelta di dirottare la gran parte del traffico aereo sullo scalo casertano di Grazzanise, che interessa solo 150 abitanti dell’area circostante e per il quale c’e’ gia’ un progetto. “L’aeroporto e’ essenziale per una regione che vive di turismo – dice il consigliere regionale Sandra Lonardo – e nel programma di Caldoro c’e’ l’accenno a Grazzanise. Napoli ha bisogno di decentrare molte strutture per essere piu’ accogliente”. Dall’incontro emerge la volonta’ del partito di sottoporre una mozione alle amministrazioni locali e di convocare al piu’ presto un consiglio comunale monotematico sul tema. (AGI) Cli/Na/Lil

OBESITA’: SIO, MALATTIA PANDEMICA, NOVITA’ SCIENTIFICHE A FARMACO

giovedì, aprile 15th, 2010

(AGI) – Roma, 15 apr. – L’obesita’ e’ stata definita dall’Organizzazione mondiale della sanita’ (Oms) una malattia pandemica e nonostante gli innumerevoli sforzi compiuti sino a oggi, lo scenario futuro sara’ certamente dominato da un ulteriore aumento del fenomeno con conseguenze drammatiche sulla salute pubblica: aumento del diabete di tipo 2, della patologia cardiovascolare ischemica, delle neoplasie legate all’alimentazione e all’obesita’, etc. Come combattere la pandemia e’ al centro dei lavori del 5/o Congresso nazionale Sio (Societa’ italiana dell’obesita’) che si aperto oggi a Roma (15-17 aprile). E come riuscire a ridurre il cosiddetto grasso viscerale, uno tra i piu’ pericolosi nemici della salute. Il grasso viscerale e’, infatti, grasso metabolicamente attivo che, se presente in quantita’ eccessive, puo’ aumentare il rischio di malattie croniche. Un valido presidio farmacologico per il sovrappeso e la riduzione del grasso viscerale, accompagnato da un cambio di abitudini alimentari e di attivita’ fisica, e’ fornito da orlistat 60 mg, in vendita in Italia dallo scorso novembre senza obbligo di ricetta, e recentemente al centro di una polemica sollevata da “Altroconsumo”. A tale proposito il neopresidente Sio, professor Roberto Vettor commenta: “Hanno messo in dubbio i livelli di sicurezza e la gestione ‘fai da te’ di orlistat 60 mg. In risposta a cio’ mi preme sottolineare che esistono oltre 100 studi clinici su questo prodotto che ne confermano la sicurezza. Inoltre parliamo di un prodotto che e’ gia’ in commercio come farmaco da banco in 27 paesi europei (oltre che in Norvegia e negli Stati Uniti), a seguito di un’approfondita valutazione da parte dell’Agenzia europea che si e’ focalizzata in particolare sulla sicurezza e sul corretto utilizzo da parte dei pazienti. La presenza anche in Italia di orlistat 60 mg come farmaco senza obbligo di prescrizione medica con la possibilita’ di comunicare direttamente al pubblico favorirebbe un’informazione piu’ ampia e completa per conoscere i benefici che il prodotto puo’ fornire”. (AGI) Red/Eli (Segue)