(AGI) – Milano, 7 set. – La decisione dell’associazione confindustriale non e’ stata dettata da richieste di Fiat. “La Fiat non ha spinto – ha argomentato Ceccardi – tutte le 12mila aziende associate hanno bisogno di tornare competitive”.
Per l’industriale mantovano e’ necessario “cambiare le relazioni sindacali”. “Non e’ possibile che 5 persone, e dico 5 per dire 55, che scioperano fanno chiudere uno stabilimento da 500 persone – ha aggiunto – dobbiamo recuperare efficienza: solo cosi’ non perderemo posti di lavoro, e ne abbiamo gia’ persi abbastanza”. Il consiglio direttivo di Federmeccanica si e’ soffermato anche sul caso-Pomigliano: “dal dibattito – spiega la nota letta da Ceccardi – e’ emerso il convincimento unanime che e’ necessario proseguire con determinazione nell’adeguamento delle relazioni industriali, sindacali e contrattuali alla domanda di maggiore affidabilita’ e flessibilita’ che proviene dalle imprese per consentire loro una migliore tenuta rispetto all’urto della competizione globale”.
Per questo Federmeccanica ha deciso di dare mandato “alla delegazione incaricata delle trattative di proseguire nel lavoro di armonizzazione e adeguamento del contratto nazionale ai principi dell’accordo interconfederale del 15 aprile 2009, con particolare atttezione alla possibilita’ di definire intese mofidicative del contratto nazionale per il governo delle situazioni di crisi e per lo sviluppo economico e occupazionale del territorio e agli istituti e procedere per la sanzionabilita’ degli impianti contrattuali”.
Un proposito a cui Federmeccanica, che ritiene urgente una regolamentazione condivisa del sistema di rappresentanza, ha aggiunto un auspicio, ovvero che “le confederazioni attivino al piu’ presto un tavolo per regolamentare la materia per via pattizia”. Il prossimo appuntamento fra Federmeccanica e i sindacati sara’ il 15 settembre a Roma, quando gli industriali si incontreranno con le sigle che hanno firmato l’accordo dell 2009, ad esclusione quindi della Cgil. Tuttavia, ha concluso Ceccardi, “se decidono di riconoscere quel contratto, sono i benvenuti, porte aperte”. (AGI) Cli/Gla