Archivio per il gennaio, 2008

BRESAOLA: DOPO STOP SANITARIO UE A BRASILE, PROSEGUE POLEMICA

mercoledì, gennaio 30th, 2008

(AGI) – Roma, 30 gen – Dopo lo stop sanitario della Commissione Europea a tutte le importazioni di carne brasiliana in Europa, prosegue la polemica tra Coldiretti, Uniceb e Consorzio di Tutela della Valtellina sull’opportunita’ che il Ministro De Castro perori in sede comunitaria le richieste degli importatori e degli industriali italiani della bresaola. “E’ significativo che a difesa del ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro intervenga l’organizzazione degli importatori di carne, che tutela interessi legittimi i quali sono pero’ in contrasto con quelli degli allevatori e dei consumatori italiani – afferma la Coldiretti – che vorrebbero evitare che nei piatti dei cittadini europei finiscano carni provenienti da zone a rischio di malattie come l’afta epizootica. In quest’ottica, la Coldiretti continua a ritenere quindi “particolarmente grave che un Ministro dell’agricoltura italiana anziche’ proteggere dai rischi per la salute e cercare di valorizzare la produzione Made in Italy di carne bovina, che si trova peraltro in una grave situazione di crisi, intervenga a favore dell’importazione di carne dal Brasile sollecitando per iscritto la Commissione Europea. La decisione e’ stata assunta dalla Ue – ricorda la Coldiretti – nonostante le pressioni esercitate durante la missione nel Paese Sudamericano dal Ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro il quale “ha rappresentato l’esigenza… di richiedere in ambito WTO o nei colloqui bilaterali tra UE e MERCOSUR, uno specifico contingente a dazio zero con l’obiettivo di favorire l’export di carne bovina brasiliana” secondo quanto riferito da un comunicato dello stesso Ministero. Oltre ai rischi sanitari l’importazione agevolata di carne dal Brasile – continua la Coldiretti – determina condizioni di concorrenza sleale nei confronti degli allevatori nazionali che rispettano precise condizioni igienico sanitarie ed hanno adottato un sistema di rintracciabilita’ che garantisce la qualita’ della produzione. Peraltro, l’uso strumentale di una denominazione di grande eco come la bresaola per giustificare importazioni a basso costo ed elevato rischio sanitario e’ – denuncia la Coldiretti – un grave attentato ai veri interessi dell’agricoltura italiana e dei suoi imprenditori a vantaggio del falso Made in Italy che nulla ha a che fare con la materia prima nazionale. Gli arrivi di carne dal Brasile in Italia, nonostante i rischi, sono aumentati – conclude la Coldiretti – del 18 per cento nel 2007 ed oggi l’Italia importa oltre il 15 per cento delle 300mila tonnellate di carni bovine spedite dal Brasile nell’Unione Europea.(AGI)
Ale

GDF SGOMINA VASTO GIRO RICETTAZIONE ALIMENTARI CONTRAFFATTI

mercoledì, gennaio 30th, 2008

(AGI) – Salerno, 30 gen – Vasto giro di ricettazione di prodotti alimentari sgominato dalla Guardia di Finanza di Scafati. La vasta operazione, in corso nell’agro sarnese, ha preso le mosse da un intervento in materia di codice del consumo, effettuato qualche mese addietro da militari del nucleo mobile della compagnia di Scafati. Gli investigatori hanno concentrato inizialmente la propria attenzione su 9.000 scatole di pomodori pelati con etichetta in lingua francese, sottoposte ad un preliminare sequestro amministrativo per violazione alla normativa in materia di etichettatura dei prodotti.
Non e’ sfuggita, pero’, ai finanzieri la quantita’ di prodotti alimentari e cosmetici che presentavano anomalie e stranezze nelle etichettature e nei marchi, sicche’ sono state avviate una serie di attivita’ di intelligence onde verificare natura, provenienza e veridicita’ delle merci presenti negli esercizi commerciali controllati. L’intenso approfondimento investigativo, durato circa quattro mesi e coordinato dalla procura della repubblica presso il tribunale di Nocera inferiore, ha avvalorato le prime intuizioni, facendo emergere un quadro di illegalita’ diffuso e capillare. Eclatante e’ stata la scoperta di un ingentissimo quantitativo di prodotti di provenienza furtiva, contraffatti o immessi in commercio fraudolentemente, la cui somma arriva alla cifra impressionante di 100.000 pezzi: si tratta di prosciutti di parma, vini del chianti e del territorio del Montalcino, bottiglie di champagne di noti marchi, confezioni di un popolare amaro italiano di provenienza furtiva e con contrassegni di stato falsi, biscotti per neonati di dubbia provenienza, pomodori pelati e legumi in scatola immessi in commercio in frode dei consumatori, alimenti scaduti.
Nel corso degli accertamenti sulle merci, i finanzieri hanno anche riscontrato nella piu’ importante delle strutture controllate, un cash and carry all’ingrosso di Scafati, gravissime violazioni alla normativa sanitaria, con presenza all’interno dei locali – sottoposti poi a sequestro durante le indagini – di sporcizia, roditori morti, esche avvelenate, assoluta inidoneita’ delle celle frigorifere. L’intera struttura e’ risultata, peraltro, priva di qualsivoglia autorizzazione amministrativo-sanitaria. L’operazione ha condotto all’emissione, da parte dell’ufficio del giudice delle indagini preliminari del tribunale di Nocera inferiore, su richiesta della locale procura della repubblica, di due ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico dei titolari del cash and carry all’ingrosso, cui sono stati contestati la ricettazione e l’inquinamento del quadro probatorio, attuato attraverso il reperimento di fatture “di comodo”, atte a giustificare la presenza di merci di provenienza illecita. L’indagine ha anche portato alla denuncia a piede libero di altri tre imprenditori: uno per ricettazione e frode in commercio e altri due per aver fornito la falsa documentazione attestante la lecita provenienza dei prodotti sequestrati.(AGI)
Red/Ale

PREZZI: COLDIRETTI,CARNE RINCARA 20 VOLTE DA STALLA A TAVOLA

mercoledì, gennaio 30th, 2008

(AGI) – Roma, 30 gen – Per il maiale – sostiene la Coldiretti – si e’ verificato un crollo del 10 per cento del compenso riconosciuto agli allevatori nelle stalle al quale non ha fatto seguito una analoga riduzione dei listini per i consumatori. Il prezzo dei salumi per i cittadini e’ aumentato (+ 2,7 per cento) nonostante che – sottolinea la Coldiretti – i maiali cresciuti in Italia vengano pagati agli allevatori ad un valore attorno a 1,25 euro al chilo che non riesce nemmeno a coprire i costi di produzione. Il risultato e’ che il prezzo del maiale dalla stalla alla tavola moltiplica per cinque se si acquista la braciola, per dieci se si compra il salame e per oltre venti volte se e’ il prosciutto a finire nella busta della spesa, con l’effetto che gli acquisti familiari di carne suina e salumi si sono ridotti del 2,3 per cento nel 2007. Non cambia la situazione – continua la Coldiretti – per il prezzo del coniglio che aumenta del 430 per cento dalla stalla alla tavola a causa delle distorsioni nella distribuzione commerciale che mettono a rischio i consumi, ma anche il primato nell’allevamento dell’Italia che e’ il primo produttore europeo e il secondo a livello mondiale dopo la Cina. Il prezzo medio pagato dai consumatori si avvicina agli 8 euro al chilo mentre agli allevatori e’ riconosciuto un importo – sottolinea la Coldiretti – di circa 1,5 euro al chilo che mette a rischio la sopravvivenza dei circa 5mila allevamenti presenti in Italia. In difficolta’ anche il settore dell’allevamento bovino dove nonostante la forte dipendenza dall’estero con un grado di approvvigionamento della carne, che e’ attualmente sceso addirittura al di sotto del 50 per cento, il Ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro e’ intervenuto sulla Commissione Europea per favorire l’importazione di carne brasiliana nonostante l’allarme di natura sanitaria lanciato dall’Unione Europea che per la mancanza di garanzia ha deciso forti limitazioni per evitare che nei piatti dei cittadini europei finiscano carni provenienti da zone a rischio di malattie come l’afta epizootica. Un comportamento grave che rischia di aumentare la gia’ difficile situazione di mercato con i prezzi in calo negli allevamenti ed in aumento sul mercato con una riduzione nei consumi del 4,2 per cento nei primi dieci mesi del 2007 secondo i dati Ismea Ac Nielsen. Un discorso a parte – conclude la Coldiretti – merita il settore della carne di pollo che, dopo la forte crisi attraversata a seguito dell’emergenza aviaria che ha provocato una psicosi nei consumi, e’ tornata su livelli precedenti la crisi con consumi in aumento dell’11 per cento.(AGI)
Red/Ale

AGROALIMENTARE: UE PROPONE ETICHETTE PIU’ CHIARE PER CIBI

mercoledì, gennaio 30th, 2008

(AGI) – Bruxelles, 30 gen. – Etichette piu’ chiare, scritte piu’ grandi, e sul fronte dei prodotti invece che sul retro, e indicazioni sulle proprieta’ nutrizionali e sulle sostanze allergizzanti. Sono queste le principali modifiche proposte dalla Commissione europea alla legislazione comunitaria sull’etichettatura dei cibi.
“Le etichette dei prodotti alimentari possono avere un ruolo importantissimo nell’influenzare le decisioni di acquisto da parte dei consumatori”, ha dichiarato il commissario Ue per la Salue, Markos Kyprianou, “etichette confuse, sovracchariche di informazioni o fuorvianti sono piu’ d’ostacolo che di aiuto per i consumatori”. Con questa proposta quindi la Commissione vuole “assicurare che le etichette degli alimenti rechino le informazioni essenziali in modo chiaro e leggibile per consentire ai cittadini dell’Ue di fare scelte nutrizionali equilibrate”. Tra le priorita’ dell’esecutivo comunitario, spiega una nota, e’ la promozione di un’alimentazione piu’ sana. Per questo le etichette dovranno riportare sulla confezione le informazioni sull’apporto energetico, il tenore dei grassi, i grassi saturi e i carboidrati, con un riferimento specifico al contenuto di zuccheri e sale per porzione o per 100 ml/g di prodotto. Su tutti questi elementi inoltre deve essere indicata la loro proporzione rispetto ai consumi di riferimento, come ad esempio la dose giornaliera raccomandata. Le etichette poi, secondo la proposta, dovranno essere leggibili in tutti e ventisette gli Stati membri, con scritte chiare con caratteri non inferiori ai 3 millimetri e con le informazioni volontarie che non contraddicano quelle obbligatorie. Per tutti gli alimenti infine, anche quelli venduti sfusi o serviti nei ristoranti, si dovranno riportare le informazioni sugli allergeni per proteggere le persone sensibili a queste sostanze.
Il testo legislativo presentato oggi e’ stato messo a punto dopo un ampia consultazione con i rappresentanti del settore e, assicura la Commissione, portera’ benefici al settore perche’ introdurra’ un quadro legislativo piu’ chiaro e armonizzato.
(AGI)
Mmo

PREZZI: COLDIRETTI, CARNE RINCARA 20 VOLTE DA STALLA A TAVOLA

mercoledì, gennaio 30th, 2008

(AGI) – Roma, 30 gen. – Per il maiale – sostiene la Coldiretti – si e’ verificato un crollo del 10 per cento del compenso riconosciuto agli allevatori nelle stalle al quale non ha fatto seguito una analoga riduzione dei listini per i consumatori. Il prezzo dei salumi per i cittadini e’ aumentato (+ 2,7 per cento) nonostante che – sottolinea la Coldiretti – i maiali cresciuti in Italia vengano pagati agli allevatori ad un valore attorno a 1,25 euro al chilo che non riesce nemmeno a coprire i costi di produzione. Il risultato e’ che il prezzo del maiale dalla stalla alla tavola moltiplica per cinque se si acquista la braciola, per dieci se si compra il salame e per oltre venti volte se e’ il prosciutto a finire nella busta della spesa, con l’effetto che gli acquisti familiari di carne suina e salumi si sono ridotti del 2,3 per cento nel 2007. Non cambia la situazione – continua la Coldiretti – per il prezzo del coniglio che aumenta del 430 per cento dalla stalla alla tavola a causa delle distorsioni nella distribuzione commerciale che mettono a rischio i consumi, ma anche il primato nell’allevamento dell’Italia che e’ il primo produttore europeo e il secondo a livello mondiale dopo la Cina. Il prezzo medio pagato dai consumatori si avvicina agli 8 euro al chilo mentre agli allevatori e’ riconosciuto un importo – sottolinea la Coldiretti – di circa 1,5 euro al chilo che mette a rischio la sopravvivenza dei circa 5mila allevamenti presenti in Italia. In difficolta’ anche il settore dell’allevamento bovino dove nonostante la forte dipendenza dall’estero con un grado di approvvigionamento della carne, che e’ attualmente sceso addirittura al di sotto del 50 per cento, il Ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro e’ intervenuto sulla Commissione Europea per favorire l’importazione di carne brasiliana nonostante l’allarme di natura sanitaria lanciato dall’Unione Europea che per la mancanza di garanzia ha deciso forti limitazioni per evitare che nei piatti dei cittadini europei finiscano carni provenienti da zone a rischio di malattie come l’afta epizootica. Un comportamento grave che rischia di aumentare la gia’ difficile situazione di mercato con i prezzi in calo negli allevamenti ed in aumento sul mercato con una riduzione nei consumi del 4,2 per cento nei primi dieci mesi del 2007 secondo i dati Ismea Ac Nielsen. Un discorso a parte – conclude la Coldiretti – merita il settore della carne di pollo che, dopo la forte crisi attraversata a seguito dell’emergenza aviaria che ha provocato una psicosi nei consumi, e’ tornata su livelli precedenti la crisi con consumi in aumento dell’11 per cento.(AGI)
Red/Ale

AGROALIMENTARE: CIA,OK ETICHETTE CHIARE MA ESSENZIALE ORIGINE

mercoledì, gennaio 30th, 2008

(AGI) – Roma, 30 gen – Un’etichetta piu’ chiara e trasparente e’ un’esigenza avvertita da tempo sia dai consumatori che dai produttori agricoli. La proposta formulata oggi dalla Commissione Ue va, quindi, verso questa direzione, anche se e’ opportuno che per quanto riguarda l’indicazione d’origine vi sia un impegno piu’ preciso proprio per contrastare ogni tipo di falsificazione e valorizzare la qualita’ e la tipicita’ dei prodotti. E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito all’orientamento emerso oggi nell’Esecutivo di Bruxelles con il quale si intende adottare un’etichettatura piu’ rispondente alle necessita’ dei cittadini. La proposta Ue -avverte la Cia- e’ senza dubbio un passo avanti, anche se non definitivo, per permettere ai consumatori di acquistare prodotti che abbiano un’adeguata “carta d’identita’”. Un’etichetta, dunque, che sia leggibile e comprensibile e abbia le informazioni necessarie per fare scelte consapevoli. Sull’indicazione d’origine, che al momento la Commissione propone solo in forma volontaria, occorre, invece, una decisione piu’ precisa. Un’indicazione -sottolinea la Cia- che andrebbe resa obbligatoria per tutti i prodotti. Cosa che, del resto, gia’ avviene per la carne bovina, le uova, gli ortofrutticoli freschi, il miele; mentre per altri, come pollo, olio d’oliva, suini resta in piedi una normativa poco chiara e le decisioni adottate nel nostro Paese hanno suscitato prese di posizione contrastanti da parte dell’Ue.(AGI)
Ale

ACQUA: ACA REPLICA A ASSOCIAZIONI CONSUMATORI

mercoledì, gennaio 30th, 2008

(AGI) – Pescara, 30 gen. – “Poche idee, purtroppo molto confuse quelle della Federconsumatori che oggi ha sfornato numeri al lotto sull’Aca e cifre non rispondenti alla realta’, generando il caos completo”. Questo quanto si legge in una nota del presidente dell’Aca, Bruno Catena, che ricorda di aver avviato opere e investimenti ingenti sul Comune di Chieti, “pur senza aver finora riscosso un solo euro dai cittadini”.
“Inoltre l’Aca – prosegue la nota – non ha mai fatturato per gli utenti di Pescara le bollette del 2004, avendo assunto la gestione della rete pescarese solo nel 2005. Spiace che enti tanto importanti per la tutela dei diritti dei consumatori forniscano ai propri assistiti e a tutti i cittadini dati tanto imprecisi – ha detto il presidente Catena -. Sperando di fare un po’ di chiarezza si ribadisce che effettivamente negli ultimi anni abbiamo registrato un decremento della portata idrica sul nostro territorio causato, come risaputo, dalla siccita’. La portata idrica proviene infatti dall’acqua captata e dalle sorgenti che, per assenza di precipitazioni nevose, si sono ridotte drasticamente”.
Precisando che le bollette degli utenti non hanno nulla a che vedere con le morosita’, il presidente Catena ha ricordato che “non appena l’Aca ha assunto la gestione della rete idrica dei vari comuni, ha subito avviato per ciascuno di essi programmi di investimento. Nello specifico: l’Aca ha assunto la gestione della rete idrica del Comune di Chieti solo dal primo luglio 2007, e subito abbiamo avviato 358 mila euro di lavori per la manutenzione ordinaria e straordinaria, per il riefficientamento dei serbatoi , con un piano di investimenti concordati con il sindaco di Chieti Ricci. Avendo assunto la gestione della rete dallo scorso primo luglio, l’Aca non ha ancora fatturato una sola bolletta ai cittadini, gli utenti di Chieti non hanno pagato un solo euro all’Aca. Tra l’altro le tariffe degli utenti le stabilisce l’Ato, non l’Aca, dunque non comprendiamo il presunto aumento del 60 per cento della bolletta sbandierata dalla Federconsumatori”.
In merito al presunto invio nel 2006 agli utenti di Pescara di bollette per consumi relativi al 2004, l’Aca ha poi precisato “che si tratta di un dato impossibile: l’Aca ha assunto la gestione della rete idrica di Pescara solo il primo gennaio 2005 e non ha emesso fatture per il 2004 che erano ancora di competenza del Comune. In merito all’allarme ambientale, ribadiamo – ha concluso Catena – che l’Aca ha sempre e solo erogato acqua che Asl e Arta, gli unici organismi riconosciuti per legge, hanno analizzato e giudicato potabile”. (AGI)
Com/Plt

AGROALIMENTARE: COLDIRETTI,SU ETICHETTE NO A PRESSIONI LOBBIES

mercoledì, gennaio 30th, 2008

(AGI) – Roma, 30 gen – E’ stata persa un’occasione per rispondere con la trasparenza alle richieste dei consumatori che vogliono conoscere l’origine dei prodotti agricoli contenuti negli alimenti con l’obbligo dell’etichetta di provenienza. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare la nuova proposta di regolamento sull’etichettatura alimentare adottata dalla Commissione europea e sulla quale si dovranno opportunamente esprimere le altre istituzioni. La volonta’ manifestata dalla Commissione Europea di mantenere l’indicazione dell’origine degli alimenti come un elemento volontario, la cui obbligatorieta’ resta sempre legata a condizioni e situazioni specifiche e valutate caso per caso, contrasta con l’interesse dei cittadini europei che nel 97 per cento dei casi ritengono che debba essere sempre indicato il luogo di allevamento o coltivazione dei prodotti agricoli contenuti negli alimenti, secondo l’Indagine sulle abitudini alimentari Coldiretti/Swg. Si tratta peraltro – sottolinea la Coldiretti – di una scelta incoerente con le stesse decisioni adottate in precedenza dalla Commissione Europea per fronteggiare i recenti allarmi sanitari come nel caso della mucca pazza (Bse) che ha portato all’obbligo di indicare in etichetta l’origine della carne bovina. Secondo il regolamento l’indicazione dell’origine e’ obbligatoria solo quando ‘l’omissione di tale indicazione possa indurre in errore il consumatore circa l’origine o la provenienza effettiva dell’alimento’, con la possibilita’ possibilita’ per gli Stati membri di richiedere, attraverso una procedura di notifica alla Commissione, alcune indicazioni obbligatorie addizionali (oltre a quelle previste) per talune categorie di alimenti, giustificate in ragione della prevenzione della frodi e della protezione della salute pubblica e dei consumatori nonche’ dei diritti di proprieta’ commerciale e industriale, di indicazioni di provenienza, di denominazioni d’origine e di repressione della concorrenza sleale. Un ulteriore vincolo e’ stato introdotto specificatamente per l’origine. La nuova proposta di regolamento prevede che uno Stato Membro possa introdurre misure addizionali riguardanti l’indicazione obbligatoria dell’origine o della provenienza di un alimento, solo nel caso in cui vi sia un legame, dimostrato, tra alcune caratteristiche del prodotto e la sua origine e che la maggior parte dei consumatori attribuisce un valore significativo all’indicazione dell’origine di quello specifico alimento, ma escludendo da tale possibilita’ tutti quei prodotti per i quali gia’ esiste una normativa comunitaria che disciplini l’etichettatura degli stessi in materia di origine, sia essa volontaria od obbligatoria.(AGI)

Red/Ale (Segue)

AGROALIMENTARE:ETICHETTE UE, OK CONSUMATORI,CRITICHE INDUSTRIE

mercoledì, gennaio 30th, 2008

(AGI) – Bruxelles, 30 gen. – Le nuove etichette per i cibi proposte dalla Commissione Ue piacciono ai consumatori europei, anche se avrebbero preferito piu’ chiarezza, ma sollevano le critiche delle industrie agroalimentari.
“Accogliamo con favore l’intenzione della Commissione di imporre regole obbligatorie all’industria agroalimentare sull’etichettatura dei cibi”, ha dichiarato Monique Goyens, direttrice dell’associazione dei consumatori europei Beuc. La proposta dell’esecutivo comunitario pero’, secondo Goyens, “per essere veramente significativa dovrebbe imporre informazioni esaustive e facilmente comprensibili”.
In particolare la Beuc avrebbe preferito associare alle informazioni nutrizionali un codice con diversi colori per indicare chiaramente il valore di ogni elemento (alto, medio o basso). Alcune informazioni rilevanti per la salute poi rimangono su base volontaria, mentre i consumatori chiedono che siano imposte le indicazioni su tutti gli otto elementi fondamentali: proteine, grassi, grassi saturi, zucchero, sale, caroboidrati, fibre e apporto energetico.
Di parere opposo l’associazione delle industrie agroalimentari europee, Ciaa, che lamenta proprio il passaggio ad un sistema di etichettatura obbligatorio, rispetto al piu’ preferibile sistema su base volontaria. La proposta della Commissione, spiegano gli industriali, impone delle informazioni obbligatorie sui sei elementi da mettere sul fronte, e non piu’ sul retro dei prodotti. Ma la ricerca scientifica, secondo la Ciaa, indica che i consumatori vogliono delle informazioni piu’ semplici e leggibili al colpo d’occhio. Per le industrie agrolimentari poi il testo proposto non tiene conto delle restrizioni della realta’ delle confezioni, che sono in alcuni casi troppo piccole e del necessario spazio da dedicare alla marca. Infine l’obbligatorieta’ dell’indicazione della provenienza di ogni ingrediente e’ considerata “ingestibile”. (AGI)
Mmo

ACQUA: CONSUMATORI, INDAGINE EPIDEMIOLOGICA A PESCARA

mercoledì, gennaio 30th, 2008

(AGI)- Pescara, 30 gen.- Federconsumatori, Adoc e Codici hanno lanciato una serie di iniziative sull’acqua, tra cui la richiesta di un’indagine epidemiologica a Pescara. In particolare le associazioni dei consumatori invitano i cittadini di Pescara a recarsi presso le proprie sedi per effettuare controlli sulle bollette dell’acqua e verificare la loro correttezza. Franco Leone, segretario regionale della Federconsumatori ha fatto notare che gli aumenti sono arrivati anche al 60%, colpendo le famiglie piu’ disagiate e i pensionati.
Secondo Franco Leone, spesso le annualita’ e i costi presenti nelle bollette vengono conteggiati “a fantasia” e “si formano anche sulle morosita’ “. Sempre secondo Leone i cittadini pagano le spese per opere che non sono state mai realizzate.
Luca Piersanti dell’Adoc ha detto che, se entro il 1 luglio, le criticita’ inerenti l’acqua, comprese le tariffe, non saranno affrontate, le associazioni ricorreranno alla class-action, nei confronti di tutti i soggetti responsabili dei danni provocati, Aca e Ato.
Infine sulla potabilita’ dell’acqua nei comuni dell’Ato 4 pescarese, il segretario regionale della Federconcumatori ha invitato gli enti ad avviare al piu’ presto un’indagine epidemiologica sulla popolazione.(AGI)
Cli/Plt

QUALYPIG:-8% PREZZO SUINI MA SALE COSTO CEREALI,SEMI(+50-20%)

mercoledì, gennaio 30th, 2008

(AGI) – Cremona, 30 gen -Nel 2007 il prezzo medio di mercato dei suini e’ diminuito dell’8% rispetto all’anno precedente, ma il costo dei cereali e dei semi oleosi necessari per l’allevamento e’ aumentato rispettivamente del 50 e del 20%. Questi pochi dati fotografano la difficile congiuntura che sta attraversando il settore da diversi mesi. Ad aggravare la situazione sul contesto italiano si aggiunge anche la contrazione dei consumi domestici. Le indagini di Ismea – AC Nielsen mostrano, infatti, che nel periodo compreso tra il mese di gennaio ed il mese di settembre 2007, la domanda si e’ ridotta del 4,6% per la carne fresca e dell’1,1% per i salumi. Ma la crisi del 2007 e di questo primo scorcio del 2008 non e’ solo italiana; e’ generalizzata e investe tutti i Paesi europei. I grandi produttori della Danimarca, dell’Irlanda e dell’Olanda stanno seriamente pensando di delocalizzare gli allevamenti nei Paesi dell’est e in Asia, anche per effetto della sempre piu’ gravosa normativa ambientale europea. Quali sarebbero le conseguenze economiche – anche e soprattutto per i consumatori – di una sempre piu’ decisa tendenza in questo senso? La Commissione di Bruxelles e’ intervenuta lo scorso autunno con il ripristino delle sovvenzioni alle esportazioni e con l’avvio dello stoccaggio privato, ma queste due misure sono state poco efficaci e non hanno risolto i problemi. Il prezzo medio nell’Ue a 27 membri nel corso dell’ultima settimana di dicembre 2007, infatti, e’ stato di appena l’1% superiore al mese precedente. Per una decisa inversione di tendenza, occorrerebbe un aumento della produzione mondiale di materie prime cerealicole ed oleaginose e, soprattutto, sarebbe necessario un incremento delle quotazioni dei suini e dei prodotti derivati. Questo e’ uno degli obbiettivi principali di Qualypig, il Salone della filiera della carne suina italiana in programma a Cremona dal 17 al 19 aprile 2008: dare il giusto valore non solo al prodotto finito, ma ad una filiera in cui operano aziende ai massimi livelli mondiali per quanto riguarda qualita’, salubrita’, igiene e sicurezza per il consumatore.
Il mercato dei suini nella Ue ed in Italia variazioni del 2007 rispetto al 2006:

Prezzo medio dei suini nella Ue – 8%
Prezzo medio dei cereali nella Ue +50%
Prezzo medio dei semi oleosi nella Ue +20%
Consumi domestici carne suina(gen/set in Italia) – 4,6%
Consumi domestici di salumi (gennaio-settembre) – 1,1% .(AGI)

Ale

INCHIESTA GAS: ITALGAS, PROCEDURE CORRETTE, NESSUNA TRUFFA

martedì, gennaio 29th, 2008

(AGI) – Roma, 29 gen. – Italgas conferma l’assoluta correttezza delle procedure di misurazione ed esclude qualsiasi truffa a carico dei consumatori finali. E’ quanto precisa la societa’ in una nota.
Italgas, spiega il comunicato, gestisce 6 milioni di contatori per il gas, rispetto ad un parco nazionale contatori di circa 20 milioni ed utilizza i propri contatori nel pieno rispetto della normativa vigente. Dei 6 milioni di contatori Italgas, meno di un terzo, 1,8 milioni, superano i 25 anni. Questi contatori sono oggetto di un piano di sostituzione “fisiologico” iniziato nel 2006, e che si sviluppera’ nei prossimi 5 anni. Cio’ consentira’ ad Italgas di essere ai primi posti in ambito europeo per efficienza ed innovativita’ dei propri contatori.
Come rileviamo dall’edizione odierna del quotidiano La Repubblica, dice ancora Italgas, l’inchiesta della Procura di Milano si e’ accentrata sui contatori di gas domestici e risulta ieri depositata una perizia che, per quanto a nostra conoscenza, non riguarda i contatori di Italgas.
Italgas ricorda agli utenti che qualora verificassero malfunzionamenti dei propri contatori, possono rivolgersi ai propri uffici per una puntuale verifica del loro consumo. (AGI)
Ccc

USA: FIDUCIA CONSUMATORI IN CALO A GENNAIO

martedì, gennaio 29th, 2008

(AGI/REUTERS) – New York, 29 gen. – La fiducia dei consumatori Usa cala a gennaio. L’indice del Conference Board scende a 87,9, contro i 90,6 di dicembre e un po’ meglio di un atteso arretramento a 87,5. Il direttore del Board, Lynn Franco, nota che “i consumatori sono giu’ nel breve termine e la maggior parte si aspetta che la situazione delle imprese e dell’occupazione si deteriori nei prossimi mesi”. L’indice sulla situazione attuale sale da 112,9 a 115,3 e quello sulle aspettative cala da 75,8 a 69,6. (AGI)
Gaa