Archivio per il febbraio, 2008

ALIMENTAZIONE: ‘UNA MELA AL GIORNO’, A SCUOLA IL MANGIAR SANO

mercoledì, febbraio 27th, 2008

(AGI) – Bologna, 27 feb. –E’ stata presentata oggi a Bologna l’iniziativa “Una mela al giorno… il piacere che fa star bene”, un progetto interistituzionale che ha ottenuto il patrocinio del Ministero della Salute, delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e della Pubblica Istruzione. “Una mela al giorno…”, promosso dalla LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) ha lo scopo di diffondere l’informazione sulla corretta alimentazione fin dai primi anni di scuola e di promuovere il consumo di mele come elemento significativo per mantenersi in buona salute. Oltre che a Bologna, anche a Milano, Salerno e Biella, i ragazzi di numerose scuole primarie riceveranno freschissime mele, opportunamente confezionate, e un opuscolo informativo sull’importanza di seguire una corretta alimentazione con uno speciale approfondimento sulle proprietà organolettiche della mela e delle sue tante varietà. “Una mela al giorno…” è uno dei detti popolari che ha trovato nella ricerca scientifica una puntuale e precisa conferma. I più importanti oncologi internazionali hanno, infatti, dimostrato che i consumatori di una mela o più al giorno hanno un rischio per tumore nettamente inferiore rispetto a chi non ne consuma. La mela contiene numerosissime sostanze: polifenoli, vitamine, sali minerali, fibre che riducono le attività ossidanti e i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento e dell’induzione dei tumori. Oltre all’attività antitumorale il consumo di mele riduce l’ipercolesterolomia, i danni da diabete, le patologie dentarie e l’invecchiamento cutaneo. (AGI)

Mir/Red

PETROLIO: CONSUMATORI, DA AUMENTI RICADUTE PESANTI SU FAMIGLIE

mercoledì, febbraio 27th, 2008

(AGI) – Roma, 27 feb. – Allarme caro-greggio di Adusbef e Federconsumatori che chiedono “rapidi interventi per calmierare i costi e i prezzi dei prodotti energetici”: il totale delle ricadute sulle famiglie calcolano, e’ pari a 490 euro annui con una stima inflattiva di circa 1,7% sulla spesa annuale delle famiglie.

Con il petrolio a oltre 100 dollari al barile la situazione, sostengono Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, “deve preoccupare alquanto sia le famiglie italiane, sia i responsabili istituzionali. Infatti per costi diretti le famiglie si troveranno a dover affrontare costi piu’ elevati per servizi e beni fondamentali che li riguardano: per i carburanti con una ricaduta annua di 140 euro; per il riscaldamento domestico 150 euro annui in piu’; per la luce ed il gas 200 euro in piu’ all’anno”. Vi sono poi i costi indiretti che incideranno nella determinazione dei prezzi dei beni di largo consumo a causa di tre questioni fondamentali: la prima causata da maggiori costi trasporto pari a 90 euro annui; la seconda e’ relativa all’aumento del costo della Virgin Naphta, la materia prima ricavata dal petrolio che le industrie utilizzano per la trasformazione chimica, stimato attorno a 180 euro annui. La terza questione, proseguono, attiene ai costi energetici per le trasformazioni industriali con esclusione di quelle alimentari. Tale ricaduta e’ stimata attorno a 160 euro annui. Questo secondo totale relativo alle ricadute indirette e’ pari a 430 euro all’anno, con una stima inflattiva di circa l’1,4%. Complessivamente l’aumento inflattivo, per costi diretti ed indiretti, si attesterebbe al 3,1%. (AGI)

Mar

LA NOTIZIA: EURO E PETROLIO, CORSA SENZA OSTACOLI (ORE 14)

mercoledì, febbraio 27th, 2008

(AGI) – Roma, 27 feb. – E’ una corsa senza freni quella dell’euro e del petrolio che continuano a macinare record. Il Supereuro ha sfondato ieri sera sulla piazza di New York la soglia psicologica di 1,50 dollari spingendosi fino a 1,5048. Ma gia’ stamane nei primi scambi in Europa la moneta unica e’ volata a 1,5087 dollari puntando diritto verso quota 1,51. Il petrolio dal canto suo schizza sempre piu’ in alto spinto dalle attese di un taglio della produzione da parte dell’Opec nel vertice della prossima settimana. Il light crude ha superato, sui circuiti elettronici, quota 102 dollari. Anche il Brent ha toccato un nuovo massimo storico a 101,50 dollari.

A mettere le ali alla divisa europea sono i segnali allarmanti che continuano ad arrivare da Oltreoceano e alimentano i timori per l’economia statunitense. I rischi di inflazione, rilanciati ieri dal dato sui prezzi alla produzione, e il crollo della fiducia dei consumatori ai minimi da cinque anni, hanno risvegliato i fantasmi della stagflazione, ossia di un’inflazione a livelli elevati in presenza di una crescita assente. Complice anche l’attesa dei mercati per l’intervento del presidente della Fed, Ben Bernanke, che secondo gli investitori dovrebbe confermare la tendenza a una politica ribassista dei tassi da parte della banca centrale Usa.

Sui mercati il rally delle commodity sostiene intanto energetici e minerari ma i listini del Vecchio Continente viaggiano sotto la parita’, penalizzati dai bancari, con gli occhi puntati su Wall Street. Londra perde lo 0,56%, Parigi cede lo 0,5%, Francoforte arretra dello 0,36% e Milano registra un -0,1%. Anche per la piazza americana si prevede un avvio in territorio negativo. (AGI)

Gio

PREZZI: LATTE, INCONTRO CON CASTRO AL MIPAAF

mercoledì, febbraio 27th, 2008

(AGI) – Roma, 27 feb. – Continua l’attivita’ congiunta del Mipaaf e del Garante per la sorveglianza dei prezzi. Oggi presso il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, alla presenza del Ministro Paolo De Castro, il Garante Antonio Lirosi ha incontrato i rappresentanti della trasformazione, della distribuzione e del commercio del latte fresco per mettere a fuoco possibili soluzioni alle attuali tensioni del prezzo al consumo. “Abbiamo sollecitato la collaborazione delle associazioni per sensibilizzare le loro imprese ad adottare politiche di contenimento del prezzo al consumo del latte fresco: tra queste, l’utilizzo delle vendite promozionali. Abbiamo riscontrato una sostanziale adesione alle nostre richieste e ne attendiamo gli sviluppi”. Cosi’ il Garante al termine dell’incontro. Per parte sua il Ministro ha sottolineato che “Ancora una volta siamo di fronte a dinamiche che nascono da tensioni internazionali dei costi della materia prima. Per altro, ad esempio nel settore cerealicolo, prevediamo da giugno un aumento della produzione dovuto ai provvedimenti presi a livello europeo, come lo sblocco del set-aside. Ci aspettiamo quindi una ricaduta positiva per i consumatori. Per quanto riguarda lo specifico settore del latte – ha proseguito De Castro – ho gia’ richiesto in sede europea l’aumento delle quote latte, ulteriore fattore che puo’ contribuire a raffreddare i prezzi al consumo”. Nell’odierno incontro al Mipaaf si sono esaminate le dinamiche e i problemi del settore latte, e si e’ appurata la presenza sul mercato di livelli di prezzo che variano in relazione alla tipologia del servizio, del punto vendita e delle citta’. Al tavolo sono state anche rilevate le numerose segnalazioni riguardanti aumenti del prezzo del latte ricevute dal numero verde delle Camere di commercio in questi primi due giorni di attivazione (40 sulle 750 telefonate pervenute). A fine aprile il tavolo latte sara’ convocato nuovamente presso il Mipaaf per una ulteriore verifica dell’andamento dei prezzi al consumo. (AGI)

Red/Est

POLLAME: SU GAZZETTA UFF. OBBLIGO ETICHETTA ORIGINE PER POLLI

mercoledì, febbraio 27th, 2008

(AGI) – Roma, 27 feb. – E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale N.48/2008 l’Ordinanza del Ministro della Salute che obbliga ad indicare in etichetta l’origine della carne di pollo in vendita per tutto il 2008, nell’ambito delle misure di protezione e sorveglianza contro l’influenza aviaria e garantire quindi la salvaguardia dello stato sanitario del patrimonio avicolo nazionale e comunitario. E’ quanto afferma la Coldiretti in merito alla decisione di prorogare al 31 dicembre 2008 le norme emanate nell’agosto del 2005 a seguito dell’emergenza causata dalla diffusione dell’influenza aviaria dai polli all’uomo e della necessita’ di risollevare il mercato della carne avicola crollato per la disaffezione dei consumatori preoccupati dalla malattia. Le disposizioni in materia di etichettatura e, in particolare, l’obbligo di indicare l’origine della carne, rivestono – osserva la Coldiretti – un’importanza fondamentale, in quanto, garantendo la completa tracciabilita’ del prodotto, agevolano il sistema dei controlli e tutelano la salute dei consumatori ed il loro diritto alla corretta informazione, che si sostanzia nella trasparenza delle indicazioni riportate in etichetta In aggiunta alle indicazioni obbligatorie previste dalla normativa in materia di etichettatura dei prodotti alimentari, di cui al Decreto legislativo 109/92, si prevede che – conclude la Coldiretti – gli operatori che intervengono nella fase di macellazione e di sezionamento e i soggetti che importano nel territorio italiano animali vivi da macellare, o carni fresche da sezionare o gia’ sezionate da commercializzare, debbano riportare in etichetta le informazioni necessarie a ripercorrere con esattezza la storia dell’animale. (AGI)

Red/Est

TLC:CONSUMATORI,INGIUSTIFICATA SENTENZA TAR SU CREDITO RESIDUO

mercoledì, febbraio 27th, 2008

(AGI) – Roma, 27 feb. – I consumatori dissentono dalla sentenza del Tar del Lazio secondo cui non e’ congruo il termine di 45 giorni stabilito dall’Agcom perche’ Telecom e Wind riconoscano il credito residuo (ossia i soldi anticipati dall’utente per l’acquisto di ricariche e poi non utilizzati perche’ si e’ cambiato gestore o si e’ recessi dal contratto). In una nota l’Adiconsum fa sapere che sono invece “piu’ che sufficienti 45 giorni per restituire ai consumatori il credito residuo”. Ad avviso di Adiconsum il pronunciamento del Tribunale e’ ingiustificato. “Occorre solo che i gestori si organizzino meglio”, afferma Paolo Landi, segretario generale Adiconsum. (AGI)

Red

ENERGIA: ALBANIA, OK A PRIVATIZZAZIONE DISTRIBUZIONE ELETTRICA

mercoledì, febbraio 27th, 2008

(AGI) – Tirana, 27 feb. – Il governo albanese ha approvato il progetto di legge per la privatizzazione del settore distribuzione dell’ente elettrico nazionale KESH su proposta del Ministero della economia e della energia. Il processo di privatizzazione si avvarra’ della consulenza della Banca Mondiale e dovrebbe concludersi entro 18 mesi.

Il premier Sali Berisha ha voluto sottolineare che il processo si svolgera’ all’insegna della massina trasparenza e nel rispetto delle procedure internazionali. La drammatica situazione in cui versa il sistema energetico albanese ed in particolare l’ente elettrico Kesh rende estremamente difficile – peraltro a detta di molti osservatori- l’interesse di societa’ internazionali verso il settore piu’ disastrato, quello della distribuzione, caratterizzato da una rete antiquata ed una propensione da parte dei consumatori a non pagare l’energia la cui erogazione tra l’altro non e’ mai assicurata per l’intera giornata.(AGI)

Cle/Ba/Sec/Sma

MILLEPROROGHE: MANZIONE,E’ MILLEMARCHETTE INTERVENGA QUIRINALE

mercoledì, febbraio 27th, 2008

(AGI) – Roma, 27 feb. – “Ancora una volta il Parlamento sta per licenziare una normativa, questa Milleproroghe che io ho ribattezzato Millemarchette, che e’ l’ipologo emblematico di un modo indecente di legiferare”. Lo dice il senatore dell’UD per i Consumatori, Roberto Manzione. “Ecco perche’ quale estremo atto, avendo verificato l’inutilita’ di ogni richiamo ad un senso di responsabilita’ ormai scomparso in quest’aula, mi sono rivolto al Presidente della Repubblica per chiedergli, con rispetto, un puntuale esercizio delle sue prerogative. Questo provvedimento, che sconta complessivamente il parere contrario della Commissione Bilancio, e’ senza effettiva copertura ed e’ infarcito di macroscopiche illegittimita’ di rango costituzionale. Non merita, pertanto , di essere promulgato. Non posso rassegnarmi all’idea -dice Manzione- di un Quirinale che decide di intervenire quando, con il decreto legge sull’Elezione Day, si toccano le prerogative dei vari partiti, e rimane invece silente quando tutti i partiti ledono inesorabilmente gli interessi del corpo elettorale. Io non mi rassegno ad una Italia cosi’ e combattero’ con tutte le mie forze per cambiarla. Ecco perche’ annuncio il voto contrario di Unione Democratica per i Consumatori”. Roberto Manzione spiega che: “questo provvedimento e’ emblematico di una legislatura che e’ nata debole, anche perche’ taroccata da una pessima legge elettorale che non ha garantito alcuna governabilita’. Ed in questo clima di contagiosa irresponsabilita’ ognuno ha abdicato ai propri doveri. Questa legislatura e questa classe politica verranno ricordate cosi’ come fotografate nel best seller “La Casta” di Rizzo e Stella. Ed il perche’ e’ sotto gli occhi di tutti. Nessun interesse reale per il corpo elettorale, nessun rispetto delle regole democratiche che dovrebbero costituire l’alveo di garanzia nel quale ogni istituzione esercita la propria funzione, nessun pudore nel mettere in campo l’ennesimo assalto alla diligenza della cosa pubblica. Ecco perche’ il provvedimento che approverete e’ pieno di strafalcioni, di regali fatti agli amici di turno, di sperperi incontrollati. Dalla riapertura dei termini per il finanziamento pubblico ai partiti, fino alla spartizione delle nomine ed alla creazioni di inutili nuove postazioni che serviranno ancor piu’ a sperperare le pubbliche risorse. Ed e’ ancora piu’ grave che cio’ accada nel colpevole ed acquiescente silenzio generale, mentre il nostro Paese soffre per una condizione economica sempre piu’ disastrosa”. (AGI)

Els

CONSUMI: ADOC, IL 10% DELLA SPESA FINISCE NELLA PATTUMIERA

mercoledì, febbraio 27th, 2008

(AGI) – Roma, 27 feb. – Ogni anno le famiglie buttano nella pattumiera scaritilimentari per un valore di 561 euro, in media, pari al 10% della spesa totale effettuata. E’ quanto emerge dall’indagine Adoc sui consumi alimentari delle famiglie. I piu’ gettati via sono i prodotti feschi(39% del totale). seguiti dal pane (19%)e dalla frutta e verdura(17%.) “E’ un dato preoccupante – commenta Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – in calo rispetto agli anni precedenti, quando comunque si spendeva meno per la spesa. A seguito delle speculazioni avvenute con l’entrata in vigore dell’euro, infatti, abbiamo assistito a un notevole aumento della spesa familiare destinata ai prodotti alimentari e contestualmente a un calo degli sprechi, che comunque rimangono alti. Destinare il 10% della nostra spesa annua alla pattumiera e’ un lusso che non possiamo piu’ permetterci”. Permangono tuttavia, per l’Adoc, molte cattive abitudini, nate anche a causa dei metodi di vendita utilizzati dai vari esercizi commerciali per rendere piu’ abbordabile o allettante un prodotto. “I consumatori devono imparare ad essere piu’ furbi e consapevoli – continua Pileri – oggi si spreca sia per comprare un prodotto richiesto dal figlio o dal nipote, magari attratto dal regalo allegato, che poi non mangia l’alimento, sia perche’ attirati dalle offerte promozionali, quali ad esempio il 3×2, che con l’illusione di risparmiare ci spingono all’acquisto di un quantitativo di prodotto superiore al necessario. Altro problema sono le confezioni: come puo’ ad esempio un anziano che vive solo consumare in pochi giorni un litro di latte? Le confezioni da mezzo litro ormai, non esistono quasi piu’. Come non esistono i prodotti pronti monoporzione, che obbligano chi vive da solo a dover spendere e sprecare di piu’ della classica famiglia di quattro persone. Considerando il crescente aumento dei nuclei famigliari singoli, e’ un problema che non va sottovalutato’. Anche le feste incidono considerevolmente sugli sprechi di una famiglia. Grandi appuntamenti come il Natale, il Capodanno, la Pasqua e le feste di compleanno, ci spingono ad imbandire la tavola spesso senza fare le debite considerazioni. ‘Se ognuno pensasse – conclude l’Associazione – che con i soldi sprecati per questi appuntamenti, una famiglia potrebbe fare la spesa per circa 2 settimane, forse farebbe acquisti piu’ ponderati.”(AGI)

Red/Sic

GERMANIA: CLIMA FIDUCIA CONSUMATORI STABILE A MARZO

mercoledì, febbraio 27th, 2008

(AGI/REUTERS) – Berlino, 27 feb. – Il clima di fiducia dei consumatori in Germania rimane stabile a marzo a 4,5 punti. Secondo i dati diffusi dalla societa’ di ricerca di mercato Gfk le famiglie restano ottimiste sulla crescita e sui salari ma sono preoccupate per gli effetti della crisi subprime sull’economia.

Per quanto riguarda le aspettative sono aumentate da -4,7 a -0,5 mentre la propensione ai consumi e’ scesa da -8,8 a -15. (AGI)

Gio

GRANO: BARILE (CIA), PREZZO SU MA NON SALE REDDITO AGRICOLTORI

mercoledì, febbraio 27th, 2008

(AGI) – Bari, 27 feb. Se il grano tenero sul mercato di Chicago quota ormai 30 euro al quintale quasi 13 euro in piu’ rispetto ad un anno addietro, il grano duro e’ attestato sui 53 euro, oltre 30 in piu’ rispetto ad un anno prima. Il problema principale, secondo Antonio Barile , presidente della Cia pugliese, regione dove si concentra non solo una parte rilevante della produzione di grano duro ma anche dell’industria molitoria e pastaria, non e’ solo dovuto dalla crescita della domanda pur a fronte di un incremento (+1%) della prodUzione mondiale. ” Se analizziamo i prezzi – precisa – il grano duro quotava nel 1983-84 56mila lire, circa 29 euro, se adeguassimo questo prezzo solo all’inflazione dovremmo immediatamente salire a 56 euro. C’e’ un aumento rispetto all’anno passato quando si e’ scesi ai minimi storici ma ovviamente i consumatori non se ne sono accorti visto che i prezzi al dettaglio non hanno subito flessioni, mentre se ne accorgono oggi dell’incremento del prezzo del pane e della pasta che sicuramente non e’ semplicemente riconducibile al prezzo all’origine del grano”. “Anche l’incremento che si e’ registrato non si traduce direttamente in aumento di reddito per gli agricoltori a fronte degli aumenti di concimi, energia etc – sottolinea ancora Barile – secondo me peraltro l’aumento e’ principalmente determinato dalla speculazione visto che gli agricoltori al momento non detengono piu’ del 20% del prodotto, quindi sta andando a beneficio di chi, comemrcdianti, mediatori, etc., ha acquistato a luglio-agosto scorso a 20-23 euro. In ogni caso l’aumento va a beneficio degli specultori e non certo degli agricoltori, avendo questi in gran parte gia’ venduto”.(AGI)

Sec

GRANO: BARILE (CIA), SALE IL PREZZO MA NON REDDITO AGRICOLTORI

mercoledì, febbraio 27th, 2008

(AGI) – Bari, 27 feb. Se il grano tenero sul mercato di Chicago quota ormai 30 euro al quintale quasi 13 euro in piu’ rispetto ad un anno addietro, il grano duro e’ attestato sui 53 euro, oltre 30 in piu’ rispetto ad un anno prima. Il problema principale, secondo Antonio Barile , presidente della Confederazione italiana agricoltori (Cia) pugliese, regione dove si concentra non solo una parte rilevante della produzione di grano duro ma anche dell’industria molitoria e pastaria, non e’ solo dovuto dalla crescita della domanda pur a fronte di un incremento (+1%) della produzione mondiale.

“Se analizziamo i prezzi – precisa – il grano duro quotava nel 1983-84 56mila lire, circa 29 euro, se adeguassimo questo prezzo solo all’inflazione dovremmo immediatamente salire a 56 euro. C’e’ un aumento rispetto all’anno passato quando si e’ scesi ai minimi storici ma ovviamente i consumatori non se ne sono accorti visto che i prezzi al dettaglio non hanno subito flessioni, mentre se ne accorgono oggi dell’incremento del prezzo del pane e della pasta che sicuramente non e’ semplicemente riconducibile al prezzo all’origine del grano”.

“Anche l’incremento che si e’ registrato non si traduce direttamente in aumento di reddito per gli agricoltori a fronte degli aumenti di concimi, energia etc – sottolinea ancora Barile – secondo me peraltro l’aumento e’ principalmente determinato dalla speculazione visto che gli agricoltori al momento non detengono piu’ del 20% del prodotto, quindi sta andando a beneficio di chi, comemrcdianti, mediatori, etc., ha acquistato a luglio-agosto scorso a 20-23 euro. In ogni caso l’aumento va a beneficio degli speculatori e non certo degli agricoltori, avendo questi in gran parte gia’ venduto”.(AGI)

Sec/Sma

AGROALIMENTARE: APPROVATO DOCUMENTO ‘ITALIAN FOOD FOR LIFE’

mercoledì, febbraio 27th, 2008

(AGI) – Roma, 27 feb. – Sviluppare nuovi cibi capaci di migliorare la salute, produrre alimenti salutari, aumentare la sostenibilita’ dell’industria alimentare italiana. Sono alcuni degli obiettivi del documento strategico approvato dai principali stakeholder dell’agroalimentare italiano, riuniti nel Board della Piattaforma tecnologica nazionale “Italian Food for Life”.

Il documento sulle priorita’ della Piattaforma (Implementation Action Plan), e’ stato elaborato sotto il coordinamento di Daniele Rossi (DG Federalimentare), chairman della Piattaforma nazionale e di alti esponenti dell’Industria alimentare (Barilla, Granarolo, Ferrero, Illycaffe’, Inalca/Cremonini, Saplo/Peroni, Progetto Europa), in collaborazione con autorevoli rappresentanti anche del mondo della ricerca pubblica e privata, tra cui in testa l’Inran, l’Enea e l’Universita’ di Bologna.

Il documento si struttura in 7 pilastri (Alimenti e salute; Qualita’ e produzione dei prodotti alimentari; Scienza del consumatore; Sicurezza alimentare; Sostenibilita’ della produzione; Gestione della catena alimentare; Comunicazione, formazione e trasferimento tecnologico) che coprono tutte le aree scientifiche e tecnologiche inerenti la nutrizione, la produzione/trasformazione di alimenti e la distribuzione, con particolare riferimento agli studi diretti ad assicurare e a mantenere viva la fiducia del consumatore nell’Industria alimentare.

Le priorita’ indicate nell’ambito della Ricerca Alimentare sono di studiare il comportamento dei consumatori in modo da far si’ che “la scelta piu’ semplice sia anche la piu’ salutare”; di sviluppare nuovi cibi capaci di migliorare la salute attraverso la prevenzione dei rischi di alcune malattie legate all’eta’; di produrre alimenti gustosi e al contempo salutari e compatibili con lo stile di vita del consumatore moderno; di produrre innovazioni in grado di ridisegnare e ottimizzare i processi di trasformazione e imballaggio degli alimenti, accrescendo la sostenibilita’ e la competitivita’ dell’Industria alimentare; di adottare un approccio integrato alla sicurezza alimentare che consideri l’intera filiera del prodotto; di determinare la sostenibilita’ dei diversi sistemi produttivi nel tempo; di realizzare modelli innovativi di ricambio generazionale, competenze imprenditoriali e pari opportunita’. (AGI) (AGI) – Roma, 27 feb. – Secondo le industrie agroalimentari italiane, presupposto indispensabile nel perseguimento della modernizzazione del nostro sistema produttivo e’ un crescente stimolo al dialogo e alla collaborazione tra industria e ricerca per elaborare progetti a livello territoriale, nazionale ed europeo, che garantiscano lo sviluppo della nostra industria alimentare senza tradire la fiducia riposta dal consumatore, non piu’ solo italiano, ma cittadino del mondo.

Nel 2007 l’industria alimentare italiana si e’ confermata, con 113 miliardi di euro di fatturato, 6.500 aziende sopra i 9 addetti e 400.000 occupati la seconda industria manifatturiera nazionale, subito dopo il settore metalmeccanico. Esporta quasi 18 miliardi di euro e i mercati del mondo sono il futuro. Insieme ad Agricoltura, Indotto e Distribuzione, liIndustria alimentare e’ al centro della prima filiera economica del Paese. Inoltre acquista e trasforma il 70% delle materie prime agricole ed e’ universalmente riconosciuta come ambasciatrice del Made in Italy nel mondo, dal momento che quasi l’80% dell’export agroalimentare italiano e’ rappresentato da prodotti industriali di marca.

L’industria alimentare italiana – riferisce Federalimentare – investe ogni anno in sicurezza, qualita’ e ricerca il 2,4% del proprio fatturato (oltre 2,7 miliardi di euro). Convinzione comune e’ che solo attraverso la creazione di valore, la ricerca, l’innovazione e il trasferimento di nuove tecnologie le imprese alimentari italiane, spesso troppo piccole e familiari, possono vincere le sfide della globalizzazione. (AGI)

Red/Ing