PREZZI: COLDIRETTI, GONFIATI 5 VOLTE DA CAMPO A TAVOLA
mercoledì, aprile 30th, 2008(AGI) – Roma, 30 apr. – I prezzi dei prodotti alimentari aumentano in media di cinque volte nel percorso dal campo alla tavola, con differenze tra i diversi prodotti che vanno da tre volte per frutta e verdura a quattro per il latte fino a dieci per il pane. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti svolta in occasione delle divulgazione dei dati Istat relativi all’inflazione nel mese di Aprile. Secondo l’analisi della Coldiretti infatti dei circa 467 Euro al mese che ogni famiglia destina per gli acquisti di alimenti e bevande, oltre la meta’, per un valore di ben 238 Euro (51 per cento), va al commercio e ai servizi, 140 (30 per cento) all’industria alimentare e solo 89 (19 per cento) alle imprese agricole. Se dal grano al pane i prezzi – sottolinea la Coldiretti – aumentano di dieci volte (da 0,26 a 2,7 euro al chilo), il prezzo del latte dalla stalla al consumatore moltiplica quasi per quattro da 0,42 a 1,60 euro al litro, mentre le carote di quasi cinque volte da 0,25 a 1,20 euro al chilo secondo il servizio Sms consumatori attivato dall’Ismea. Ancora piu’ grave e’ la situazione nel settore delle carni dove gli allevatori si preparano ad attuare lo sciopero del prosciutto di fronte all’impossibilita’ di far crescere maiali di qualita’ che vengono pagati appena 1,15 euro al chilo, ben al di sotto dei costi di produzione mentre nel biennio 2005 – 2007 secondo il Consorzio le vendite hanno registrato una crescita in volume pari al 5,1 per cento con il prezzo medio al consumo del Prosciutto di Parma che e’ stato pari a circa 24,34 euro/kg. La moltiplicazione dei prezzi dal campo alla tavola – secondo la Coldiretti – dimostra come nella forbice dei prezzi alla produzione e quelli al consumo c’e’ abbastanza spazio per recuperare diseconomie e garantire una adeguata remunerazione agli agricoltori senza aggravare i bilanci delle famiglie con conseguenze negative per i consumi. Serve – sostiene la Coldiretti – una ricomposizione della filiera agroalimentare, i troppi passaggi e le inefficienze odierne che portano i prezzi alle stelle per i consumatori danneggiano le imprese agricole due volte perche’ riducono i margini e favoriscono il calo dei consumi. Lo dimostra il fatto che si e’ verificato un calo degli acquisti familiari del 6,2 per cento per il pane, del 4,2 per cento per gli ortaggi, del 2,6 per cento per la pasta e per il 2,4 per cento per la frutta, secondo Ismea Ac Nielsen nel 2007. L’obiettivo per la prossima legislatura che la Coldiretti ha gia’ presentato al nuovo capo del governo e’ quello di favorire l’apertura in ogni citta’ un mercato per la vendita diretta da parte degli agricoltori di prodotti locali senza intermediazioni per combattere con la trasparenza le speculazioni in agguato.
(AGI)
Red/Est
