Archivio per il gennaio, 2009

CONSUMI: CIA, LA PASTA E’ SEMPRE PIU’ AMATA DAGLI ITALIANI

venerdì, gennaio 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 gen – I rincari, pur elevati (con punte del 30-35 per cento), non hanno incrinato la passione degli italiani per la pasta. Dopo una momentanea crisi registrata nella prima meta’ del 2007, i consumi del piatto nazionale per eccellenza sono tornati a crescere: tra il 2 e il 2,5 per cento nel corso del 2008 rispetto all’anno precedente. E’ quanto segnala la Cia-Confederazione italiana agricoltori sulla base delle ultime rilevazioni dell’Ismea-ACNielsen.

Gli italiani, dunque, non hanno tradito il loro amore per la pasta. Neanche i forti aumenti dei prezzi sono riusciti ad allontanare un buon piatto di pasta dalle nostre tavole. Sta di fatto che -nota la Cia- proprio gli italiani continuano ad essere i primi consumatori al mondo di spaghetti, rigatoni, bucatini, lasagne, cannelloni: oltre 28 chili pro-capite l’anno (il 37 per cento a Nord, il 23 per cento al Centro e il 40 per cento al Sud). A seguire, ma ben distanziati, i venezuelani (13 chili pro-capite), i tunisini (11,8 chili pro-capite), i greci (10,3 chili pro-capite), gli svizzeri (9,5 chili pro-capite), gli svedesi e gli statunitensi (9 chili pro-capite).

I consumi di pasta di un italiano, quindi, sono tre volte superiori -afferma la Cia- a quelli di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiori a quelli di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiori a quelli di un giapponese.

Il valore economico della pasta -avverte la Cia- continua cosi’ a crescere. Nel 2008, secondo le prime stime, la produzione nazionale si dovrebbe avvicinare ai 3,4 milioni di tonnellate (per un fatturato complessivo di circa 4 miliardi di euro).

Seguono gli Stati Uniti con 2 milioni di tonnellate e il Brasile con 1,5 milioni di tonnellate. L’Italia -come rileva anche l’Unipi (Unione industriali pastai italiani)- copre il 26 per cento della produzione mondiale di pasta e il 74,7 per cento di quella europea. In pratica, un piatto di pasta su quattro mangiato nel mondo e tre su quattro nell’Ue e’ “made in Italy”.(AGI)

Red/Ale (Segue)

EURISPES: CRISI, IL SISTEMA ITALIA TIENE

venerdì, gennaio 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 gen. – Intanto l’83,4% dei cittadini sono convinti che i prezzi in Italia abbiano subito ulteriori aumenti nel corso dell’ultimo anno. Tuttavia, rispetto al 2008 (90,3%), la percentuale di chi segnala l’aumento del carovita e’ diminuita di quasi sette punti percentuali. Eccetto la categoria dei computer e delle spese telefoniche, dove il 50,8% dei consumatori non ha indicato un aumento dei prezzi, in tutte le altre categorie la maggior parte degli italiani concorda sul fatto che nell’ultimo anno i prezzi siano cresciuti. Purtroppo, i beni alimentari risultano essere i maggiori responsabili del carovita: il 93,2% dei cittadini ha infatti indicato un innalzamento dei prezzi proprio in questa categoria di spesa. Anche nel caso dei pasti fuori casi (78,9%) si ritiene ci sia stato un aumento. Il costo del carburante per le auto e la spesa per i trasporti sono cresciuti rispettivamente secondo il 76,6% e il 76,3% dei cittadini. L’abbigliamento e il settore calzaturiero hanno inciso sul carovita secondo il 71,4% degli italiani insieme alle spese per la cura della persona (68,7%), per la salute (66,5%), quelle per i viaggi e le vacanze (66,6%). Il settore immobiliare fa registrare un aumento dei prezzi soprattutto nel caso degli affitti (64,9%) e in misura inferiore (57,1%) nel mercato della compravendita immobiliare. Anche la categoria del cinema/spettacolo (54,1%) e quella dell’arredamento e dei servizi per la casa (52,4%) hanno fatto registrare aumenti per la maggior parte degli italiani. (AGI)

Est (Segue)

PREZZI: COLDIRETTI, – 14% IN CAMPAGNA MA + 4,3% A TAVOLA

venerdì, gennaio 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 gen – Il fatto che i prezzi dei prodotti alimentari siano aumentati del 4,3 per cento al consumo mentre in campagna alla produzione sono diminuiti del 14 per cento dimostra la presenza di forti inefficienze di filiera che non sono giustificabili dalla crisi generale. E’ quanto emerge da una analisi presentata all’Assemblea della Coldiretti sulla base dei dati Istat nel mese di dicembre che evidenzia come i risultati positivi nei consumi interni e nell’export agroalimentare (+ 10 per cento in valore nel 2008) non si sono trasferiti ai consumatori e alla produzione agricola, con una preoccupante riduzione di redditivita’. I prezzi alla produzione dei prodotti agricoli hanno registrato su base annuale una diminuzione del 14 per cento rispetto allo scorso anno, con riduzioni piu’ consistenti proprio per i prodotti che hanno fatto riscontrare le migliori performance sui mercati internazionali con cali per i cereali (- 44 per cento), per l’olio di oliva (- 23 per cento), per i vini (-19 per cento), per gli ortaggi (- 15 per cento) e per il latte (- 8 per cento), sulla base dei dati Ismea relativi a dicembre. Il calo del 14 per cento dei prezzi agricoli alla produzione e’ in netta controtendenza con gli aumenti al consumo su base annuale registrati per gli alimentari (+ 4,3 per cento) rilevati dall’Istat e conferma – sottolinea la Coldiretti – la presenza di forti distorsioni esistenti nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola. Per ogni euro speso dai consumatori in alimenti – denuncia la Coldiretti – ben 60 centesimi vanno alla distribuzione commerciale, 23 all’industria alimentare e solo 17 centesimi agli agricoltori. Questo significa chiaramente che – precisa la Coldiretti – i prezzi sono aumentati in media di cinque volte dal campo alla tavola e che esistono dunque ampi margini da recuperare, con piu’ efficienza, concorrenza e trasparenza, per garantire acquisti convenienti alle famiglie e sostenere il reddito degli agricoltori in un momento di difficolta’ economica. Un caso eclatante e’ quello della pasta che nello stesso periodo ha fatto registrare un aumento dei prezzi vertiginoso e ingiustificato (+ 28 per cento secondo l’Istat) nonostante dall’inizio dell’anno il prezzo del grano duro per la pasta sia piu’ che dimezzato al di sotto dei valori di venti anni fa determinando una situazione drammatica nelle campagne dove – continua la Coldiretti – non si riescono a coprire i costi di produzione e sono crollate le semine e quindi le forniture per la pasta Made in Italy.(AGI)

Red/Ale

CONSUMI: CIA, LA PASTA E’ SEMPRE PIU’ AMATA DAGLI ITALIANI

venerdì, gennaio 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 gen – I rincari, pur elevati (con punte del 30-35 per cento), non hanno incrinato la passione degli italiani per la pasta. Dopo una momentanea crisi registrata nella prima meta’ del 2007, i consumi del piatto nazionale per eccellenza sono tornati a crescere: tra il 2 e il 2,5 per cento nel corso del 2008 rispetto all’anno precedente. E’ quanto segnala la Cia-Confederazione italiana agricoltori sulla base delle ultime rilevazioni dell’Ismea-ACNielsen.

Gli italiani, dunque, non hanno tradito il loro amore per la pasta. Neanche i forti aumenti dei prezzi sono riusciti ad allontanare un buon piatto di pasta dalle nostre tavole. Sta di fatto che -nota la Cia- proprio gli italiani continuano ad essere i primi consumatori al mondo di spaghetti, rigatoni, bucatini, lasagne, cannelloni: oltre 28 chili pro-capite l’anno (il 37 per cento a Nord, il 23 per cento al Centro e il 40 per cento al Sud). A seguire, ma ben distanziati, i venezuelani (13 chili pro-capite), i tunisini (11,8 chili pro-capite), i greci (10,3 chili pro-capite), gli svizzeri (9,5 chili pro-capite), gli svedesi e gli statunitensi (9 chili pro-capite).

I consumi di pasta di un italiano, quindi, sono tre volte superiori -afferma la Cia- a quelli di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiori a quelli di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiori a quelli di un giapponese.

Il valore economico della pasta -avverte la Cia- continua cosi’ a crescere. Nel 2008, secondo le prime stime, la produzione nazionale si dovrebbe avvicinare ai 3,4 milioni di tonnellate (per un fatturato complessivo di circa 4 miliardi di euro). Seguono gli Stati Uniti con 2 milioni di tonnellate e il Brasile con 1,5 milioni di tonnellate. L’Italia -come rileva anche l’Unipi (Unione industriali pastai italiani)- copre il 26 per cento della produzione mondiale di pasta e il 74,7 per cento di quella europea. In pratica, un piatto di pasta su quattro mangiato nel mondo e tre su quattro nell’Ue e’ “made in Italy”.(AGI)

Red/Ale (Segue)

REDDITI AGRICOLI: MARINI, CROLLO E’ COLPA DELLA FILIERA

venerdì, gennaio 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 gen. – “I prezzi dei nostri cereali, del nostro olio, della nostra carne e del nostro latte, della nostra ortofrutta non sono troppo bassi per la crisi. Certo, la crisi avra’ ripercussioni ma non e’ questo il punto poiche’ i prodotti alimentari continuano ad essere acquistati e ben pagati dai consumatori. Il vero problema e’ nel rapporto con la filiera”. Lo ha detto il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, nella sua relazione all’assemblea elettiva della organizzazione toccando la questione del calo dei redditi agricoli.

“Il fatto che nei primi dieci mesi del 2008 le esportazioni dell’agroalimentare italiano sono quelle con un segno positivo piu’ alto e che i consumi alimentari interni, a differenza di altri settori, sono gli unici che complessivamente abbinano retto, sottolinea che se fosse la sola crisi a dettare le regole nel caso della pasta crollerebbero prima i consumi, poi i prezzi e solo dopo il valore dei cereali. Qui e’ accaduto l’opposto, anzi il contrario dell’opposto: c’e’ difficolta’ nelle famiglie e, dunque, il prezzo della pasta e’ aumentato con conseguente crollo dei cereali. Assurdo! Altro che effetto crisi sull’agricoltura. La vera questione agricola, quella dei bassi prezzi dei nostri prodotti, risiede nel fatto che a noi non arriva niente perche’ non abbiamo potere contrattuale sulla filiera”. Una volta e’ la trasformazione, una volta l’intermediazione, una volta la grande distribuzione – ha continuato Marini – sta di fatto che c’e’ sempre qualcuno a dettare le regole. La nostra agricoltura produce maggiore valore aggiunto per ettaro di tutti gli altri Paesi e la dimensione ridotta delle nostre imprese, anziche’ essere un limite per la nostra competitivita’, potrebbe essere un vantaggio”. (AGI)

Bru/Chi

VINI: E’TAILOR MADE LA NUOVA FRONTIERA DEL LUSSO MADE IN ITALY

venerdì, gennaio 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 gen – E’ un vino creato “su misura”, plasmato da zero in base ai gusti e alle esigenze specifiche del cliente, commissionato ad una cantina d’eccellenza proprio come si fa dal sarto di fiducia con un vestito. E’ la nuova frontiera del lusso per i milionari americani, che anche in una fase di crisi internazionale continuano a coltivare le loro costose passioni. Un’idea di Tenuta Valdipiatta (www.valdipiatta.it), griffe del Nobile di Montepulciano, che per prima in Italia ha lanciato un esclusivo servizio per la produzione di vino tailor made: l’azienda offre un personal wine consultant che ascolta attentamente i desideri del cliente, offrendogli la possibilita’ di scegliere i vitigni direttamente nel vigneto, assaggiare i vini in barrique, assemblare a piacere il blend preferito. Fino al risultato finale, un vino unico al mondo, da custodire in cantina o da regalare agli amici.

“I clienti americani che hanno aderito a questa iniziativa – spiega Miriam Caporali, alla guida di Tenuta Valdipiatta – appartengono ad un target molto elevato, sia per cultura che per capacita’ economiche, e cercano l’unicita’ di ogni prodotto ed esperienza. Guidati da una grande passione, prendono piu’ volte l’aereo per venire in Italia dagli Stati Uniti solo per coltivare il loro “tuscan dream” e seguire personalmente il proprio vino, con un investimento economico molto elevato che solo in pochi si possono permettere”. E proprio esclusivita’ e’ la nuova parola d’ordine per consumatori facoltosi di ogni latitudine: in tempi di globalizzazione e di accessibilita’ planetaria a beni fino ad ora riservati ad una piccola e’lite, i milionari superano il concetto di lusso comunemente inteso. La nuova accezione di esclusivita’ non e’ determinata piu’ – o non solo – dal prezzo di un oggetto, ma dal numero di pezzi disponibili e dall’eccezionalita’ del modo in cui viene realizzato. Dalla moda al design, dal food alla cosmetica, anche i brand piu’ prestigiosi puntano sulla personalizzazione. Cosi’ i veri ricchi si vestono, arredano un loft, organizzano una cena e viaggiano con un’ottica customize, grazie a costose ed esclusive soluzioni su misura. Oggi il vero lusso e’ farsi fare una fragranza unica da un famoso maître parfumeur – in Italia i piu’ famosi sono Laura Tonatto e Lorenzo Villoresi – volare fino a Londra per farsi cucire un impeccabile abito su misura da un sarto storico di Savile Row, farsi organizzare da un’agenzia specializzata un esclusivo – quanto costoso – viaggio fuori dalle solite rotte e lontano dagli indirizzi piu’ conosciuti, chiamare a casa uno chef famoso per cucinare una cena esclusiva. Insomma, il vero ricco non si uniforma, ma cerca la sublimazione massima del concetto di unicita’.

Tenuta Valdipiatta e’ una delle cantine che ha rilanciato il territorio storico di Montepulciano, una delle eccellenze del vino di Toscana: di proprieta’ della famiglia Caporali, oggi e’ guidata da Miriam, figlia del fondatore, l’ingegner Giulio Caporali.(AGI)

Ale

PREZZI: COLDIRETTI, – 14% IN CAMPAGNA MA + 4,3% A TAVOLA

venerdì, gennaio 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 gen – Il fatto che i prezzi dei prodotti alimentari siano aumentati del 4,3 per cento al consumo mentre in campagna alla produzione sono diminuiti del 14 per cento dimostra la presenza di forti inefficienze di filiera che non sono giustificabili dalla crisi generale. E’ quanto emerge da una analisi presentata all’Assemblea della Coldiretti sulla base dei dati Istat nel mese di dicembre che evidenzia come i risultati positivi nei consumi interni e nell’export agroalimentare (+ 10 per cento in valore nel 2008) non si sono trasferiti ai consumatori e alla produzione agricola, con una preoccupante riduzione di redditivita’. I prezzi alla produzione dei prodotti agricoli hanno registrato su base annuale una diminuzione del 14 per cento rispetto allo scorso anno, con riduzioni piu’ consistenti proprio per i prodotti che hanno fatto riscontrare le migliori performance sui mercati internazionali con cali per i cereali (- 44 per cento), per l’olio di oliva (- 23 per cento), per i vini (-19 per cento), per gli ortaggi (- 15 per cento) e per il latte (- 8 per cento), sulla base dei dati Ismea relativi a dicembre. Il calo del 14 per cento dei prezzi agricoli alla produzione e’ in netta controtendenza con gli aumenti al consumo su base annuale registrati per gli alimentari (+ 4,3 per cento) rilevati dall’Istat e conferma – sottolinea la Coldiretti – la presenza di forti distorsioni esistenti nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola. Per ogni euro speso dai consumatori in alimenti – denuncia la Coldiretti – ben 60 centesimi vanno alla distribuzione commerciale, 23 all’industria alimentare e solo 17 centesimi agli agricoltori. Questo significa chiaramente che – precisa la Coldiretti – i prezzi sono aumentati in media di cinque volte dal campo alla tavola e che esistono dunque ampi margini da recuperare, con piu’ efficienza, concorrenza e trasparenza, per garantire acquisti convenienti alle famiglie e sostenere il reddito degli agricoltori in un momento di difficolta’ economica. Un caso eclatante e’ quello della pasta che nello stesso periodo ha fatto registrare un aumento dei prezzi vertiginoso e ingiustificato (+ 28 per cento secondo l’Istat) nonostante dall’inizio dell’anno il prezzo del grano duro per la pasta sia piu’ che dimezzato al di sotto dei valori di venti anni fa determinando una situazione drammatica nelle campagne dove – continua la Coldiretti – non si riescono a coprire i costi di produzione e sono crollate le semine e quindi le forniture per la pasta Made in Italy.(AGI)

Red/Ale

EURISPES: CRISI, IL SISTEMA ITALIA TIENE

venerdì, gennaio 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 gen. – Intanto l’83,4% dei cittadini sono convinti che i prezzi in Italia abbiano subito ulteriori aumenti nel corso dell’ultimo anno. Tuttavia, rispetto al 2008 (90,3%), la percentuale di chi segnala l’aumento del carovita e’ diminuita di quasi sette punti percentuali. Eccetto la categoria dei computer e delle spese telefoniche, dove il 50,8% dei consumatori non ha indicato un aumento dei prezzi, in tutte le altre categorie la maggior parte degli italiani concorda sul fatto che nell’ultimo anno i prezzi siano cresciuti. Purtroppo, i beni alimentari risultano essere i maggiori responsabili del carovita: il 93,2% dei cittadini ha infatti indicato un innalzamento dei prezzi proprio in questa categoria di spesa. Anche nel caso dei pasti fuori casi (78,9%) si ritiene ci sia stato un aumento. Il costo del carburante per le auto e la spesa per i trasporti sono cresciuti rispettivamente secondo il 76,6% e il 76,3% dei cittadini. L’abbigliamento e il settore calzaturiero hanno inciso sul carovita secondo il 71,4% degli italiani insieme alle spese per la cura della persona (68,7%), per la salute (66,5%), quelle per i viaggi e le vacanze (66,6%). Il settore immobiliare fa registrare un aumento dei prezzi soprattutto nel caso degli affitti (64,9%) e in misura inferiore (57,1%) nel mercato della compravendita immobiliare. Anche la categoria del cinema/spettacolo (54,1%) e quella dell’arredamento e dei servizi per la casa (52,4%) hanno fatto registrare aumenti per la maggior parte degli italiani. (AGI)

Est

ISAE: RECUPERA A GENNAIO LA FIDUCIA DEI COMMERCIANTI ITALIANI

venerdì, gennaio 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 gen. – In linea con quanto emerso dall’indagine sui consumatori, l’Isae ha rilevato un aumento della fiducia dei commercianti a gennaio da 88,7 a 95,5, dato che si conferma tuttavia su valori ancora storicamente bassi. Meno negativi nel complesso appaiono i giudizi delle imprese sull’andamento corrente degli affari e in lieve recupero emergono anche le aspettative sul volume futuro delle vendite. In ridimensionamento si conferma, infine, il livello delle giacenze. Tra le variabili che non entrano nella definizione di fiducia, tornano positive le attese sul mercato del lavoro e, dopo il forte peggioramento emerso la scorsa rilevazione, recuperano anche le aspettative sul volume futuro degli ordini. Relativamente alla dinamica inflazionistica, sono pero’ date in nuova accelerazione sia quella corrente che quella futura. Guardando alle due tipologie di vendita, la fiducia recupera nella distribuzione tradizionale, ma continua a peggiorare in quella ‘moderna’. L’indicatore destagionalizzato, rimbalzando in prossimita’ del valore dello scorso ottobre, sale infatti da 93 a 108,9 nella prima, scendendo invece da 86,8 a 83,7, nella seconda. (AGI)

Red/Rus

CONSUMI: COLDIRETTI, NEL 2009 RADDOPPIA SPESA DA AGRICOLTORI

venerdì, gennaio 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 gen – Mille mercati gestiti direttamente dagli agricoltori aperti nelle piccole e grandi citta’ per consentire ai cittadini di fare la spesa al giusto prezzo nel tempo della crisi con l’obiettivo di raddoppiare il valore degli acquisti effettuati direttamente dagli imprenditori agricoli. E’ questo l’obiettivo annunciato nel corso della Assemblea elettiva della Coldiretti dove e’ stato aperto il primo mercato degli agricoltori nel centro dell’antica Roma. Gli agricoltori hanno venduto ai prezzi pagati alla produzione che sono vantaggiosissimi per i consumatori: praticamente tutta l’ortofrutta ad un euro al chilo con prodotti ancora piu’ convenienti come i kiwi e le carote offerti a 2 euro per 3 chili o le patate a 2 euro per 5 chili, valori dimezzati rispetto alla media. Un esempio dei tanti “mercati di campagna” amica gia’ operativi con successo sul territorio (www.campagnamica.it) che la Coldiretti punta a moltiplicare per sostenere il progetto per “Una filiera tutta italiana e tutta agricola” che punta sul coinvolgimento, oltre che delle imprese agricole, del sistema dei consorzi agrari (Assocap) e di CoopColdiretti.

Nel 2008 un italiano su due (52 per cento) ha acquistato almeno una volta direttamente dal produttore agricolo, la forma di distribuzione commerciale che ha registrato la maggiore crescita con un fatturato di circa 2,7 miliardi di euro. Si tratta – continua la Coldiretti – di un fenomeno in controtendenza rispetto alla crisi generale perche’ concilia la necessita’ di risparmiare con quella di garantirsi la sicurezza del cibo. Tra le motivazioni di acquisto dell’indagine Swg/Coldiretti spicca infatti la genuinita’ (63 per cento) seguita dal gusto (39 per cento) e dal risparmio (28 per cento). Ma esistono anche – continua la Coldiretti – enormi spazi di crescita con quasi la meta’ (44 per cento) dei consumatori che non effettuano acquisti direttamente dai produttori e che non lo fanno perche’ non sanno a chi rivolgersi o dove andare, tanto che l’88 per cento della popolazione si recherebbe in un farmers market se ce ne fosse uno nella propria zona.

I mercati di Campagna Amica – sottolinea la Coldiretti – rappresentano un momento di comunicazione straordinario tra agricoltori e consumatori per far conoscere direttamente ai cittadini le caratteristiche e il lavoro necessario per realizzare le produzioni Made in Italy e per distinguerle dalle altre anche nei normali canali della distribuzione commerciale, trasferendo sul mercato i valori forti e distintivi dell’agricoltura italiana. Non si tratta dunque solo di una questione economica ma di un canale comunicativo “faccia a faccia” per informare direttamente – precisa la Coldiretti – i consumatori sui valori di genuinita’, sicurezza, distintivita’ territorialita’ che sono propri della produzione agricola italiana e che sono spesso utilizzati senza fondamento da industria e distribuzione commerciale.(AGI)

Ale (Segue)

LA NOTIZIA: EUROPEE, PARTITI PICCOLI PROTESTANO (ORE 19)

giovedì, gennaio 29th, 2009

(AGI) – Roma, 29 gen – I partiti piu’ piccoli non accettano l’accordo Pdl-Pd sulla legge elettorale per le europee, che imporra’, se approvato dal Parlamento e controfirmato da Napolitano, uno sbarramento del 4% per accedere all’assemblea di Strasburgo. Il Comitato per la Democrazia, che riunisce Ps, Prc, Verdi, Sd, Udeur, radicali, Pri, Partito d’Azione, Pli, Liberaldemocratici, Psdi e Movimento dei 101, manifestera’ martedi’ prossimo davanti al Quirinale e dentro Montecitorio.

Proprio alla Camera martedi’ l’aula dovrebbe discutere la riforma.

Diverse le reazioni fra i partiti piu’ piccoli che sono alleati con il centrodestra. In un comunicato Dca, Npsi, Pri e Azione sociale si dichiarano “disponibili” ad accettare uno sbarramento del 4% “per lealta’ nei confronti di Berlusconi e del Pdl”, ma allo stesso tempo considerano “utile presentare liste alle elezioni europee”. Fanno fuoco e fiamme La Destra di Storace e l’Mpa. Il movimento di Lombardo ha addirittura occupato oggi l’aula di Montecitorio. La seduta e’ stata sospesa. Il Presidente della Camera Fini assicura che verra’ applicato “alla lettera il regolamento che prevede il contingentamento dei tempi e tutti comunque avranno la possibilita’ di esprimere le loro opinioni”.

I partiti piu’ piccoli hanno tre armi a loro disposizione: rompere con Pd e Pdl sulle amministrative e negli enti locali; allearsi fra loro per superare lo sbarramento del 4%; ottenere un intervento da parte del Capo dello Stato contro la riforma della legge elettorale “a partita gia’ iniziata”. Elezioni europee ed amministrative si svolgeranno contemporaneamente il 6 e 7 giugno. I partiti piu’ piccoli hanno gia’ cominciato a raccogliere le firme.

I giochi sono in movimento: Mastella propone una lista di emergenza democratica. Nencini preferisce attendere l’approvazione in prima lettura della riforma da parte della Camera. Diliberto propone un unico simbolo con la falce e martello sulla scheda. Ferrero (Prc) gli ribatte: “Oggi vogliamo fare unitariamente una battaglia contro questa nuova legge truffa, contro l’europorcellum. Dare per scontato che questa legge ci sia gia’, vuol soltanto dire fare un favore a Veltroni”. I radicali sono pronti a continuare la battaglia con il Comitato per la democrazia. Vendola vuole un cartello delle sinistre da Rifondazione ai socialisti. Sinistra critica (D’Angeli) preferirebbe una lista unitaria della sinistra di classe e anticapitalista. Il Codacons ricorrera’ alla magistratura e alla Corte costituzionale. Il ministro per l’Attuazione del programma, Giafranco Rotondi, afferma: “Per noi il tema sara’ trovare un simbolo che riassuma le esperienze minori del Pdl”.(AGI)

Red/Mal

FRANA SULL’A3: CONDACONS,AUTOSTRADA DA ABBATTERE E RICOSTRUIRE

giovedì, gennaio 29th, 2009

(AGI) – Catanzaro, 29 gen. – Dopo la frana che si e’ abbattuta sulla Salerno-Reggio Calabria e i disagi che si stanno verificando sull’autostrada, il Codacons ritiene opportuno “radere completamente al suolo la A3 e ricostruirla interamente. La frana che ha colpito la Salerno-Reggio Calabria riporta in evidenza i tanti problemi di tale arteria, spesso al centro delle polemiche politiche e delle denunce dei cittadini – sostiene il Codacons – Crediamo, nell’interesse di milioni di utenti che ogni anno utilizzano l’autostrada, sia giunto il momento di abbattere la A3, e ricostruirla daccapo utilizzando gli strumenti moderni che garantirebbero un servizio migliore e piu’ sicuro agli automobilisti. Considerata la lentezza dei lavori sull’A3, con cantieri aperti da anni e anni, e i relativi costi per collettivita’, riteniamo piu’ conveniente – conclude il Codacons – sia sotto il profilo della spesa che sotto quello della durata dei lavori, radere al suolo la Salerno-Reggio Calabria e provvedere alla sua ricostruzione” (AGI)

Com/Adv

ELETTRICITA’:VIGEVANO,2,3 MLN CLIENTI PASSATI A MERCATO LIBERO

giovedì, gennaio 29th, 2009

(AGI) – Roma, 29 gen. – “In un anno e mezzo circa 2,3 milioni di clienti sono passati dalla maggior tutela al mercato libero, un tasso di trasmigrazione (switching) che e’ in linea con le migliori esperienze europee”. Lo ha sottolineato Paolo Vigevano, amministratore delegato di Acquirente Unico SpA, in occasione della presentazione della ricerca Rie sul comportamento dei clienti tutelati e in particolare quelli del mercato domestico. “La liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica in Italia – ha sottolineato – e’ in linea con il trend europeo, ma la propensione al cambiamento e’ soprattutto dei grandi utenti, ossia delle imprese industriali e commerciali, mentre e’ mediamente bassa fra i consumatori domestici”. In particolare, ha aggiunto Vigevano, “tenendo conto di tali passaggi, il numero di clienti serviti in maggior tutela e’ passato da 34 milioni a poco piu’ di 31 cosi’ che il numero di famiglie che continuano ad avere la fornitura di energia elettrica nel regime di maggior tutela e’ passato da 28 milioni a circa 26 milioni”.

Vigevano ha spiegato che “come confermato dai dati della ricerca Rie, i consumatori si sono dichiarati interessati a valutare offerte sul mercato libero solo allorche’ il risparmi conseguibili fossero dell’ordine di grandezza di almeno 15-20% . Per un consumatore domestico tipo (2.700 kWh l’anno) dei 500 euro circa di spesa annua, due terzi soltanto riguardano l’energia elettrica e la commercializzazione e vendita. E’ evidente, quindi – ha proseguito – come sia difficile per una societa’ di vendita fare offerte commerciali sul mercato domestico con sconti elevati come quelli attesi dai consumatori.

Sotto il profilo dei consumi, invece, c’e’ da rilevare che nell’ambito del servizio di maggior tutela, nel 2008 i due terzi del totale di 101 TWh sono stati prelevati dalle famiglie e il restante dagli altri clienti, vale a dire le imprese (attivita’ industriali e commerciali), illuminazione pubblica e varie”.

Infine Vigevano si e’ soffermato sul contributo che l’Acquirente Unico svolge in favore della liberalizzazione del mercato elettrico.”Da una parte – ha detto – contribuisce a rendere piu’ competitivo il mercato all’ingrosso dell’energia elettrica e a dare liquidita’ alla Borsa. Cio’ a beneficio dell’intero settore. D’altra parte – ha concluso – esso consente all’Aeeg di aggiornare le tariffe del servizio di maggior tutela, che sono un riferimento utile per i consumatori che vogliono affacciarsi al mercato libero e nello stesso tempo rappresentano, per i venditori sul mercato libero, uno stimolo a presentare offerte economicamente piu’ vantaggiose”. (AGI)

Red/Gio