CONSUMI: CIA, LA PASTA E’ SEMPRE PIU’ AMATA DAGLI ITALIANI
venerdì, gennaio 30th, 2009(AGI) – Roma, 30 gen – I rincari, pur elevati (con punte del 30-35 per cento), non hanno incrinato la passione degli italiani per la pasta. Dopo una momentanea crisi registrata nella prima meta’ del 2007, i consumi del piatto nazionale per eccellenza sono tornati a crescere: tra il 2 e il 2,5 per cento nel corso del 2008 rispetto all’anno precedente. E’ quanto segnala la Cia-Confederazione italiana agricoltori sulla base delle ultime rilevazioni dell’Ismea-ACNielsen.
Gli italiani, dunque, non hanno tradito il loro amore per la pasta. Neanche i forti aumenti dei prezzi sono riusciti ad allontanare un buon piatto di pasta dalle nostre tavole. Sta di fatto che -nota la Cia- proprio gli italiani continuano ad essere i primi consumatori al mondo di spaghetti, rigatoni, bucatini, lasagne, cannelloni: oltre 28 chili pro-capite l’anno (il 37 per cento a Nord, il 23 per cento al Centro e il 40 per cento al Sud). A seguire, ma ben distanziati, i venezuelani (13 chili pro-capite), i tunisini (11,8 chili pro-capite), i greci (10,3 chili pro-capite), gli svizzeri (9,5 chili pro-capite), gli svedesi e gli statunitensi (9 chili pro-capite).
I consumi di pasta di un italiano, quindi, sono tre volte superiori -afferma la Cia- a quelli di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiori a quelli di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiori a quelli di un giapponese.
Il valore economico della pasta -avverte la Cia- continua cosi’ a crescere. Nel 2008, secondo le prime stime, la produzione nazionale si dovrebbe avvicinare ai 3,4 milioni di tonnellate (per un fatturato complessivo di circa 4 miliardi di euro).
Seguono gli Stati Uniti con 2 milioni di tonnellate e il Brasile con 1,5 milioni di tonnellate. L’Italia -come rileva anche l’Unipi (Unione industriali pastai italiani)- copre il 26 per cento della produzione mondiale di pasta e il 74,7 per cento di quella europea. In pratica, un piatto di pasta su quattro mangiato nel mondo e tre su quattro nell’Ue e’ “made in Italy”.(AGI)
Red/Ale (Segue)
