Archivio per il febbraio, 2009

CRISI: COLDIRETTI, MADE IN ITALY AGROALIMENTARE PUO’BATTERLA

giovedì, febbraio 26th, 2009

(AGI) – Roma, 26 feb – Si tratta, per la precisione di 1.313 paste fresche e prodotti panetteria, biscotteria, pasticceria, confetteria, 1.237 prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati, 733 carni, frattaglie fresche e loro preparazione, 455 formaggi, 149 bevande analcoliche, distillati e liquori, 149 prodotti di origine animale come miele, lattiero-caseari, escluso il burro, 138 preparazioni di pesci, crostacei e tecniche particolari di allevamento, 142 piatti composti o prodotti della gastronomia, 47 grassi come burro, margarina e oli e di 33 condimenti; • il primato nelle falsificazioni del “made in Italy”. Si stima, infatti, che sia falso un piatto italiano su tre e che il fatturato dei prodotti made in Italy taroccati raggiunga gli oltre 50 miliardi di euro. In nessun Paese del mondo, la “pirateria agroalimentare” colpisce come sul prodotto agroalimentare italiano, utilizzando impropriamente parole, colori, localita’, immagini, denominazioni e ricette che richiamano al nostro Paese per alimenti che non hanno nulla a che fare con la realta’ produttiva nazionale. Sono Parmigiano Reggiano e il Grana Padano i due prodotti tipici piu’ imitati nel mondo che diventano Parmesao in Brasile, Regianito in Argentina, Reggiano e Parmesano in tutto il Sud America o Parmesan dagli Stati Uniti al Canada, dall’Australia fino al Giappone, ma anche “Grana Pardano”, “Grana Padana” o “Grana Padona”, solo per citare le piu’ colorite e smaccate spuntate negli Stati Uniti. Ma molti altri sono i casi di inganni a tavola dove vengono spacciati come Made in Italy cibi ottenuti da allevamenti e coltivazioni realizzate migliaia di chilometri di distanza dal Belpaese come nel caso del concentrato di pomodoro cinese rilavorato in Italia o in quello dei prosciutti: quattro su cinque di quelli venduti in Italia provengono da maiali allevati in Olanda, Danimarca, Francia, Germania, Spagna senza che questo venga chiaramente indicato in etichetta e con l’uso di indicazioni fuorvianti come “di montagna” e “nostrano” che ingannano il consumatore sulla reale origine. • un paesaggio unico che e’ meta’ di un crescente flusso turistico nei 772 parchi e aree protette presenti in Italia che coprono ben il 10 per cento del territorio nazionale. Una tendenza confermata dalla crescita dell’agriturismo che puo’ contare in Italia su 16.000 aziende agricole; • una grande credibilita’ e responsabilita’ nei confronti dei consumatori. La provenienza nazionale degli alimenti gioca un ruolo importante nella percezione di sicurezza alimentare con quasi 9 italiani su 10 che si fidano di piu’ se cio’ che arriva sulle loro tavole e’ stato prodotto entro i confini nazionali con un atteggiamento in aumento nel corso degli ultimi 3 anni secondo quanto emerge dall’ Indagine Coldiretti-SWG “Le opinioni di italiani e europei sull’alimentazione”.(AGI)

Red/Ale

PREZZI: COLDIRETTI, 4 MLD BRUCIATI DA SPECULAZIONI A TAVOLA

giovedì, febbraio 26th, 2009

(AGI) – Roma, 26 feb. – Il finanziamento del fondo di solidarieta’ – ha precisato il presidente della Coldiretti – e’ determinante per consentire all’agricoltura di affrontare i cambiamenti climatici in atto mentre dalla defiscalizzazione degli oneri sociali dipendono molte delle opportunita’ per l’agricoltura di fare impresa e dare lavoro nelle aree svantaggiate e di montagna.

Una necessita’ per fare esprimere all’agricoltura italiana i primati conquistati a livello internazionale dal tipico al biologico, dal vino all’ortofrutta, ma anche purtroppo nei falsi che fanno del Made in Italy a tavola il piu’ copiato nel mondo.

Occorre fare finalmente chiarezza sul falso Made in Italy che sfrutta la fiducia e la qualita’ che noi abbiamo prodotto con fatica nei campi per incartare bottiglie e barattoli “anonimi”. Con le mobilitazioni degli ultimi anni siamo riusciti – ha precisato Marini – a ottenere l’obbligo di indicare la provenienza per carne bovina, ortofrutta fresca, uova, miele latte fresco, pollo, passata di pomodoro e extravergine di oliva nonostante le resistenze delle lobbies in Italia e in Europa. Molto resta pero’ ancora da fare per far uscire dall’anonimato oltre la meta’ della spesa alimentare degli italiani per la quale – ha continuato Marini – non e’ ancora obbligatorio indicare in etichetta la provenienza con il rischio che venga spacciato sul mercato nazionale ed estero il falso Made in Italy a danno degli imprenditori e dei consumatori. L’etichetta – ha concluso Marini – e’ ancora anonima per la carne di maiale, coniglio e agnello, per la pasta, le conserve vegetali come il pomodoro proveniente dalla Cina e i succhi di frutta, ma anche per yogurt, latticini e formaggi non a denominazione di origine.(AGI)

Bru

OLIO:NUOVI VERTICI FEDERDOP,PROMOZIONE E TUTELA PRODOTTO DOP

giovedì, febbraio 26th, 2009

(AGI) – Roma, 26 feb. – Vive congratulazioni per il nuovo incarico sono state manifestate ai nuovi vertici di Federdop da Massimo Gargano, presidente di Unaprol che in una nota sottolinea il forte legame tra Unaprol – consorzio olivicolo italiano e le mille realta’ produttive territoriali della nostra Penisola.

“In un mercato che non aiuta ancora a riconoscere a fondo la qualita’ e che ha appena incominciato a garantire trasparenza attraverso la nuova regolamentazione comunitaria sull’etichettatura obbligatoria dell’origine del prodotto, i 38 riconoscimenti di origine italiani nel settore dell’olio di oliva – ha detto Gargano – rappresentano una garanzia in termini di tracciabilita’ che, pero’, i consumatori stentano ancora a riconoscere e ad apprezzare. Per questo ha poi aggiunto il ruolo di Federdop e’ importante perche’ aggiunge un tassello al mosaico di opportunita’ che la filiera italiana dell’olio di oliva sta costruendo sul piano della trasparenza nei confronti dei consumatori”.(AGI)

Bru

PREZZI: COLDIRETTI, 4 MLD BRUCIATI DA SPECULAZIONI A TAVOLA

giovedì, febbraio 26th, 2009

(AGI) – Roma, 26 feb. – Il finanziamento del fondo di solidarieta’ – ha precisato il presidente della Coldiretti – e’ determinante per consentire all’agricoltura di affrontare i cambiamenti climatici in atto mentre dalla defiscalizzazione degli oneri sociali dipendono molte delle opportunita’ per l’agricoltura di fare impresa e dare lavoro nelle aree svantaggiate e di montagna.

Una necessita’ per fare esprimere all’agricoltura italiana i primati conquistati a livello internazionale dal tipico al biologico, dal vino all’ortofrutta, ma anche purtroppo nei falsi che fanno del Made in Italy a tavola il piu’ copiato nel mondo.

Occorre fare finalmente chiarezza sul falso Made in Italy che sfrutta la fiducia e la qualita’ che noi abbiamo prodotto con fatica nei campi per incartare bottiglie e barattoli “anonimi”. Con le mobilitazioni degli ultimi anni siamo riusciti – ha precisato Marini – a ottenere l’obbligo di indicare la provenienza per carne bovina, ortofrutta fresca, uova, miele latte fresco, pollo, passata di pomodoro e extravergine di oliva nonostante le resistenze delle lobbies in Italia e in Europa. Molto resta pero’ ancora da fare per far uscire dall’anonimato oltre la meta’ della spesa alimentare degli italiani per la quale – ha continuato Marini – non e’ ancora obbligatorio indicare in etichetta la provenienza con il rischio che venga spacciato sul mercato nazionale ed estero il falso Made in Italy a danno degli imprenditori e dei consumatori. L’etichetta – ha concluso Marini – e’ ancora anonima per la carne di maiale, coniglio e agnello, per la pasta, le conserve vegetali come il pomodoro proveniente dalla Cina e i succhi di frutta, ma anche per yogurt, latticini e formaggi non a denominazione di origine.(AGI)

Bru

PASTA: ADOC, PRODUTTORI DEVONO TAGLIARE PREZZI DI ALMENO 20%.

giovedì, febbraio 26th, 2009

(AGI) – Roma, 26 feb. – L’Antitrust ha sanzionato, per complessivi 12,5 milioni di euro, 26 produttori di pasta e l’associazione di categoria Unipi per aver costituito, nel corso del 2006 e 2008, due intese restrittive della concorrenza. Per Adoc un intervento giusto, ora i produttori dovrebbero risarcire i consumatori abbassando i prezzi della pasta di almeno il 20%.

“Bene l’intervento dell’Authority, conferma le denunce dell’Adoc degli ultimi due anni – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – il prezzo della pasta e’ cresciuto in maniera esponenziale, anche di oltre il 30%, mentre il prezzo del grano ha avuto e sta avendo un forte ribasso. E’ stata messa in atto una fastidiosa speculazione, aggravata dal periodo di crisi nera che stiamo attraversando. Non bastano le sanzioni, giustissime, dell’Antitrust. Come forma di risarcimento per tutti i consumatori danneggiati, i produttori multati dovrebbero operare un taglio dei prezzi di almeno il 20% su tutti i loro prodotti”.(AGI)

Bru

QUOTE LATTE:COLDIRETTI,9 MLD DI KG SPACCIATI PER MADE IN ITALY

giovedì, febbraio 26th, 2009

(AGI) – Roma, 26 feb – “La Commissione Agricoltura del Senato ha approvato importanti emendamenti al Decreto sulle quote latte che – ha precisato Marini – accolgono molte nostre richieste, definite dal presidio nazionale istituito dalla Coldiretti e avanzate in sede di audizione alla Commissione stessa. Tra le richieste di modifiche accolte ci sono – ha spiegato il presidente Marini – un primo finanziamento del fondo per la ristrutturazione del settore in favore dei produttori che nel corso degli anni hanno acquistato quote, un migliore posizionamento degli affittuari nella priorita’ delle attribuzioni di nuove quote, l’eliminazione del 5 per cento quale soglia per l’assegnazione e l’estensione tra i beneficiari anche delle aziende ubicate in zone di montagna. Inoltre – ha continuato Marini – sono state approvate ulteriori norme a garanzia del pagamento della prima rata. L’importazione riguarda prodotti spesso destinati ad essere lavorati o trasformati in Italia per i quali al consumatore viene mantenuta nascosta – ha sottolineato la Coldiretti – l’indicazione della reale origine che e’ obbligatoria solo per il latte fresco, ma non per quello a lunga conservazione, per lo yogurt, i latticini o i formaggi. Ne fanno le spese i consumatori che spesso, credendo di acquistare un prodotto del territorio, comprano invece un’anonima mozzarella, caciotta o caciocavallo fatti con latte proveniente da chissa’ dove senza adeguate garanzie ne’ di qualita’. Una situazione che ha fatto crollare i compensi riconosciuti agli allevatori italiani e peraltro – continua la Coldiretti – non ha portato alcun vantaggio economico ai cittadini con i prezzi dei prodotti lattiero caseari al consumo che in Italia sono aumentati in misura rilevante nel 2008. Un caso eclatante – ha precisato la Coldiretti – e’ proprio rappresentato dal latte con i prezzi che sono crollati alla stalla del 12 per cento attorno ai 35 centesimi al litro mentre non accennano a diminuire al consumo dove in media si spendono 1,4 euro per ogni litro di latte fresco, con un ricarico del 300 per cento. La salvaguardia del diritto dei consumatori a conoscere la provenienza del cibo che acquistano non ha nulla a che fare con il protezionismo, ma e’ invece – ha continuato il Presidente della Coldiretti – una misura di trasparenza che favorisce la concorrenza e impegna i produttori a qualificare la propria offerta che e’ riconoscibile sul mercato. Negli Stati Uniti la stessa amministrazione Obama ha impresso una decisa svolta alla politica alimentare statunitense promuovendo l’ indicazione di provenienza sulle etichette degli alimenti e l’Italia, che e’ leader in Europa nella qualita’ alimentare, puo’ ora farsi promotrice – conclude la Coldiretti – di una legislazione di avanguardia.(AGI)

Red/Ale

PREZZI: COLDIRETTI, 4 MLD BRUCIATI DA SPECULAZIONI A TAVOLA

giovedì, febbraio 26th, 2009

(AGI) – Roma, 26 feb. – Il finanziamento del fondo di solidarieta’ – ha precisato il presidente della Coldiretti – e’ determinante per consentire all’agricoltura di affrontare i cambiamenti climatici in atto mentre dalla defiscalizzazione degli oneri sociali dipendono molte delle opportunita’ per l’agricoltura di fare impresa e dare lavoro nelle aree svantaggiate e di montagna.

Una necessita’ per fare esprimere all’agricoltura italiana i primati conquistati a livello internazionale dal tipico al biologico, dal vino all’ortofrutta, ma anche purtroppo nei falsi che fanno del Made in Italy a tavola il piu’ copiato nel mondo.

Occorre fare finalmente chiarezza sul falso Made in Italy che sfrutta la fiducia e la qualita’ che noi abbiamo prodotto con fatica nei campi per incartare bottiglie e barattoli “anonimi”. Con le mobilitazioni degli ultimi anni siamo riusciti – ha precisato Marini – a ottenere l’obbligo di indicare la provenienza per carne bovina, ortofrutta fresca, uova, miele latte fresco, pollo, passata di pomodoro e extravergine di oliva nonostante le resistenze delle lobbies in Italia e in Europa. Molto resta pero’ ancora da fare per far uscire dall’anonimato oltre la meta’ della spesa alimentare degli italiani per la quale – ha continuato Marini – non e’ ancora obbligatorio indicare in etichetta la provenienza con il rischio che venga spacciato sul mercato nazionale ed estero il falso Made in Italy a danno degli imprenditori e dei consumatori. L’etichetta – ha concluso Marini – e’ ancora anonima per la carne di maiale, coniglio e agnello, per la pasta, le conserve vegetali come il pomodoro proveniente dalla Cina e i succhi di frutta, ma anche per yogurt, latticini e formaggi non a denominazione di origine.(AGI)

Bru

PASTA: CODACONS, STUDIAMO AZIONI LEGALI CONTRO LE AZIENDE

giovedì, febbraio 26th, 2009

(AGI) – Roma, 26 feb. – Il Codacons ha attivato il proprio ufficio legale per studiare le azioni da intraprendere a tutela dei consumatori italiani, dopo l’accertamento del cartello anticoncorrenza da parte di 26 aziende produttrici di pasta e la multa inflitta dall’Antitrust. “I nostri avvocati stanno valutando le prossime mosse legali da mettere in campo, e non si esclude una futura class action contro i produttori di pasta e l’Unipi – spiega il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – cio’ che e’ successo e’ di una gravita’ estrema, e penalizza fortemente i consumatori in un settore, quello alimentare, che rappresenta una necessita’ e un bisogno primario per i cittadini, settore dove non sono tollerabili speculazioni”. L’associazione ha aperto sul blog www.carlorienzi.it un’apposita discussione sull’argomento, dove si invitano i consumatori a segnalare la propria adesione alle azioni legali che verranno intraprese prossimamente. (AGI)

Red/Gio

OLIO:NUOVI VERTICI FEDERDOP,PROMOZIONE E TUTELA PRODOTTO DOP

giovedì, febbraio 26th, 2009

(AGI) – Roma, 26 feb. – Vive congratulazioni per il nuovo incarico sono state manifestate ai nuovi vertici di Federdop da Massimo Gargano, presidente di Unaprol che in una nota sottolinea il forte legame tra Unaprol – consorzio olivicolo italiano e le mille realta’ produttive territoriali della nostra Penisola.

“In un mercato che non aiuta ancora a riconoscere a fondo la qualita’ e che ha appena incominciato a garantire trasparenza attraverso la nuova regolamentazione comunitaria sull’etichettatura obbligatoria dell’origine del prodotto, i 38 riconoscimenti di origine italiani nel settore dell’olio di oliva – ha detto Gargano – rappresentano una garanzia in termini di tracciabilita’ che, pero’, i consumatori stentano ancora a riconoscere e ad apprezzare. Per questo ha poi aggiunto il ruolo di Federdop e’ importante perche’ aggiunge un tassello al mosaico di opportunita’ che la filiera italiana dell’olio di oliva sta costruendo sul piano della trasparenza nei confronti dei consumatori”.(AGI)

Bru

PREZZI: COLDIRETTI, 4 MLD BRUCIATI DA SPECULAZIONI A TAVOLA

giovedì, febbraio 26th, 2009

(AGI) – Roma, 26 feb. – Il finanziamento del fondo di solidarieta’ – ha precisato il presidente della Coldiretti – e’ determinante per consentire all’agricoltura di affrontare i cambiamenti climatici in atto mentre dalla defiscalizzazione degli oneri sociali dipendono molte delle opportunita’ per l’agricoltura di fare impresa e dare lavoro nelle aree svantaggiate e di montagna.

Una necessita’ per fare esprimere all’agricoltura italiana i primati conquistati a livello internazionale dal tipico al biologico, dal vino all’ortofrutta, ma anche purtroppo nei falsi che fanno del Made in Italy a tavola il piu’ copiato nel mondo.

Occorre fare finalmente chiarezza sul falso Made in Italy che sfrutta la fiducia e la qualita’ che noi abbiamo prodotto con fatica nei campi per incartare bottiglie e barattoli “anonimi”. Con le mobilitazioni degli ultimi anni siamo riusciti – ha precisato Marini – a ottenere l’obbligo di indicare la provenienza per carne bovina, ortofrutta fresca, uova, miele latte fresco, pollo, passata di pomodoro e extravergine di oliva nonostante le resistenze delle lobbies in Italia e in Europa. Molto resta pero’ ancora da fare per far uscire dall’anonimato oltre la meta’ della spesa alimentare degli italiani per la quale – ha continuato Marini – non e’ ancora obbligatorio indicare in etichetta la provenienza con il rischio che venga spacciato sul mercato nazionale ed estero il falso Made in Italy a danno degli imprenditori e dei consumatori. L’etichetta – ha concluso Marini – e’ ancora anonima per la carne di maiale, coniglio e agnello, per la pasta, le conserve vegetali come il pomodoro proveniente dalla Cina e i succhi di frutta, ma anche per yogurt, latticini e formaggi non a denominazione di origine.(AGI)

Bru

PASTA:CODACONS, CONSUMATORI ORA POSSONO CHIEDERE RISARCIMENTI

giovedì, febbraio 26th, 2009

(AGI) – Roma, 26 feb. – “Una vittoria del Codacons e dei consumatori italiani!”.

lo ha detto Carlo Rienzi, leader dell’associazione, commenta la multa da 12,5 milioni di euro inflitta dall’Antitrust all’Unione Industriali Pastai Italiani e a numerose aziende produttrici.

“Nel 2008 abbiamo piu’ volte denunciato all’Autorita’ come i prezzi al dettaglio della pasta crescessero senza alcuna ragione, mentre il costo del grano diminuiva sensibilmente (fino al -62%) – spiega Rienzi – Una speculazione ora confermata dall’Antitrust, che ha determinato un danno non indifferente per le famiglie italiane, ognuna delle quali nel 2008 ha speso 140 euro in piu’ solo per gli aumenti ingiustificati su pane e pasta”.

“Soldi che adesso devono essere restituiti ai consumatori – attacca Rienzi – Invitiamo i cittadini che hanno conservato scontrini o altri documenti che attestino l’acquisto nel periodo 2006/2008 di pacchi di pasta delle aziende multate, a chiedere dinanzi ai giudici di pace il rimborso delle maggiori somme pagate a causa del cartello anticoncorrenza. Gli avvocati della nostra associazione sono a disposizione degli utenti per la necessaria assistenza legale”. (AGI)

Bru

PASTA:CODACONS,CONSUMATORI ORA POSSONO CHIEDERE RISARCIMENTI .

giovedì, febbraio 26th, 2009

(AGI) – Roma, 26 feb. – “Una vittoria del Codacons e dei consumatori italiani!”.

lo ha detto Carlo Rienzi, leader dell’associazione, commenta la multa da 12,5 milioni di euro inflitta dall’Antitrust all’Unione Industriali Pastai Italiani e a numerose aziende produttrici.

“Nel 2008 abbiamo piu’ volte denunciato all’Autorita’ come i prezzi al dettaglio della pasta crescessero senza alcuna ragione, mentre il costo del grano diminuiva sensibilmente (fino al -62%) – spiega Rienzi – Una speculazione ora confermata dall’Antitrust, che ha determinato un danno non indifferente per le famiglie italiane, ognuna delle quali nel 2008 ha speso 140 euro in piu’ solo per gli aumenti ingiustificati su pane e pasta”.

“Soldi che adesso devono essere restituiti ai consumatori – attacca Rienzi – Invitiamo i cittadini che hanno conservato scontrini o altri documenti che attestino l’acquisto nel periodo 2006/2008 di pacchi di pasta delle aziende multate, a chiedere dinanzi ai giudici di pace il rimborso delle maggiori somme pagate a causa del cartello anticoncorrenza. Gli avvocati della nostra associazione sono a disposizione degli utenti per la necessaria assistenza legale”. (AGI)

Bru

ANTITRUST: MARINI, RESTITUIRE MULTE PASTA AD AGRICOLTORI

giovedì, febbraio 26th, 2009

(AGI) – Roma, 26 feb. – “Le multe che le industrie pastaie devono pagare all’Antitrust andrebbero restituiti ai consumatori e agli agricoltori con il prezzo riconosciuto per il grano duro che e’ dimezzato rispetto allo scorso anno, senza alcun beneficio per i cittadini che hanno invece dovuto subire ingiustificati rincari”.

E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel commentare la multa dell’Autorita’ garante della concorrenza e del Mercato al cartello della pasta. Oggi le quotazioni del grano duro si trovano – sottolinea la Coldiretti – su valori di quasi venti anni fa attorno a 22 centesimi al chilo mentre il costo medio della pasta si aggira attorno a 1,4 euro al chilo, praticamente stabile, secondo i dati del servizio Sms consumatori del Ministero delle Politiche Agricole. La forbice dei prezzi tra la pasta acquistata dai consumatori e il grano duro coltivato dagli agricoltori si e’ allargata dunque su livelli insostenibili per imprese agricole e consumatori. La pasta ha infatti fatto segnare il record dell’ aumento dei prezzi tra i prodotti della tavola nel corso del 2008 che, per il piatto piu’ amato dagli italiani, e’ iniziato a gennaio 2008 con una crescita su base annua del 10 per cento e si e’ concluso con un balzo del 28 per cento a dicembre, toccando in diversi mesi dell’anno incrementi anche superiori al 30 per cento.(AGI)

Bru (Segue)