Archivio per il aprile, 2009

AGRICOLTURA:ALEMANNO,PROGETTO FILIERA CONTRO ECONOMIA DI CARTA

giovedì, aprile 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 apr. – “Trovo che il progetto di una filiera agricola italiana sia una sorta di sintesi delle tante battaglie fatte in questi anni: battaglie per la qualita’, per la tracciabilita’ del prodotto, per la dignita’ dell’agricoltore. Con questa vostra idea si crea una sorta di contraltare alla crisi finanziaria di questi mesi, in cui un’economia di carta e di imbrogli e’ crollata ed e’ giusto che lasci spazio a un’economia reale e radicata nel territorio e nei valori”. Cosi’ il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha aperto questa mattina la convention della Coldiretti ancora in corso al Palalottomatica dell’Eur. “Stop a inganni e moltiplicazioni. Nasce la filiera agricola tutta italiana”, e’ il titolo dell’incontro con cui la Confederazione degli agricoltori lancia un progetto per un ‘piano spesa’ che garantisca la qualita’ al 100% italiana dei prodotti e il loro giusto prezzo. “L’agricoltura – ha continuato Alemanno – puo’ essere l’esempio di una nuova realta’ che avanza.

Dobbiamo fare in modo che l’economia si radichi sempre piu’ nei valori della persona umana e del rispetto del consumatore, non visto come persona da imbrogliare ma come chi puo’ realmente scegliere sulla base di un rapporto chiaro con la filiera produttiva. L’alleanza tra produttori e consumatori e’ la carta vincente perche’ l’agricoltura sia proiettata al futuro senza sfruttamento e contraffazione”. (AGI)

Cli/Glc

INFLAZIONE:ADOC, AD APRILE TORNA A SALIRE, +1,3% SU BASE ANNUA

giovedì, aprile 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 apr. – Torna a salire ad aprile l’inflazione. Secondo la stima preliminare dell’Istat il livello dei prezzi e’ cresciuto dell’1,3% su base annua rispetto all’1,2% di marzo. Per Adoc e’ grave che i costi di servizi ricettivi e ristorazione siano aumentati dell’1,1% nonostante la crisi del turismo. “E’ singolare che ci sia un aumento dei prezzi di alberghi e ristoranti e nessun miglioramento della qualita’ degli stessi, evidentemente non si vuole risolvere il problema del turismo, settore in forte crisi – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – l’aumento registrato, inoltre, va a giustificare il calo delle presenze nei due settori. Le presenze nei ristoranti nell’ultimo anno sono calate, in media, del 12,6%. Durante le ultime vacanze di Pasqua le presenze alberghiere hanno registrato un -14% rispetto allo scorso anno, trend confermato anche per il prossimo ponte del 1° maggio. Negli ultimi sei anni gli alberghi italiani sono usciti dal mercato. Gli altri paesi del Mediterraneo, come Spagna e Portogallo, offrono soluzioni di soggiorno e ristorazione ad un costo pari alla meta’ o ad un quarto di quelle italiane, con un’offerta qualitativamente migliore. Comportando la disaffezione verso le strutture e localita’ turistiche nostrane. Gli alberghi non hanno risolto i problemi di adeguamento agli standard di qualita’ e servizio di livello europeo. Il sistema delle stellette, in Italia, non corrisponde all’equivalente di un Paese concorrente. Per esempio, una struttura alberghiera a 2 stelle in Francia o Spagna offre servizi e qualita’ migliori di una italiana a 3 stelle. Viceversa, gli alberghi italiani a 2 stelle, nella stragrande maggioranza dei casi, non vengono presi in considerazione. Gli albergatori nostrani spesso si lamentano delle previsioni meteo sbagliate come causa dello scarso flusso di turisti. Forse la causa e’ un’altra, i prezzi troppo elevati rispetto all’offerta proposta”. Per Adoc e’ grave anche che i costi di trasporto siano di nuovo aumentati.

“Nonostante il prezzo del petrolio sia un terzo rispetto ad un anno fa i costi di trasporto sono in aumento – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – una grave contraddizione che va a colpire economia e famiglie, e che condiziona pesantemente il livello dei prezzi dei prodotti alimentari trasportati”. (AGI)

Bru

INFLAZIONE: CONSUMATORI,CONDIZIONI FAMIGLIE RESTANO CRITICHE

giovedì, aprile 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 apr. – L’inflazione “registra un rialzo estremamente marginale rispetto alla continua caduta degli scorsi mesi, dall’1,2% all’1,3%” ma “le famiglie italiane, infatti, continuano a versare in condizioni estremamente critiche”. Lo sottolineano in una nota Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori ed Adusbef. “Non vorremmo che ora, alla luce di tale dato – aggiungono Trefiletti e Lannutti- si facessero ancora piu’ insistenti le dichiarazioni di chi irresponsabilmente afferma che la crisi economica stia per terminare. La realta’ e’ un’altra. A conoscerla sono i cittadini, soprattutto quelli che hanno perso o rischiano il proprio posto di lavoro”. La conferma di tale situazione, sottolineano ancora, “e’ la preoccupante riduzione dei consumi, soprattutto dei prodotti alimentari. Ne sono un ulteriore esempio anche le previsioni, tutt’altro che positive, relative alle partenze per i ponti del primo maggio e del 2 giugno. Appena il 13% degli italiani si mettera’ in viaggio, pernottando almeno una notte fuori casa. La maggior parte, invece, circa il 70%, si concedera’ gite di un solo giorno, rinunciando al pernottamento: chi restera’ in citta’, approfittando di queste giornate per visitare musei o passeggiare per il centro storico, chi fara’ un pic-nic, chi fara’ una gita in bicicletta, chi cogliera’ l’occasione per trascorrere queste festivita’ con i propri parenti”. Alla luce di tale andamento, osservano Trefiletti e Lannutti,” per rilanciare i consumi e l’intera economia, e’ necessario agire con manovre straordinarie sul lato della domanda: detassando le famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati; riducendo i prezzi dei prodotti di largo consumo, di almeno il 20% e studiando iniziative e promozioni volte a incentivare e agevolare gli acquisti, soprattutto per quanto riguarda i generi di prima necessita’”. (AGI)

Red/Gio

INFLUENZA SUINA:SAN DANIELE, SICUREZZA RADDOPPIA CON DOP

giovedì, aprile 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 apr. – Una volta che le cosce selezionate giungono presso lo stabilimento di lavorazione (prosciuttificio), continua la nota, la documentazione che le segue garantisce la certezza e sicurezza igienico sanitaria che quella materia prima è idonea a diventare un Prosciutto di San Daniele. Le fasi di lavorazione sono anch’esse regolate da una dettagliata prescrizione normativa, e solo dopo tutta una serie di controlli igienico-sanitari, verifiche ed analisi il prosciutto viene marchiato può diventare prosciutto di San Daniele.

La continua ricerca di eccellenza fa sì che non tutte le cosce diventino prosciutti.

Nel 2008 a San Daniele sono stati prodotti 2.756.379 prosciutti DOP, la selezione della materia prima ha inciso mediamente per circa il 12% del consegnato, lo scarto a fine lavorazione ha inciso per l’1,8%. Il Consorzio – su incarico del Ministero delle Politiche Agricole – vigilia costantemente affinché il prosciutto di San Daniele sia tutelato anche sul mercato a difesa del consumatore.

Nel 2008 – come da sempre – il prosciutto di San Daniele è stata la DOP più controllata in Italia, infatti, oltre il 56% della materia – pari a 1 milione e seicentomila cosce – prima introdotta dalle aziende è stata controllata dall’Istituto Nord Est Qualità.

In totale in Italia si producono circa 9 milioni di suini all’anno, destinati principalmente alla produzione di prosciutti DOP. Tali animali sono tutti nati ed allevati nel nostro Paese e sono sottoposti a rigorosi controlli dalla nascita fino alla macellazione direttamente dalle Autorità Sanitarie italiane e da sistemi di controllo sorvegliati dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Anche le produzioni derivanti dai suini italiani sono sottoposte a controlli quotidiani da parte dei veterinari italiani.

Si può dire quindi – continua la nota – “che i prosciutti DOP garantiscano al 100% l’origine italiana dei suini, l’assoluta salubrità delle carni e dei suini da cui sono originate, una corretta alimentazione degli stessi e garantiscono la rintracciabilità assoluta della filiera dall’allevamento sino alle tavole dei consumatori. Una doppia sicurezza che contribuisce a rendere questi prodotti tra i più apprezzati al mondo”.(AGI)

Bru

AGRICOLTURA: ALEMANNO, PRODUTTORI-CONSUMATORI CARTA VINCENTE

giovedì, aprile 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 apr. – “Abbiamo visto crollare l’economia di carta, fatta di imbrogli e astrazioni e’ giusto che in questo momento l’economia reale, radicata nel territorio, si faccia avanti per chiedere il giusto protagonismo”.

Lo ha detto il sindaco di Roma Gianni Alemanno, aprendo l’ Assemblea di Coldiretti. L’agricoltura, ha aggiunto, “puo’ essere un esempio di una nuova realta’ che avanza: non appartiene al passato ma al futuro dell’ economia del nostro Paese”. E sara’ proprio “l’alleanza tra consumatori e produttori – ha proseguito Alemanno – la grande carta vincente per mandare l’ agricoltura verso il futuro sconfiggendo la contraffazione”. Ribadendo la propria soddisfazione per lo status speciale per Roma previsto dalla legge delega sul federalismo fiscale approvata ieri dal Senato, Alemanno ha sottolineato che “Roma Capitale fara’ molto per l’agricoltura”, annunciando che “dal 15 maggio a Roma partiranno i mercati di Campagna amica”. (AGI)

Sas

MADE IN ITALY: COLDIRETTI, SONO “FINTI” 2 PRODOTTI SU 3

giovedì, aprile 30th, 2009

(AGI) – Roma,30 apr – Con il “piano spesa sicura” della Coldiretti vengono smascherati – ha affermato Marini – gli inganni del finto Made in Italy che riguardano due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all’estero, ma anche quattro cartoni di latte a lunga conservazione su cinque che sono stranieri senza indicazione in etichetta, oltre un terzo della pasta e’ ottenuta da grano che non e’ stato coltivato in Italia all’insaputa dei consumatori, e la meta’ delle mozzarelle non a denominazione di origine che sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere.

Secondo l’indagine Coldiretti-Swg la quasi totalita’ dei cittadini (98 per cento) considera necessario che debba essere sempre indicato in etichetta il luogo di origine della componente agricola contenuta negli alimenti, per colmare una lacuna ancora presente nella legislazione comunitaria e nazionale. ll pressing della Coldiretti ha portato all’obbligo di indicare varieta’, qualita’ e provenienza nell’ortofrutta fresca, all’arrivo dal primo gennaio 2004 del codice di identificazione per le uova, all’obbligo di indicare in etichetta, a partire dal primo agosto 2004, il Paese di origine in cui il miele e’ stato raccolto, all’obbligo scattato il 7 giugno 2005 di indicare la zona di mungitura o la stalla di provenienza per il latte fresco, all’etichetta del pollo Made in Italy per effetto dell’influenza aviaria dal 17 ottobre 2005 e all’etichettatura di origine per la passata di pomodoro a partire dal 1 gennaio 2008. Dal primo di luglio arriva anche l’obbligo di indicare l’origine delle olive impiegate nell’extravergine, ma molto resta ancora da fare e per oltre il 50 per cento della spesa – ha concluso la Coldiretti – l’etichetta resta anonima per la carne di maiale, coniglio e agnello, per la pasta, le conserve vegetali, ma anche per il latte a lunga conservazione e per i formaggi non a denominazione di origine.

GLI INGANNI A TAVOLA ALL’INSAPUTA DEI CONSUMATORI: – due prosciutti su tre venduti come italiani ma provenienti da maiali allevati all’estero; – quattro cartoni di latte a lunga conservazione su cinque che sono stranieri senza indicazione in etichetta; – oltre un terzo della pasta che e’ ottenuta da grano che non e’ stato coltivato in italia; – la meta’ delle mozzarelle non a denominazione di origine che sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere.(AGI)

Red/Ale

INFLAZIONE: PREZZI MOLTIPLICATI PER 5 DA CAMPO A TAVOLA

giovedì, aprile 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 apr – Ridurre la forbice dei prezzi dei prodotti alimentari che moltiplicano di quasi cinque volte dal campo alla tavola per assicurare acquisti convenienti alle famiglie e sostenere il reddito degli agricoltori. E’ l’obiettivo del manifesto approvato all’unanimita’ da 15mila rappresentanti degli agricoltori e delle cooperative italiane della Coldiretti nel corso della convention “Stop a inganni e moltiplicazione prezzi”, la manifestazione della Coldiretti al Palalottomatica di Roma.Se in media i prodotti alimentari rincarano del 488 per cento dall’azienda agricola alla tavola, i prezzi del latte fresco aumentano del 297 per cento, quelli delle carote del 421 per cento, quelli della pasta del 733 per cento e della braciola del 2145 per cento, secondo una analisi elaborata dalla Coldiretti. Nel 2008 secondo la Coldiretti le inefficienze e le speculazioni sono costate alle tasche degli italiani 4 miliardi di euro con l’aumento dei prezzi per i prodotti alimentari che e’ stato in media del 5,4 per cento superiore al 3,3 per cento dell’inflazione generale, secondo l’Istat, con un differenziale del 2,1 per cento che tende ad allargarsi nel 2009 (2,2 per cento a gennaio) nonostante il forte calo dei prezzi delle materie prime agricole. Una costo insostenibile per il Paese in un momento di difficolta’ economica che gli agricoltori – ha sostenuto la Coldiretti – intendono ridurre con la fondazione di una filiera agricola, tutta italiana, riconoscibile perche’ porta la firma degli agricoltori italiani, capace di assicurare una giusta remunerazione ai produttori e alimenti di qualita’ al giusto prezzo per i consumatori. Oggi – ha denunciato la Coldiretti – i prezzi moltiplicano per cinque dal campo alla tavola e per ogni euro speso dai consumatori in alimenti ben 60 centesimi vanno alla distribuzione commerciale, 23 all’industria alimentare e solo 17 centesimi agli agricoltori ed esistono dunque ampi margini da recuperare, con piu’ efficienza, concorrenza e trasparenza.

Secondo l’ultima indagine dell’Antitrust ad esempio infatti “i prezzi al consumo attualmente praticati dalla grande distribuzione nel comparto ortofrutticolo” “non sono inferiori a quelli praticati dalle altre tipologie di vendita e, in particolare, risultano sensibilmente superiori a quelli praticati dai mercati rionali e dagli ambulanti”. Lo stesso Antitrust nella sua indagine conoscitiva su 267 filiere osservate mette in evidenza come i ricarichi variano dal 77 per cento nel caso di filiera cortissima (acquisto diretto dal produttore da parte del distributore al dettaglio) al 103 per cento nel caso di un intermediario, al 290 per cento nel caso di due intermediari, al 294 per cento per la filiera lunga (presenza di 3 o 4 intermediari tra produttore e distributore finale), facendo segnare appunto il valore medio del 200 per cento evidenziato da Bankitalia. E’ peraltro di appena due mesi fa la notizia che ‘Antitrust ha multato per complessivi 12,5 milioni il “cartello” della pasta.(AGI)

Ale

(SCHEDA) COMMERCIO: COLDIRETTI, LEADER NELLE CAMPAGNE EUROPEE

giovedì, aprile 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 apr – La Coldiretti con le sue 600 mila imprese e oltre un milione e mezzo di persone associate e’ la piu’ grande Organizzazione agricola europea e rappresenta circa il 70% di tutte le imprese agricole italiane.

La sua diffusione e’ capillare su tutto il territorio nazionale: 19 federazioni regionali, 97 federazioni interprovinciali e provinciali, 724 Uffici di Zona e 5.668 sezioni comunali. In pratica, l’organizzazione e’ presente in quasi ogni comune del nostro Paese.

Alle 600 mila imprese Coldiretti si aggiungono:

- oltre 1.300 cooperative aderenti a Coopcoldiretti

- 30 Consorzi agrari aderenti ad Assocap

- Oltre 200 farmers’ market, mercati degli agricoltori, promossi da Coldiretti.

Il sistema Coldiretti opera attraverso un Consorzio nazionale servizi spa, 88 societa’ di servizi srl denominate “Impresa verde”, i CAF per l’assistenza fiscale, i CAA per l’assistenza tecnica, il Patronato Epaca, una Federazione nazionale Creditagri a cui sono associati 10 Confidi e 8 societa’ di intermediazione creditizia.

Nel 2008, inoltre, Coldiretti ha promosso la creazione della Fondazione Campagna Amica che conta gia’ oltre 1 milione e 200 mila aderenti. La Fondazione ha l’obiettivo di affermare la condivisione di valori tra produttori agricoli e consumatori quali la sicurezza alimentare e ambientale, il legame tra prodotti alimentari e territorio, l’italianita’ delle produzioni, le genuinita’, la distintivita’.(AGI)

Red/Ale

MADE IN ITALY: COLDIRETTI, SONO “FINTI” 2 PRODOTTI SU 3

giovedì, aprile 30th, 2009

(AGI) – Roma,30 apr – Con il “piano spesa sicura” della Coldiretti vengono smascherati – ha affermato Marini – gli inganni del finto Made in Italy che riguardano due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all’estero, ma anche quattro cartoni di latte a lunga conservazione su cinque che sono stranieri senza indicazione in etichetta, oltre un terzo della pasta e’ ottenuta da grano che non e’ stato coltivato in Italia all’insaputa dei consumatori, e la meta’ delle mozzarelle non a denominazione di origine che sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere.

Secondo l’indagine Coldiretti-Swg la quasi totalita’ dei cittadini (98 per cento) considera necessario che debba essere sempre indicato in etichetta il luogo di origine della componente agricola contenuta negli alimenti, per colmare una lacuna ancora presente nella legislazione comunitaria e nazionale. ll pressing della Coldiretti ha portato all’obbligo di indicare varieta’, qualita’ e provenienza nell’ortofrutta fresca, all’arrivo dal primo gennaio 2004 del codice di identificazione per le uova, all’obbligo di indicare in etichetta, a partire dal primo agosto 2004, il Paese di origine in cui il miele e’ stato raccolto, all’obbligo scattato il 7 giugno 2005 di indicare la zona di mungitura o la stalla di provenienza per il latte fresco, all’etichetta del pollo Made in Italy per effetto dell’influenza aviaria dal 17 ottobre 2005 e all’etichettatura di origine per la passata di pomodoro a partire dal 1 gennaio 2008. Dal primo di luglio arriva anche l’obbligo di indicare l’origine delle olive impiegate nell’extravergine, ma molto resta ancora da fare e per oltre il 50 per cento della spesa – ha concluso la Coldiretti – l’etichetta resta anonima per la carne di maiale, coniglio e agnello, per la pasta, le conserve vegetali, ma anche per il latte a lunga conservazione e per i formaggi non a denominazione di origine.

GLI INGANNI A TAVOLA ALL’INSAPUTA DEI CONSUMATORI: – due prosciutti su tre venduti come italiani ma provenienti da maiali allevati all’estero; – quattro cartoni di latte a lunga conservazione su cinque che sono stranieri senza indicazione in etichetta; – oltre un terzo della pasta che e’ ottenuta da grano che non e’ stato coltivato in italia; – la meta’ delle mozzarelle non a denominazione di origine che sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere.(AGI)

Red/Ale

INFLAZIONE: PREZZI MOLTIPLICATI PER 5 DA CAMPO A TAVOLA

giovedì, aprile 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 apr. – Oggi – ha denunciato la Coldiretti – i prezzi moltiplicano per cinque dal campo alla tavola e per ogni euro speso dai consumatori in alimenti ben 60 centesimi vanno alla distribuzione commerciale, 23 all’industria alimentare e solo 17 centesimi agli agricoltori ed esistono dunque ampi margini da recuperare, con piu’ efficienza, concorrenza e trasparenza.

Secondo l’ultima indagine dell’Antitrust, ad esempio, “i prezzi al consumo attualmente praticati dalla grande distribuzione nel comparto ortofrutticolo” “non sono inferiori a quelli praticati dalle altre tipologie di vendita e, in particolare, risultano sensibilmente superiori a quelli praticati dai mercati rionali e dagli ambulanti”. Lo stesso Antitrust nella sua indagine conoscitiva su 267 filiere osservate mette in evidenza come i ricarichi variano dal 77 per cento nel caso di filiera cortissima (acquisto diretto dal produttore da parte del distributore al dettaglio) al 103 per cento nel caso di un intermediario, al 290 per cento nel caso di due intermediari, al 294 per cento per la filiera lunga (presenza di 3 o 4 intermediari tra produttore e distributore finale), facendo segnare appunto il valore medio del 200 per cento evidenziato da Bankitalia.

E’ peraltro di appena due mesi fa la notizia che ‘Antitrust ha multato per complessivi 12,5 milioni il “cartello” della pasta.(AGI)

Ale

CONSUMI: AL VIA 20.000 PUNTI VENDITA FIRMATI DA AGRICOLTORI

giovedì, aprile 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 apr – Al via la rete di ventimila mercati degli agricoltori firmati “campagna amica” dove acquistare direttamente prodotti provenienti dagli allevamenti e dalle coltivazioni italiane per combattere la moltiplicazione dei prezzi dal campo alla tavola, garantire la sicurezza a tavola e smascherare il finto Made in Italy. Lo ha annunciato il presidente della Coldiretti Sergio Marini alla Convention “Stop a inganni e speculazioni. Nasce la filiera agricola tutta italiana”. Il prodotto agricolo “cento per cento italiano” senza trucchi, firmato dagli agricoltori, sara’ offerto – ha spiegato Marini – attraverso la piu’ estesa rete commerciale nazionale che coinvolge duemila mercati di campagna amica e duemila punti di vendita delle cooperative, mille dei consorzi agrari, cinquemila agriturismi e diecimila aziende agricole, ma coinvolgera’ anche la rete della ristorazione a chilometri zero e la distribuzione che intendera’ partecipare. Saranno coinvolti – ha precisato Marini – le piccole e le grandi citta’ con l’obiettivo di dare l’opportunita’ a tutti i consumatori di acquistare i prodotti dell’agricoltura italiana con il miglior rapporto prezzi/qualita’. A parita’ di qualita’, nei punti vendita convenzionati della rete di “campagna amica” i prezzi sono inferiori di almeno il 30 per cento, sulla base di un accordo con le associazioni dei consumatori. Un impegno per combattere le inefficienze e le speculazioni che nel 2008 – ha continuato Marini – sono costate alle tasche degli italiani 4 miliardi di euro con l’aumento dei prezzi per i prodotti alimentari che e’ stato in media del 5,4 per cento superiore al 3,3 per cento dell’inflazione generale, con un differenziale del 2,1 per cento che tende ad allargarsi nel 2009 (2,2 per cento a gennaio) nonostante il forte calo dei prezzi delle materie prime agricole. All’attuazione del progetto presentato da Coldiretti prenderanno parte diversi attori. Le imprese agricole innanzitutto, “il cui obiettivo – ha sottolineato Marini – e’ quello di far aumentare quei 17 centesimi che oggi finiscono nelle loro tasche su un euro di spesa, senza gravare sulle tasche del consumatore”. Ma ci saranno anche le cooperative, che costituiscono un mezzo fondamentale per superare i limiti dimensionali che caratterizzano le aziende agricole, aggregando l’offerta di prodotto italiano di qualita’. “Oggi alcune di esse scontano – ha aggiunto – le conseguenze negative di scelte organizzative sbagliate compiute in passato puntando sull’omologazione in nome di un approccio orientato piu’ su politiche di prezzo che di vera valorizzazione dei conferimenti dei soci: per questo hanno bisogno di una nuova attenzione per recuperare il loro vero significato”.(AGI)

Red/Ale (Segue)

CRISI: MARINI (COLDIRETTI), E’OPPORTUNITA’PER NOSTRO PROGETTO

giovedì, aprile 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 apr – “Sara’ una filiera italiana fino in fondo – ha sottolineato Marini – perche’ tutti i processi devono avvenire in Italia, dalla produzione agricola rigorosamente Made in Italy alla trasformazione effettuata nel nostro Paese, a vantaggio non solo degli agricoltori, ma di tutta l’economia e dei territori; sara’ una filiera agricola in quanto gestita per una parte sempre piu’ importante direttamente dagli agricoltori; sara’ una filiera firmata nel senso che renda visibile e riconoscibile ‘l’italianita’ nei confronti del consumatore finale, basandosi sulla trasparenza della filiera, sull’indicazione dell’origine in etichetta e sul legame del prodotto con il territorio di riferimento”. La “firma” contraddistinguera’ il prodotto agricolo in ogni canale di vendita, sia esso il farmers’ market o lo scaffale del supermercato o ancora l’export. “Insomma – ha continuato Marini – un modo per trasferire e rendere riconoscibile al consumatore il valore dell’agricoltura e degli agricoltori italiani nei prodotti alimentari”. “Non e’ un progetto contro qualcuno – ha puntualizzato il presidente della Coldiretti -. E’ un modo per creare piu’ concorrenza, piu’ trasparenza, piu’ potere contrattuale per gli agricoltori, piu’ vantaggi per i cittadini e, soprattutto, per valorizzare e distinguere il vero Made in Italy fatto di agricoltura italiana”. “Coldiretti sta offrendo – ha dichiarato Sergio Marini – un’opportunita’ all’agricoltura, all’economia, all’Italia. Ecco perche’ ci sembra appropriato definire il progetto per una filiera agricola tutta italiana “un progetto per il Paese”. “Alla politica chiediamo di credere assieme a noi in questo progetto, di investire sui valori distintivi che hanno reso unico il nostro agroalimentare agli occhi dei consumatori italiani e del mondo”. Di assicurare competitivita’ e pari opportunita’ all’agricoltura e di investire nel progetto e sui soggetti che lo stanno interpretando anche superando le emergenze come il mancato finanziamento del Fondo di Solidarieta’ nazionale indispensabile per difendere le imprese dalle avversita’ atmosferiche favorite dai cambiamenti climatici. Di impegnarsi insieme a noi nella lotta alla contraffazione con l’applicazione della legge sulla etichettatura obbligatoria dell’origine su tutti i prodotti agricoli e alimentari e continuando l’impegno sulla strada della tutela della proprieta’ intellettuale e della lotta alla contraffazione e all’agro-pirateria all’estero. Ma soprattutto – ha concluso Marini – chiediamo che sia riconosciuto il ruolo strategico del progetto con un incoraggiamento a completarlo velocemente”.(AGI)

Ale

PREZZI: MANIFESTO COLDIRETTI PER SALVARE TASCHE E QUALITA’

giovedì, aprile 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 apr – Un manifesto per salvare le tasche degli italiani e la qualita’ dei prodotti agricoli. E’ stato approvato all’unanimita’ da 15mila rappresentanti degli agricoltori e delle cooperative italiane della Coldiretti nel corso della convention “Stop a inganni e moltiplicazione prezzi. Nasce la filiera agricola tutta italiana”, la manifestazione organizzata da Coldiretti al Palalottomatica di Roma, alla presenza del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola e al Ministro per le Politiche Agricole Luca Zaia.

“Noi imprenditori dell’agricoltura italiana – recita il Manifesto – nelle sue forme singole e associate (imprese, cooperative, consorzi, associazioni che si riconoscono nel progetto di Coldiretti) considerando che: la storia e l’evoluzione del nostro Paese e dei suoi territori appaiono indissolubilmente legati al ruolo dell’Agricoltura e di chi opera nel mondo agricolo; l’agricoltura e il cibo italiano per purezza ed unicita’ rappresentano un contributo fondamentale alla ricchezza, alla salute e alla qualita’ della vita di tutti i nostri concittadini; la promozione e la ricchezza dell’immagine italiana nel mondo sono per molti versi il frutto della varieta’ e della distintivita’ dei nostri prodotti agricoli e alimentari; l’agricoltura – per le sfide che il Pianeta deve affrontare in termini di sicurezza, fabbisogno alimentare e sostenibilita’ ambientale – ha riassunto una posizione centrale; siamo fermamente consapevoli di come, a dispetto di un ruolo cosi’ significativo per il Paese, il peso e il riconoscimento economico e sociale dei produttori lungo la filiera agricola si siano progressivamente attenuati.

Cio’ si rivela iniquo nei confronti di chi si colloca agli estremi della filiera: ingiusta, quindi, la remunerazione e la considerazione per i produttori agricoli, insufficiente la trasparenza a tutela dei consumatori.(AGI)

Ale (Segue)