Archivio per il giugno, 2009

PETROLIO: CHIUDE IN RIBASSO A 69,89 DOLLARI AL BARILE

martedì, giugno 30th, 2009

(AGI/REUTERS) – New York, 30 giu. – Petrolio in calo sotto i 70 dollari: al Nymex i future di agosto sul Light crude hanno terminato le contrattazioni a 69,89 dollari al barile, 1,60 dollari in meno rispetto a ieri con un calo del 2,24%. Il calo e’ stato innescato dai dati Usa sulla fiducia dei consumatori dopo aver toccato un massimo di 73,38 dollari al barile, il livello piu’ alto dal 21 ottobre. (AGI)

Ant

BORSA: CHIUDE IN CALO CON WALL STREET, FTSE MIB -0,17%

martedì, giugno 30th, 2009

(AGI) – Milano, 30 giu. – Chiusura di seduta in calo per la Borsa valori, che dopo una giornata positiva ha perso terreno nel pomeriggio, di riflesso ai negativi dati macro Usa e all’andamento di Wall Street. L’indice Ftse Mib segna cosi’ una flessione dello 0,175, a 19.063 punti, mentre l’All Share cede lo 0,18%. Scambi in leggera ripresa, poco sopra i 2 miliardi di euro di controvalore.

Dopo una mattinata brillante, con il listino arrivato a guadagnare l’1%, il quadro e’ cambiato completamente, sia per il dato sul calo dei prezzi delle case in Usa, sia per l’indice di fiducia dei consumatori di giugno, in discesa inaspettata.

Il Ftse Mib ha toccato anche un minimo del -0,9%, recuperando qualcosa nel finale. Spiccano alcuni bancari e assicurativi – Bpm, Monte Paschi, banco Popolare – bene Cir e Atlantia, giu’ i media. (AGI) Gla 301746 GIU 09

Red/Vai

USA: LA NUOVA AGENZIA SUI MERCATI FINANZIARI AVRA’ AMPI POTERI

martedì, giugno 30th, 2009

(AGI/REUTERS) – Washington, 30 giu. – Avra’ ampi compiti, e altrettanti poteri, la nuova Agenzia federale di tutela dei consumatori che l’Amministrazione Usa si appresta a varare. In particolare, dovra’ occupare di banche, di istituti che concedono mutui e di alte istituzioni creditizie, comprese quelle per i pagamenti elettronici, ad esempio PayPal. Quella proposta nella legge che il governo ha trasmesso al Parlamento Usa per l’approvazione, si chiamera’ Consumer Financial Protection Agency e dovra’ occuparsi di tutelare i cittadini americani dalle pratiche scorrette attuate durante il boom dell’edilizia e dei mutui poi sfociato nella crisi dei mutui sub-prime.

La proposta dell’Amministrazione Usa servirebbe trasferire ad una sola istituzione i poteri per la produzione dei consumatori di prodotti finanziari e quindi dovrebbe avere vaste competenze e strumenti per intervenire in settori finora controllati da varie istituzioni come la Sec, la Fed, la Federal Trade Commission, lo stesso Tesoro e la Fdic.

La nuova agenzia avra’ accesso a tutti i dati di tutti i settori che dovra’ sorvegliare, potra’ condurre indagini e comminare multe. Fra le altre cose, per evitare il ripetersi della vicenda dei sub-prime, l’Agenzia dovra’ scongiurare la concessione di prestiti non in linea con il profilo di rischio del debitore. (AGI)

Ant

SALDI: FISMO-CONFESERCENTI, OTTIMISMO DOPO STAGIONE CRITICA

martedì, giugno 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 giu. – “La verita’ – sottolinea Roberto Manzoni, presidente della Fismo – e’ che di fatto i saldi, come momento catalizzatore dell’attenzione della clientela, dei consumi e di affari a costo contenuto, non esistono piu’ . L’attuale disciplina delle vendite di fine stagione ha scatenato di fatto una corsa tra regioni e citta’ a chi parte prima ed ha svuotato le vendite promozionali del loro contenuto. Per questo, si rende sempre piu’ urgente una normativa nazionale, una data unica per non affidare alle sole regioni un comparto cosi’ significativo per l’economia nazionale come quello del commercio e per evitarne la regionalizzazione. Quanto alle regole da seguire per non sbagliare saldo, valgono quelle riproposte ogni anno per tutelare consumatori ed esercenti. Controllare bene i capi in saldo, verificare la correttezza dello sconto applicato rispetto a quello esposto nel periodo precedente alla vendita speciale, diffidare di sconti eccessivi, fare attenzione ai negozi che nascono all’improvviso solo per intercettare la clientela dei saldi e che poi scompaiono”. In valore assoluto la spesa delle famiglie per vestiario e calzature ammonta a circa 72.341 milioni di euro. Si tratta dell’8% del totale della spesa per consumi delle famiglie italiane. Nei bilanci delle famiglie italiane la spesa destinata all’acquisto di vestiario e calzature e’ in media di 156 euro al mese (2007). La famiglia tipo (coppia con 1 o 2 figli; 38% delle famiglie italiane) spende ogni mese per vestiti e scarpe 224 €, mentre un anziano o anziana che vive da solo/a spende per abbigliamento 45 € al mese. I saldi peraltro rappresentano ancora una quota importante – in media il 26% – del fatturato annuo degli esercizi al dettaglio di abbigliamento e calzature. Attualmente i negozi di abbigliamento e accessori sono in Italia 129.663, quelli di calzature 27.851. (AGI)

Red/Ila

SUSSURRI&GRIDA: FINISCE SEMESTRE, BORSA AL GIRO DI BOA

martedì, giugno 30th, 2009

(AGI) – Milano, 30 giu. – Termina poco mossa, all’insegna della prudenza, la seduta di Borsa che segna il giro di boa del primo anno del dopo crisi, con la chiusura del semestre. Mentre gli operatori attendono di capire che genere di indicazioni arriveranno nelle prossime settimane dai conti dei grandi gruppi quotati, la giornata e’ stata influenzata dalla debolezza di Wall Street, che ha aperto incerta per poi girare in negativo in scia alla delusione per il dato sulla fiducia dei consumatori, in calo a giugno dopo due mesi di segno positivo. “I mercati hanno accusato oggi anche delle prese di beneficio di fine trimestre”, spiega un analista, che parla di seduta “imprevedibile ed estremamente volatile, cosi’ come e’ stato il semestre che finisce”. Gli addetti ai lavori fanno comunque notare la scarsita’ dei volumi che, sebbene in rialzo rispetto a ieri, “restano su livelli pre-estivi” (poco piu’ di 2 miliardi di controvalore); “poco significativi” i dati macro arrivati dagli Usa, mentre c’e’ attesa per le notizie di giovedi’ sul mercato del lavoro. (AGI)

Cli/Car

INFLAZIONE: COLDIRETTI, ALIMENTARI E’ 4 VOLTE SUPERIORE MEDIA

martedì, giugno 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 giu. – L’aumento tendenziale dei prezzi degli alimentari dell’1,9 per cento e’ stato quasi quattro volte superiore il valore medio dell’inflazione (+0,5 per cento) a giugno, nonostante nelle campagne i prodotti agricoli si trovino in piena deflazione con un calo del 12,7 per cento a maggio secondo Ismea.

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento ai dati Istat sull’inflazione a giugno.

Il fatto che i prezzi dei prodotti alimentari continuino ad aumentare su base tendenziale nonostante il crollo del 12,7 per cento dei prezzi agricoli alla produzione conferma la presenza di pesanti distorsione nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola che colpiscono gli agricoltori ed i consumatori.

Il record della riduzione nei campi si e’ verificato – precisa la Coldiretti – per i cereali con un crollo dei prezzi alla produzione del 36,3 per cento rispetto allo scorso anno, ma sugli scaffali la pasta e’ salita del 2,1 per cento ed il pane dello 0,9 per cento.

L’analisi evidenzia dunque l’ aumento della forbice dei prezzi tra produzione e consumo nella filiera alimentare lungo la quale i prezzi – sostiene la Coldiretti – aumentano quindi in media quasi cinque volte. In generale, per ogni euro speso dai consumatori in alimenti ben 60 centesimi vanno alla distribuzione commerciale, 23 all’industria alimentare e solo 17 centesimi agli agricoltori ed esistono quindi – continua la Coldiretti – ampi margini da recuperare, con piu’ efficienza, concorrenza e trasparenza, per garantire acquisti convenienti alle famiglie e sostenere il reddito degli agricoltori in un momento di difficolta’ economica.

Gli italiani spendono 205 miliardi all’anno in alimenti e bevande (141 miliardi in famiglia e 64 fuori) che rappresentano ben il 19 per cento della spesa familiare ed e’ quindi necessario – conclude la Coldiretti – interrompere un trend che impoverisce cittadini e imprese agricole in un difficile momento di crisi economica.(AGI)

Bru

CONSUMI: COLDIRETTI, VIA LIBERA A FRUTTA SENZA QUALITA’

martedì, giugno 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 giu. – Con il primo luglio 2009 entra in vigore l’abolizione degli standard minimi di qualita’ per la frutta e verdura con il rischio della vendita di prodotti di scarto a prezzi elevati, secondo quanto previsto dal Regolamento comunitario n.1221/2008. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che e’ allarme per l’invasione di prodotto dall’estero con le importazioni di frutta dall’estero che sono cresciute del 22 per cento nel primo trimestre dell’anno secondo le elaborazioni su dati Istat.

Sono stati aboliti dalla Commissione gli standard di vendita in Europa di 26 prodotti ortofrutticoli sui 36 esistenti. Vengono in pratica soppresse – sottolinea la Coldiretti – le regole sulla dimensione, il peso e la qualita’ di origine di alimenti come carciofi, melanzane, cavolfiori, cipolle, asparagi, piselli, ma anche nocciole in guscio, albicocche, meloni, prugne e cocomeri che vengono assoggettati ad una generica definizione di merce sana, leale e mercantile, mentre nulla cambia per dieci prodotti ortofrutticoli ritenuti rappresentativi per il mercato. (mele, agrumi, pere, kiwi, insalate in genere, pesche e nettarine, fragole, peperoni, uva da tavola e pomodori).

Il venir meno dell’ obbligo di garantire l’omogeneita’ del prodotto offerto in vendita rischia di favorire – continua la Coldiretti – la vendita di scarti a piu’ alto prezzo e impedisce di fare scelte di acquisto trasparenti attraverso il confronto di frutta e verdura con le stesse caratteristiche. Attenzione anche – precisa la Coldiretti – alle confezioni che mettono in evidenza la frutta e verdura migliori per nascondere quelle di scarto. Il sistema comunitario fino ad ora in vigore disciplinava la classificazione dell’ortofrutta in categorie e calibri per garantire l’omogeneita’ dei prodotti presenti in un imballaggio, con le relative tolleranze, l’obbligo o la facolta’ di riportare in etichetta la varieta’ o la tipologia. Il fatto – sostiene la Coldiretti – che alcuni dettagli siano eccessivi e quindi da semplificare nulla toglie alla necessita’ di avere un linguaggio commerciale univoco che consenta di identificare il prodotto senza inganni. Il rischio concreto e’ quello di una concorrenza sleale da parte dei nuovi paesi dell’est a danno dei consumatori e delle imprese agricole nazionali e delle loro cooperative impegnate a garantire standard qualitativi da primato nella Unione Europea. L’Italia e’ il principale produttore ortofrutticolo dell’UE con circa 24 milioni di tonnellate di frutta, ortaggi ed agrumi freschi, per un fatturato, con l’indotto, di 22,8 miliardi di euro. (AGI) (AGI) – Roma, 30 giu.

Bru (Segue)

BORSA: CHIUDE IN CALO CON WALL STREET, FTSE MIB -0,17%

martedì, giugno 30th, 2009

(AGI) – Milano, 30 giu. – Chiusura di seduta in calo per la Borsa valori, che dopo una giornata positiva ha perso terreno nel pomeriggio, di riflesso ai negativi dati macro Usa e all’andamento di Wall Street. L’indice Ftse Mib segna cosi’ una flessione dello 0,175, a 19.063 punti, mentre l’All Share cede lo 0,18%. Scambi in leggera ripresa, poco sopra i 2 miliardi di euro di controvalore.

Dopo una mattinata brillante, con il listino arrivato a guadagnare l’1%, il quadro e’ cambiato completamente, sia per il dato sul calo dei prezzi delle case in Usa, sia per l’indice di fiducia dei consumatori di giugno, in discesa inaspettata. Il Ftse Mib ha toccato anche un minimo del -0,9%, recuperando qualcosa nel finale. Spiccano alcuni bancari e assicurativi – Bpm, Monte Paschi, banco Popolare – bene Cir e Atlantia, giu’ i media. (AGI)

Gla

SALDI: 240 EURO SPESA PER FAMIGLIA, I CONSIGLI CONFCOMMERCIO

martedì, giugno 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 giu. – Luglio tempo di saldi e la prima citta’ a partire, domani, sara’ Campobasso. Ogni famiglia, secondo le stime dell’ufficio Studi Confcommercio, spendera’ in media poco piu’ di 240 euro, per un valore complessivo di circa 3,6 miliardi di euro (il 12% circa del fatturato totale annuo del settore abbigliamento). A seguire, tra le grandi citta’, i ribassi a Napoli il 2 luglio, e a Bari, Bologna, Milano, Palermo, Roma, Torino, Venezia il 4. Ultima, Bolzano dove si dovra’ attendere il 15 luglio. Interessante, fa sapere Confocommercio, anche per capire come reagiranno il mercato e i consumatori, e’ il ‘test’ di Trento dove, grazie a una recente legge Provinciale, per la prima volta i saldi estivi partono con le nuove regole di liberalizzazione e con periodi stabiliti dagli stessi commercianti. “Le vendite estive”, ha detto Renato Borghi, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Federmoditalia, “non stanno andando bene sia per una generalizzata crisi dei consumi, che interessa tutti i settori e, in maniera particolarmente pesante, il comparto abbigliamento, accessori e calzature, sia per fattori legati a condizioni climatiche poco favorevoli. Un parziale recupero potra’ avvenire grazie ai saldi estivi che rappresentano, indubbiamente, un’importante occasione per le famiglie di poter acquistare articoli con sconti che in media saranno superiori al 30%. C’e’ comunque una aspettativa ottimistica derivante dai dati Isae, che confermano come la fiducia delle famiglie sia in ripresa”. Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Confcommercio ricorda alcuni principi di base: 1. Cambi: la possibilita’ di cambiare un capo dopo che lo si e’ acquistato e’ generalmente lasciata alla discrezionalita’ del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme alla legge. In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso cio’ risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore e’ pero’ tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. 2. Prova dei capi: non c’e’ obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. 3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate dal negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l’adesivo che attesta la relativa convenzione. 4. Prodotti in vendita: i capi proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso. 5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale. (AGI)

Red/Ral

INFLAZIONE: FEDERCONSUMATORI,ALLARME PER PREZZI AGROALIMENTARI

martedì, giugno 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 giu. – Federconsumatori lancia l’allarme crisi dei consumi.

“Esce chiaro la forte contrazione che caratterizza i consumi delle famiglie italiane e che emerge dai dati diffusi dall’Istat. Il calo dei prezzi e’ tuttavia da ascriversi ad una riduzione dei consumi dei beni durevoli, mentre per quanto riguarda l’agroalimentare, beni di largo consumo, non vi sono da registrare riduzioni importanti. Anzi,spiega, in questo settore ci saremmo dovuti aspettare riduzioni dei prezzi a causa della forte caduta dei prezzi internazionali delle materie prime”. Non avvenendo cio’, “sia il dato Istat ma soprattutto i dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, confermano questa tendenza e percio’ sicure speculazioni presenti nell’intera filiera. Che fanno ricadere sulle famiglie italiane per questi prodotti fondamentali un trascinamento dal 2008 di 560,00 Euro in piu’ di maggiori costi”. A questa questione si aggiungono purtroppo ulteriori tensioni sui prezzi e sulle tariffe che si stanno verificando nel settore petrolifero, nel settore assicurativo, in quello autostradali e per i servizi locali dall’ acqua ai rifiuti solidi urbani.

Tutto cio’ fa prevedere – aggiungono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – un attestazione del tasso di inflazione nel 2009 superiore dell’1,2 -1,3% pari ad un esborso di circa 400,00 Euro a famiglia, riducendone cosi’ ulteriormente il potere di acquisto”.(AGI)

Bru

CONSUMI: COLDIRETTI, VIA LIBERA A FRUTTA SENZA QUALITA’

martedì, giugno 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 giu. – Con il primo luglio 2009 entra in vigore l’abolizione degli standard minimi di qualita’ per la frutta e verdura con il rischio della vendita di prodotti di scarto a prezzi elevati, secondo quanto previsto dal Regolamento comunitario n.1221/2008. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che e’ allarme per l’invasione di prodotto dall’estero con le importazioni di frutta dall’estero che sono cresciute del 22 per cento nel primo trimestre dell’anno secondo le elaborazioni su dati Istat.

Sono stati aboliti dalla Commissione gli standard di vendita in Europa di 26 prodotti ortofrutticoli sui 36 esistenti. Vengono in pratica soppresse – sottolinea la Coldiretti – le regole sulla dimensione, il peso e la qualita’ di origine di alimenti come carciofi, melanzane, cavolfiori, cipolle, asparagi, piselli, ma anche nocciole in guscio, albicocche, meloni, prugne e cocomeri che vengono assoggettati ad una generica definizione di merce sana, leale e mercantile, mentre nulla cambia per dieci prodotti ortofrutticoli ritenuti rappresentativi per il mercato. (mele, agrumi, pere, kiwi, insalate in genere, pesche e nettarine, fragole, peperoni, uva da tavola e pomodori).

Il venir meno dell’ obbligo di garantire l’omogeneita’ del prodotto offerto in vendita rischia di favorire – continua la Coldiretti – la vendita di scarti a piu’ alto prezzo e impedisce di fare scelte di acquisto trasparenti attraverso il confronto di frutta e verdura con le stesse caratteristiche. Attenzione anche – precisa la Coldiretti – alle confezioni che mettono in evidenza la frutta e verdura migliori per nascondere quelle di scarto. Il sistema comunitario fino ad ora in vigore disciplinava la classificazione dell’ortofrutta in categorie e calibri per garantire l’omogeneita’ dei prodotti presenti in un imballaggio, con le relative tolleranze, l’obbligo o la facolta’ di riportare in etichetta la varieta’ o la tipologia. Il fatto – sostiene la Coldiretti – che alcuni dettagli siano eccessivi e quindi da semplificare nulla toglie alla necessita’ di avere un linguaggio commerciale univoco che consenta di identificare il prodotto senza inganni. Il rischio concreto e’ quello di una concorrenza sleale da parte dei nuovi paesi dell’est a danno dei consumatori e delle imprese agricole nazionali e delle loro cooperative impegnate a garantire standard qualitativi da primato nella Unione Europea. L’Italia e’ il principale produttore ortofrutticolo dell’UE con circa 24 milioni di tonnellate di frutta, ortaggi ed agrumi freschi, per un fatturato, con l’indotto, di 22,8 miliardi di euro. (AGI) (AGI) – Roma, 30 giu.

Bru (Segue)

INFLAZIONE: COLDIRETTI, ALIMENTARI E’ 4 VOLTE SUPERIORE MEDIA

martedì, giugno 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 giu. – L’aumento tendenziale dei prezzi degli alimentari dell’1,9 per cento e’ stato quasi quattro volte superiore il valore medio dell’inflazione (+0,5 per cento) a giugno, nonostante nelle campagne i prodotti agricoli si trovino in piena deflazione con un calo del 12,7 per cento a maggio secondo Ismea.

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti in riferimento ai dati Istat sull’inflazione a giugno.

Il fatto che i prezzi dei prodotti alimentari continuino ad aumentare su base tendenziale nonostante il crollo del 12,7 per cento dei prezzi agricoli alla produzione conferma la presenza di pesanti distorsione nel passaggio degli alimenti dal campo alla tavola che colpiscono gli agricoltori ed i consumatori.

Il record della riduzione nei campi si e’ verificato – precisa la Coldiretti – per i cereali con un crollo dei prezzi alla produzione del 36,3 per cento rispetto allo scorso anno, ma sugli scaffali la pasta e’ salita del 2,1 per cento ed il pane dello 0,9 per cento.

L’analisi evidenzia dunque l’ aumento della forbice dei prezzi tra produzione e consumo nella filiera alimentare lungo la quale i prezzi – sostiene la Coldiretti – aumentano quindi in media quasi cinque volte. In generale, per ogni euro speso dai consumatori in alimenti ben 60 centesimi vanno alla distribuzione commerciale, 23 all’industria alimentare e solo 17 centesimi agli agricoltori ed esistono quindi – continua la Coldiretti – ampi margini da recuperare, con piu’ efficienza, concorrenza e trasparenza, per garantire acquisti convenienti alle famiglie e sostenere il reddito degli agricoltori in un momento di difficolta’ economica.

Gli italiani spendono 205 miliardi all’anno in alimenti e bevande (141 miliardi in famiglia e 64 fuori) che rappresentano ben il 19 per cento della spesa familiare ed e’ quindi necessario – conclude la Coldiretti – interrompere un trend che impoverisce cittadini e imprese agricole in un difficile momento di crisi economica.(AGI)

Bru

OLIO: COLDIRETTI, DAL 1 LUGLIO IN VIGORE ETICHETTA DI ORIGINE

martedì, giugno 30th, 2009

(AGI) – Roma, 30 giu. – In tutta l’Unione Europea non sara’ piu’ possibile spacciare come Made in Italy l’extravergine ottenuto da miscugli di olio spremuto da olive spagnole, greche e tunisine senza alcuna informazione per i consumatori, grazie alla storica entrata in vigore a partire dal primo luglio 2009 del Regolamento (CE) N.182 del 6 marzo 2009, che obbliga ad indicare in etichetta la provenienza delle olive impiegate per produrre l’olio vergine ed extravergine di oliva in commercio.

Lo rende noto la Coldiretti che ha scelto di ricordare lo storico momento con la Festa dell’olio in Puglia, dove si produce oltre 1/3 dell’olio italiano. Da Taranto a Foggia, da Brindisi a Lecce fino a Bari dove l’appuntamento e’ stato in Piazza San Ferdinando con la possibilita’ di degustare ed acquistare gli oli extravergine del territorio, ma anche assaggi guidati, nutrizionisti ad illustrare le proprieta’ salutistiche dell’olio e addirittura una estetista per massaggi naturali a base di olio extravergine.

L’obbligo di indicare in etichetta l’origine delle olive impiegate nell’extravergine in tutti i paesi europei e’ – sottolinea la Coldiretti – una risposta coerente alla necessita’ di combattere le truffe e di garantire la trasparenza alle scelte di acquisto dei consumatori. Un pericolo che – continua la Coldiretti – ha un forte impatto negativo sui prezzi pagati agli agricoltori italiani che sono crollati al di sotto dei costi di produzione mettendo a rischio il futuro del settore. Nel 2008 l’Italia – stima la Coldiretti – ha importato 485 milioni di chili di olio di oliva che in assenza di etichettatura si “confondono” con la produzione nazionale che e’ stata pari a poco piu’ di 600 milioni di chili. In altre parole precisa la Coldiretti – quasi una bottiglia su due realizzata in Italia contiene olio proveniente da olive straniere. Secondo l’indagine Coldiretti-Swg sulle abitudini degli italiani, la quasi totalita’ dei cittadini (98 per cento) considera necessario che debba essere sempre indicato in etichetta il luogo di origine della componente agricola contenuta negli alimenti.(AGI)

Bru (Segue)