VINI:PRESENTATE MODIFICHE DISCIPLINARE “NOBILE” MONTEPULCIANO
venerdì, luglio 31st, 2009(AGI) – Roma, 31 lug. – In sintesi, gli adeguamenti del disciplinare di produzione del Vino Nobile di Montepulciano riguarderanno diversi aspetti, a partire dal ridimensionamento del ruolo del “Canaiolo” in quanto non risulta il vitigno di riferimento per la produzione del Nobile. Limitato ad un massimo del 5% l’uso delle uve bianche per il Nobile, ormai una pratica da tempo abbandonata per la produzione dei rossi locali, ma necessaria per la produzione del prezioso Vin Santo di Montepulciano.
Resta invariata la percentuale minima di Sangiovese (detto Prugnolo Gentile a Montepulciano, il vitigno principe del territorio e che nel primo disciplinare degli anni ‘50 era previsto tra il 50 e il 70%), con un minimo del 70% fino a un massimo del 100%. Sono semplificate le norme che disciplinano l’utilizzo di vitigni complementari, lasciando cosi’ maggiore flessibilita’ ai produttori negli anni a venire, in quanto e’ convinzione del Consorzio che a connotare il vino a Montepulciano debbano essere sempre piu’ il territorio, la serieta’ dei produttori e la trasparenza verso la clientela.
Le iniziative di adeguamento del disciplinare sono quindi volte a stimolare l’incremento qualitativo a tutti i livelli della produzione territoriale. A cio’ e’ dovuta anche la scelta di autodisciplinare la limitazione delle produzioni nelle annate difficili, cosi’ come la formalizzazione dell’obbligatorieta’ dei controlli dei movimenti di vino sfuso che lasciano la zona di produzione per essere imbottigliati in ambito regionale (il Consorzio del Nobile e’ uno dei primi in Italia a renderlo obbligatorio).
“Al Consorzio – spiega Carletti – siamo convinti che si debba lasciare spazio ai produttori di continuare ad interpretare il territorio in maniera seria ed appassionata, lasciando ai consumatori ed ai critici il giudizio su quali tra i nostri vini siano i migliori, certi che gli adeguamenti al disciplinare contribuiranno a migliorarli ancora”.(AGI)
Bru
