AGRICOLTURA: LA LUMACA A TAVOLA DIVIDE IN DUE L’ITALIA
venerdì, agosto 28th, 2009(AGI) – Roma, 28 ago. – La lumaca, noto mollusco terrestre, ingolosisce il 50% degli italiani, il 30% non ne mangia e al 20% proprio non piace. E’ cio’ che emerge da un’indagine della Cia sulle abitudini alimentari degli italiani. Il mercato delle lumache e’ vivace cosi’ come la produzione: in Italia se ne fanno oltre 125 mila quintali, gli allevamenti sono oltre 6 mila e i consumi sfiorano i 365 mila quintali ogni anno. Il valore del comparto supera i 200 milioni di euro. Ma in alcune aree del Paese questi piccoli molluschi rischiano la scomparsa. Il vero boom della lumaca e’ riconducibile agli anni ‘70. In gran parte dell’Europa esplose una vera moda gastronomica, spinta dal fascino tutto francese delle famose escargot. Allora, si resero necessarie delle normative per vietarne la raccolta naturale e favorire cosi’ la creazione di allevamenti. Oggi, le chiocciole, come vengono comunemente chiamate in Italia, tornano prepotentemente ad affascinare le tavole e si scopre che il 50 per cento degli italiani ne e’ goloso. L’ultima tendenza emerge da un analisi effettuata dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori che svela, inoltre, come il 30 per cento non ne mangia affatto e il 20 non le ritiene apprezzabili al gusto. Sostanzialmente, le lumache mettono d’accordo la meta’ degli italiani. Il prezzo al consumo praticato dagli allevamenti italiani -spiega la Cia – e’ compreso in una forbice che va dagli 8 ai 13 euro per chilo. Una vera prelibatezza a prezzi accessibili, anche in considerazione che il prodotto viene venduto pronto per la cucina. Ma la lumaca e’ molto presente e lavorata anche nell’industria di trasformazione, dove e’ proposta sui mercati in conserve. In estate – continua la Cia – si succedono, su tutto il territorio nazionale, sagre e feste incentrate sulla degustazione della lumaca. Questo ha indubbiamente promosso e valorizzato la loro conoscenza e il relativo consumo. I bambini sono i consumatori piu’ scettici, ma dai 5-6 anni in su, forse stimolati dalle curiose tecniche per riuscire a mangiarle, iniziano ad apprezzarle. (AGI)
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