(AGI) – Roma, 28 set. – “Ci piacerebbe sapere dove abbia effettuato le sue rilevazioni l’Isae per diffondere, oggi, dati tanto lontani dalla realta’, anche se comprendiamo la loro attitudine non potendo dispiacere al ‘loro’Ministero dell’Economia. Secondo tale Istituto, infatti, non solo la fiducia dei consumatori sarebbe cresciuta, ma, addirittura, le valutazioni sulla situazione attuale del Paese si troverebbero al top dal dicembre 2006. Ci chiediamo se il paese preso in considerazione sia davvero l’Italia o, piuttosto, l’ndagine sia stata effettuata presso i figli di qualche Emiro di Abu Dhabi. Le nostre associazioni sicuramente denunceranno questo Istituto all’ntitrust per pubblicita’ ingannevole”. E’ quanto affermano, in una nota, Federconsumatori e Adusbef. “La situazione italiana, infatti, e’ ben altra. Assistiamo ad una spirale di eventi che tende ad avvitarsi su se stessa, e dalla quale sara’ sempre piu’ difficile venir fuori se non si attuano congrue misure sul lato della domanda di mercato – sostengono Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori ed Adusbef – I dati, infatti, testimoniano una situazione economica estremamente preoccupante: caduta del Pil pari al 5%, crescita esponenziale di disoccupazione e cassa integrazione, vertiginosa caduta della produzione industriale, a rischio un milione di piccole imprese e probabile chiusura di 70.000 esercizi commerciali. Anche i consumi registrano un andamento disastroso: si profila un 2009 con minori acquisti del 2,5-3, pari ad una minore spesa da parte delle famiglie di oltre 20 miliardi di euro. Cio’ testimonia un gravissimo peggioramento della qualita’ della vita delle famiglie, che determinera’ pesanti ricadute sullo sviluppo economico del Paese, causando a sua volta un aumento di cassa integrazione e licenziamenti, con una ulteriore perdita di potere di acquisto delle famiglie a reddito da lavoro dipendente di 980 euro annui, senza contare i nuclei familiari al cui interno vi sia un cassaintegrato, che comportera’ una riduzione del potere di acquisto delle famiglie interessate di un importo pari a circa 3600 Euro annui. Ben 300 Euro in meno al mese”. “A fronte di questo avvitamento della crisi, per rilanciare veramente la domanda di mercato e l’intera economia, sarebbe indispensabile agire su tre questioni: – prosegue la nota – detassando i redditi delle famiglie a reddito fisso da lavoro e da pensione; disponendo un adeguato sostegno per disoccupati e precari; avviando misure tese all’abbattimento di prezzi e tariffe di almeno il 20% ed agendo attivamente per contrastare le speculazioni, soprattutto sui prodotti di prima necessita’, quali pane, pasta e latte che, al calo dei prezzi a livello internazionale, non fanno rispondere altrettante diminuzioni del prezzo al dettaglio, gravando cosi’ sul potere di acquisto delle famiglie, soprattutto quelle meno abbienti”. (AGI)
Red/Rus