(AGI) – Roma, 30 gen. – “Il sentiero della ripresa resta accidentato e disuguale”: lo scrive il Centro studi di Confindustria nella Congiuntura flash di gennaio segnalando una frenata per l’Italia e la Germania. I dati del quarto trimestre 2009 “hanno confermato la ripartenza delle maggiori economie, ma anche la difficolta’ ad accelerare il recupero e le diverse velocita’ a cui sta avvenendo”.
In testa c’e’ la Cina, assieme ad altri emergenti, seguita dagli USA, mentre nell’eurozona hanno registrato una battuta d’arresto Germania e Italia”. Il PMI manifatturiero statunitense e’ ai massimi da quasi quattro anni, con segnali molto robusti nei nuovi ordini e perfino nell’occupazione; nell’area euro e’ al top dal marzo 2008. I consumi cinesi avanzano a ritmi multipli di quelli delle economie occidentali e il loro basso peso sul PIL garantisce ulteriori spazi di rapida espansione.
La spesa delle famiglie “e’ in risalita negli Stati Uniti, seppure graduale, e si rafforzera’ con l’imminente svolta occupazionale. Nella UE rimarra’ fragile perche’ esposta ai ritardati aggiustamenti del mercato del lavoro. L’incremento della parsimonia e’ stato diffuso tra i consumatori nei diversi paesi, piu’ forte in Regno Unito e USA, dove appare ora quasi adeguata grazie all’aumento della ricchezza”.
Gli indicatori anticipatori promettono un miglior andamento nella prima meta’ del 2010, specie nelle economie avanzate. “Petrolio meno forte e dollaro meno debole, se duraturi, iniettano stimoli alla domanda in Eurolandia. Le altre materie prime hanno registrato netti incrementi (alcune fino a livelli pre-crisi), anche a causa dei tagli di offerta e del travaso di liquidita’; poi corretti seguendo le attese sulla ripresa. I prestiti alle imprese calano nonostante i progressi nelle prospettive di investimento e il riaffluire degli ordini”.
C’e’ qualche indicazione di minor selettivita’ del credito. L’ampliamento degli spread ha impedito il pieno trasferimento dei bassi tassi praticati dalla BCE. Gli alti debiti pubblici finora non hanno spiazzato le emissioni obbligazionarie private. L’export italiano fatica ad agganciare il rilancio del commercio globale. (AGI) Ant