Archivio per il gennaio, 2010

CLASS ACTION: LA PRIMA E’ DEL CODACONS, CONTRO UNICREDIT E INTESA

venerdì, gennaio 1st, 2010

(AGI) – Roma, 1 gen. – Sara’ il Codacons a presentare la prima class action italiana, che riguardera’ il settore bancario. Proprio oggi – data di entrata in vigore dell’azione collettiva nel nostro paese – il Codacons ha notificato due citazioni in Tribunale contro due colossi bancari: Unicredit e Intesa Sanpaolo.Firmatario della prima class action il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, che apre cosi’ la strada a migliaia di correntisti intenzionati a far valere i propri diritti contro i due istituti di credito. L’azione del Codacons poggia sulle rilevazioni dell’Antitrust secondo le quali le banche avrebbero compensato l’eliminazione della Commissione di massimo scoperto introducendo nuove e piu’ costose commissioni a carico degli utenti, anche 15 volte piu’ care rispetto al massimo scoperto. Comportamento illegittimo che produce un danno economico ingente ai consumatori, come dimostrato anche dall’Autorita’ della concorrenza e del mercato. Di qui la class action notificata al Tribunale di Torino (per Intesa SanPaolo) e a quello di Roma (per Unicredit) contro le due maggiori banche italiane. Se i giudici dovessero accogliere le istanze dell’associazione, migliaia di correntisti dei due istituti potranno aderire alla class action chiedendo di essere risarciti per le maggiori spese sostenute e senza necessita’ di rivolgersi al Giudice. La somma richiesta in giudizio dai correntisti si calcola che sara’ pari a 1 miliardo di euro per ciascuna banca. Tutti coloro che dispongono di un conto corrente bancario presso i due istituti, possono fornire una preadesione all’azione collettiva, compilando l’apposito modulo che riceveranno inviando una mail a commissionibancarie@codacons.it e devono conservare gli estratti conto della loro banca come prova del danno subito. “Si tratta della prima azione collettiva in Italia sulla base del Codice del consumo – ha commentato l’avv. Carlo Rienzi – speriamo serva per disincentivare i colossi economici a fare scorrettezze gravi contro i consumatori che per pochi euro non farebbero mai causa individualmente, anche se la mancanza di forti sanzioni come avviene negli USA rende questo strumento poco incisivo ed efficace”. (AGI) Red/Pit

SALDI: CODACONS, MATURI I TEMPI PER LA LIBERALIZZAZIONE

venerdì, gennaio 1st, 2010

(AGI) – Roma, 1 gen. – 5. Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi. Un commerciante non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6. Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto; 7. Negozi e vetrine. Ricordate che sulla merce e’ obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto “in modo chiaro e ben leggibile’ (Dlg n. 114/98). Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce; 8. Prova dei capi: non c’e’ l’obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati; 9. Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi; 10. Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure all’Ufficio Comunale per il commercio o ai Vigili Urbani. (AGI)

Red/Ila

CLASS ACTION: SCAJOLA, AL VIA DA OGGI PER I CONSUMATORI ITALIANI

venerdì, gennaio 1st, 2010

(AGI) – Roma, 1 gen. – L’anno nuovo ha portato grandi novita’ per i consumatori italiani. Dal primo gennaio, infatti, possono esercitare la class action, ossia l’azione collettiva a tutela dei propri diritti per danni o inadempienze contrattuali da parte delle aziende. Si tratta di una innovazione introdotta dalla Legge Sviluppo per tutelare i consumatori e gli utenti, sostituendo cosi’ integralmente l’analoga disciplina, prevista dalla legge finanziaria per il 2008, ma mai entrata in vigore perche’ ritenuta carente sia sotto l’aspetto procedurale che sostanziale.

“Anche in Italia diventa finalmente operativo uno strumento di civilta’, essenziale per la tutela dei consumatori, gia’ attivo in altri paesi sviluppati”, ha detto Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo Economico, ricordando che “da ora e’ piu’ semplice, concreto ed effettivo l’esercizio dell’azione collettiva, poiche’ questa puo’ essere avviata anche da singoli consumatori o utenti, anziche’ solo dalle loro associazioni, e viene semplificato il meccanismo di liquidazione del danno”. In sostanza la nuova disciplina consente a consumatori o utenti, i quali abbiano patito danni derivanti da prodotti difettosi o pericolosi, oppure da comportamenti commerciali scorretti o contrari alle norme sulla concorrenza, di unire le proprie forze per ottenere il risarcimento in ipotesi in cui il ricorso al giudice sarebbe troppo oneroso per un singolo individuo: ad esempio quando la controparte e’ molto piu’ forte sul piano economico, e puo’ quindi avvalersi in giudizio di strumenti di difesa piu’ efficaci; ovvero quando i comportamenti illeciti di quest’ultima, pur avendo grande rilevanza nel loro complesso, arrecano al singolo un pregiudizio di lieve entita’.

Con le nuove norme, in vigore da oggi0, tutti coloro che si trovino nella stessa situazione di chi ha promosso la causa, nelle ipotesi suddette, potranno aderire all’azione, facendo valere i propri diritti, anche attraverso il promotore e senza bisogno di ricorrere autonomamente ad un avvocato. Il procedimento sara’ snello e consentira’ di avere una sentenza immediatamente esecutiva e non una mera sentenza di principio che poi costringe ad instaurare un successivo giudizio. Per assicurare una piena tutela dei consumatori che aderiscono, e’ previsto il preventivo esame da parte del giudice per verificare l’adeguatezza di chi ha instaurato il giudizio a curare l’interesse della classe. Inoltre, e’ assicurata la piena trasparenza e pubblicita’ di tutte le fasi del procedimento, compresa la pubblicita’ sul sito del Mse. E’ anche prevista la notifica al pubblico ministero, garantendo cosi’ la possibilita’ di una presenza imparziale nella fase preliminare, preordinata a valutare adeguatezza ed assenza di conflitti d’interesse. (AGI) Gin

SALDI: CODACONS, MATURI I TEMPI PER LA LIBERALIZZAZIONE

venerdì, gennaio 1st, 2010

(AGI) – Roma, 1 gen. – “Domani 2 gennaio partiranno ufficialmente i saldi, anche se in realta’, i negozianti li hanno gia’ anticipati da qualche giorno. Questa situazione dimostra come i commercianti siano i primi fautori di una liberalizzazione dei saldi, che permetta di spalmare gli sconti nell’arco di tutto l’anno e di risollevare il volume delle vendite”. A dirlo il segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi.

In periodo di saldi, avverte il Codacons, e’ bene, comunque, prestare attenzione agli acquisti che si realizzano.

Anche quest’anno, dunque, i consigli di Tanasi, per evitare “fregature”: 1. Conservate sempre lo scontrino: non e’ vero che i capi in svendita non si possono sostituire. Il negoziante e’ obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare; 2. Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo’ deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. State alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu’ svariati articoli; 3. Girate. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta qualche giro in piu’ per evitare l’ acquisto sbagliato o per trovare prezzi piu’ bassi; 4. Consigli per gli acquisti. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita’. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti; 5. Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi. Un commerciante non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto.

6. Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto; 7. Negozi e vetrine. Ricordate che sulla merce e’ obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto “in modo chiaro e ben leggibile’ (Dlg n. 114/98). Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce; 8. Prova dei capi: non c’e’ l’obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati; 9. Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi; 10. Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure all’Ufficio Comunale per il commercio o ai Vigili Urbani. (AGI)

Red/Ila

SALDI: CONFESERCENTI, BUSINESS DA 8 MLD; A FAMIGLIA 340 EURO MEDI

venerdì, gennaio 1st, 2010

(AGI) – Roma, 1 gen. – Gli italiani spenderanno, secondo

stime dell’Ufficio Economico Confesercenti nel periodo dei saldi che nelle principali citta’ Italia inizia, come e’ noto, il 2 gennaio, circa 8 miliardi e 200 milioni di euro, la gran parte di essi – 6 miliardi e mezzo – su abbigliamento e calzature. Ma gli italiani non rinunciano anche a cogliere l’occasione di sconti ed offerte promozionali che nello stesso periodo riguardano altri prodotti.

Per i saldi si prevede una spesa media a famiglia di 340 euro, di cui 270 euro vengono destinati per scarpe, giubbotti, maglie ed altri generi di vestiario. Un periodo nel quale con i saldi si cerca di cogliere la possibilita’ di unire un prezzo favorevole alla qualita’.

6 italiani su 10 aspettano i saldi per gli acquisti piu’ importanti. Il 24% degli Italiani acquista nel centro citta’, il 27% dove capita, solo il 20% nei centri commerciali. Le attese paiono piu’ favorevoli anche perche’ negli ultimi giorni il forte maltempo ha avversato acquisti ed attivita’ commerciali.

Per Roberto Manzoni Presidente della Fismo “occorre pero’ valutare bene la prospettiva futura dei saldi: sarebbe assai utile – sostiene Manzoni – uniformare il periodo di avvio valorizzandolo assai meglio per garantire a consumatori ed imprenditori di cogliere nel modo piu’ utile questa opportunita’. Manzoni ribadisce invece che la liberalizzazione dei saldi non e’ una soluzione in quanto non favorirebbe nessuno ed anzi finirebbe con il cancellarli di fatto”. (AGI)

Bru

SALDI: CODACONS, MATURI I TEMPI PER LA LIBERALIZZAZIONE

venerdì, gennaio 1st, 2010

(AGI) – Roma, 1 gen. – 5. Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi. Un commerciante non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto. 6. Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto; 7. Negozi e vetrine. Ricordate che sulla merce e’ obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto “in modo chiaro e ben leggibile’ (Dlg n. 114/98). Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce; 8. Prova dei capi: non c’e’ l’obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati; 9. Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi; 10. Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure all’Ufficio Comunale per il commercio o ai Vigili Urbani. (AGI) Red/Ila

SALDI: CONFESERCENTI, BUSINESS DA 8 MLD; A FAMIGLIA 340 EURO MEDI

venerdì, gennaio 1st, 2010

(AGI) – Roma, 1 gen. – Gli italiani spenderanno, secondo

stime dell’Ufficio Economico Confesercenti nel periodo dei saldi che nelle principali citta’ Italia inizia, come e’ noto, il 2 gennaio, circa 8 miliardi e 200 milioni di euro, la gran parte di essi – 6 miliardi e mezzo – su abbigliamento e calzature. Ma gli italiani non rinunciano anche a cogliere l’occasione di sconti ed offerte promozionali che nello stesso periodo riguardano altri prodotti.

Per i saldi si prevede una spesa media a famiglia di 340 euro, di cui 270 euro vengono destinati per scarpe, giubbotti, maglie ed altri generi di vestiario. Un periodo nel quale con i saldi si cerca di cogliere la possibilita’ di unire un prezzo favorevole alla qualita’.

6 italiani su 10 aspettano i saldi per gli acquisti piu’ importanti. Il 24% degli Italiani acquista nel centro citta’, il 27% dove capita, solo il 20% nei centri commerciali. Le attese paiono piu’ favorevoli anche perche’ negli ultimi giorni il forte maltempo ha avversato acquisti ed attivita’ commerciali.

Per Roberto Manzoni Presidente della Fismo “occorre pero’ valutare bene la prospettiva futura dei saldi: sarebbe assai utile – sostiene Manzoni – uniformare il periodo di avvio valorizzandolo assai meglio per garantire a consumatori ed imprenditori di cogliere nel modo piu’ utile questa opportunita’. Manzoni ribadisce invece che la liberalizzazione dei saldi non e’ una soluzione in quanto non favorirebbe nessuno ed anzi finirebbe con il cancellarli di fatto”. (AGI)

Bru Bru

SALDI: CODACONS, MATURI I TEMPI PER LA LIBERALIZZAZIONE

venerdì, gennaio 1st, 2010

(AGI) – Roma, 1 gen. – “Domani 2 gennaio partiranno ufficialmente i saldi, anche se in realta’, i negozianti li hanno gia’ anticipati da qualche giorno. Questa situazione dimostra come i commercianti siano i primi fautori di una liberalizzazione dei saldi, che permetta di spalmare gli sconti nell’arco di tutto l’anno e di risollevare il volume delle vendite”. A dirlo il segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi.

In periodo di saldi, avverte il Codacons, e’ bene, comunque, prestare attenzione agli acquisti che si realizzano.

Anche quest’anno, dunque, i consigli di Tanasi, per evitare “fregature”: 1. Conservate sempre lo scontrino: non e’ vero che i capi in svendita non si possono sostituire. Il negoziante e’ obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare; 2. Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “Saldo’ deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. State alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei piu’ svariati articoli; 3. Girate. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta qualche giro in piu’ per evitare l’ acquisto sbagliato o per trovare prezzi piu’ bassi; 4. Consigli per gli acquisti. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualita’. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti; 5. Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi. Un commerciante non puo’ avere, infatti, ricarichi cosi’ alti e dovrebbe vendere sottocosto.

6. Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete gia’ il prezzo o la qualita’ in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto; 7. Negozi e vetrine. Ricordate che sulla merce e’ obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto “in modo chiaro e ben leggibile’ (Dlg n. 114/98). Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce; 8. Prova dei capi: non c’e’ l’obbligo. E’ rimesso alla discrezionalita’ del negoziante. Il consiglio e’ di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati; 9. Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante e’ obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi; 10. Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi al Codacons, oppure all’Ufficio Comunale per il commercio o ai Vigili Urbani. (AGI) Red/Ila

SALDI: CONFESERCENTI, BUSINESS DA 8 MLD; A FAMIGLIA 340 EURO MEDI

venerdì, gennaio 1st, 2010

(AGI) – Roma, 1 gen. – Gli italiani spenderanno, secondo

stime dell’Ufficio Economico Confesercenti nel periodo dei saldi che nelle principali citta’ Italia inizia, come e’ noto, il 2 gennaio, circa 8 miliardi e 200 milioni di euro, la gran parte di essi – 6 miliardi e mezzo – su abbigliamento e calzature. Ma gli italiani non rinunciano anche a cogliere l’occasione di sconti ed offerte promozionali che nello stesso periodo riguardano altri prodotti.

Per i saldi si prevede una spesa media a famiglia di 340 euro, di cui 270 euro vengono destinati per scarpe, giubbotti, maglie ed altri generi di vestiario. Un periodo nel quale con i saldi si cerca di cogliere la possibilita’ di unire un prezzo favorevole alla qualita’.

6 italiani su 10 aspettano i saldi per gli acquisti piu’ importanti. Il 24% degli Italiani acquista nel centro citta’, il 27% dove capita, solo il 20% nei centri commerciali. Le attese paiono piu’ favorevoli anche perche’ negli ultimi giorni il forte maltempo ha avversato acquisti ed attivita’ commerciali.

Per Roberto Manzoni Presidente della Fismo “occorre pero’ valutare bene la prospettiva futura dei saldi: sarebbe assai utile – sostiene Manzoni – uniformare il periodo di avvio valorizzandolo assai meglio per garantire a consumatori ed imprenditori di cogliere nel modo piu’ utile questa opportunita’. Manzoni ribadisce invece che la liberalizzazione dei saldi non e’ una soluzione in quanto non favorirebbe nessuno ed anzi finirebbe con il cancellarli di fatto”. (AGI) Bru